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Vescica iperattiva

Dott. Federico Beretta

Dott. Federico Beretta


Medico Chirurgo

21 Dicembre 2020

Indice:

  1. Introduzione
  2. Cos’è
  3. Cause
  4. Diagnosi
  5. Cura

Introduzione

La vescica iperattiva - o sindrome da vescica iperattiva – è una patologia urologica definita da alcuni sintomi, come il bisogno di urinare in modo urgente e frequente. In questo caso, i sintomi non sono legati a malattie come ostruzioni ed infezioni delle vie urinarie o tumori della vescica. L’aumento della frequenza delle minzioni è accompagnato spesso da incontinenza e può manifestarsi solo di notte (in questo caso si chiama nicturia) o di giorno (si parla di pollachiuria).

Vescica iperattiva: cos’è?

Denominata anche OAB, OverActive Bladder, la sindrome della vescica iperattiva è caratterizzata da alcuni sintomi. Il primo è l’urgenza minzionale: il paziente avverte un bisogno di urinare improvviso ed insopportabile che gli impedisce di trattenere l’urina. La vescica iperattiva causa anche un aumento della frequenza minzionale che diventa superiore a 8 volte in 24 ore. Chi ne soffre accusa, inoltre, una incontinenza da urgenza che provoca una perdita involontaria dell’urina subito dopo lo stimolo. Questa condizione è accompagnata da nicturia, ossia da uno stimolo ripetuto a urinare durante il riposo notturno, circa due volte a notte. Questi sintomi spesso sono associati anche ad altre malattie che colpiscono la vescia, come la cistite interstiziale o i tumori. La sindrome viene diagnosticata dopo che, nel corso di una valutazione medica, vengono escluse le altre patologie. Il disturbo è molto più frequente fra gli anziani, ma non è necessariamente una conseguenza del processo di invecchiamento. Le cure proposte permettono di ridurre o eliminare i sintomi, permettendo di gestire l’impatto del problema sulla vita quotidiana del paziente.

Cause

Il funzionamento della vescica è regolato da una interazione complessa fra fattori neurologici e l’attività muscolo-scheletrica. Questi meccanismi fisiologici, sia volontari sia involontari, provocano il riempimento e lo svuotamento della vescica nei tempi opportuni. Un problema in questo sistema può provocare l’insorgenza della vescica iperattiva. La sindrome è causata spesso da contrazioni involontarie della vescica, con una iperattività del muscolo detrusore che ha lo scopo di contrarsi durante la minzione, favorendo l’espulsione dell’urina. Le contrazioni involontarie e anomale di questo muscolo, quando si verifica il riempimento della vescica, possono portare ad uno stimolo impellente di urinare ancora prima che la vescica arrivi a riempirsi del tutto.

Fra le cause della vescica iperattiva troviamo, inoltre, una elevata produzione di urina, provocata da scarsa funzionalità renale oppure dal diabete, ma anche anomalie della vescica, come calcoli vescicali, tumori e fattori che ostacolano il normale deflusso (ad esempio un aumento di dimensioni della prostata, un precedente intervento chirurgico a livello dell’apparato uro-ginecologica e la stitichezza). Negli uomini, in particolare, la vescica iperattiva è collegata molto spesso all'ipertrofia prostatica benigna. Altre cause sono l’alterata sensibilità della parete vescicale e la debolezza dei muscoli pelvici, specialmente in gravidanza o dopo il parto.

La vescica iperattiva può inoltre essere legata a disturbi neurologici (ad esempio il morbo di Parkinson), sclerosi multipla e ictus. In alcuni pazienti è, infatti, il sintomo di un danno al sistema nervoso centrale, al midollo spinale o ai nervi che può provocare una sospensione della via nervosa cerebro-vescicale, su cui viaggiano gli impulsi che regolano la contrazione del tessuto muscolare della vescica. Traumi e lesioni spinali iatrogene, inoltre, possono provocare alterazioni del riflesso della minzione. Questo può accadere nel caso della chirurgia uro-ginecologica, dell’ernia del disco e dell’esposizione a radiazioni.

Altre cause della vescica iperattiva possono essere il consumo eccessivo di alcol e caffeina o l’assunzione di farmaci diuretici che causano un rapido aumento nella produzione dell’urina. Il sovrappeso rappresenta senza dubbio un fattore di rischio, poiché provoca un aumento della pressione intra-addominale che può alterare la funzione dello sfintere uretrale, portando ad una perdita di urina. Dopo la menopausa, inoltre, la carenza di estrogeni può contribuire all’insorgenza di sintomi tipici della vescica iperattiva. Infine, alcuni soggetti che soffrono di questa patologia presentano all’origine infezioni del tratto urinario che irritano i nervi, determinando urgenza minzionale.

Come si effettua la diagnosi di vescica iperattiva?

Quando il paziente avverte uno stimolo irrefrenabile e continuo di urinare, accompagnato da un aumento delle minzioni diurne e notturne, con incontinenza da urgenza, il medico potrebbe sospettare la presenza di una vescica iperattiva. La diagnosi viene, solitamente, effettuata dopo l’esclusione di altre malattie, come ostruzioni dell’apparato urinario, tumori alla vescica e infezione delle vie urinarie. Escluse altre patologie, lo specialista procederà alla ricerca delle cause dell’insorgenza di questa condizione. 

