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Esame audiovestibolare: cos’è, preparazione

Dott