Il percorso diagnostico prevede una valutazione generale con anamnesi. L’esame obiettivo comprende il controllo fisico dei genitali e dell’addome. Nelle donne viene effettuato l’esame pelvico, per valutare l’eventuale presenza di infiammazioni, atrofia o infezioni, mentre negli uomini si procede all’esplorazione rettale per determinare consistenza, massa complessiva e dimensioni della prostata. Nei pazienti di sesso maschile viene prescritto anche il dosaggio del PSA, antigene prostatico specifico. L’urinocoltura e l’analisi delle urine consentono di escludere la presenza di eventuali infezioni urinarie, anomalie nelle urine o tracce di sangue. L’esame neurologico ha invece come obiettivo quello di identificare possibili riflessi anormali o problemi sensoriali. Un altro test utile è quello urodinamico che valuta la funzione della vescia, la sua capacità di svuotarsi e di riempirsi correttamente. Se, durante la minzione, la vescica non si svuota nel modo corretto, l’urina residua può provocare dei sintomi che sono molto simili a quelli della vescica iperattiva. Per valutare il quantitativo di urina che non viene espulsa, lo specialista esegue un esame ecografico della vescica oppure inserisce un catetere sottile, passando attraverso l’uretra, allo scopo di drenare e misurare il residuo di liquido post-minzione nella vescica.

L’uroflussometria è invece una indagine funzionale volta a valutare la velocità del flusso urinario e il suo volume. Al paziente viene chiesto di urinare in un dispositivo che è collegato a un computer. L’apparecchio registra i vari parametri del flusso urinario e li converte in un grafico frequenza/volume in cui il medico può individuare le variazioni rispetto alla norma. Ai soggetti che presentano i sintomi della vescica iperattiva vengono consigliati inoltre la cistometria e l’uretrocistoscopia. Il primo esame permette di identificare se ci sono delle contrazioni muscolari involontarie e se la vescica immagazzina nel modo corretto l’urina. L’uretrocistoscopia è, invece, utile per escludere calcoli renali e tumori.

Vescica iperattiva: cura

Dopo aver ricevuto la diagnosi di vescica iperattiva, il paziente dovrà, prima di tutto, modificare il proprio stile di vita. Alcuni comportamenti, infatti, consentono di ridurre i sintomi e gli episodi di incontinenza. Viene consigliato di regolarizzare la dieta, ridurre l’apporto calorico e perdere peso. Vanno eliminate dall’alimentazione tutte le sostanze irritanti per l’urotelio, ossia la caffeina, la teina e gli alcolici. Sono proibiti anche i cibi piccanti, quelli acidi e che contengono dolcificanti artificiali. Il fumo di sigaretta risulta irritante per la vescica, mentre un aiuto può arrivare dagli esercizi di riabilitazione del pavimento pelvico. Questi, chiamati anche esercizi di Kegel, permettono di rafforzare lo sfintere urinario e i muscoli del pavimento pelvico che, se potenziati, possono limitare le contrazioni involontarie. Il medico, oppure il fisioterapista, possono fornire le indicazioni per svolgere correttamente gli esercizi, anche a casa. I primi miglioramenti, solitamente, si evidenziano dopo sei-otto settimane.

In alcuni casi, viene prescritta una terapia farmacologica che può aiutare a ripristinare il funzionamento normale della vescica. Di solito il dosaggio è minimo e viene aumentato nel corso del tempo, valutando la presenza di possibili effetti collaterali. Quando il paziente evidenzia una resistenza alle terapie farmacologiche si può ricorrere alle iniezioni endovescicali con tossina botulinica A. In questo caso il farmaco viene iniettato direttamente nei tessuti, paralizzando in modo parziale i muscoli e bloccando in questo modo le contrazioni involontarie della vescica. L’uso della tossina botulinica A viene consigliato a pazienti adulti con malattie neurologiche, come sclerosi multipla o lesioni del midollo spinale. Gli effetti della terapia sono temporanei e durano circa sei mesi.

La vescica iperattiva può essere trattata anche con la neuro-modulazione sacrale. La procedura prevede di impiantare a livello sacrale un pacemaker vescicale che fornisce degli impulsi elettrici. I segnali nervosi che arrivano alla vescica, in questo modo, vengono regolati e i sintomi della patologia si riducono.

L’intervento chirurgico è un trattamento raro nel caso di vescica iperattiva, riservato ai soggetti che presentano sintomi gravi e non rispondono alle altre terapie. L’operazione ha lo scopo di aumentare la capacità della vescica, utilizzando i tessuti intestinali per sostituire una parte della vescica. La procedura chirurgica è piuttosto invasiva e il paziente potrebbe dover ricorrere per il resto della vita ad un catetere a intermittenza. L’ultima risorsa, infine, è la rimozione della vescica (cistectomia parziale o totale). L’operazione comporta la rimozione chirurgica – totale o parziale - della vescica, con l’ureterocutaneostomia. Prevede inoltre il posizionamento di un dispositivo esterno per la raccolta dell'urina.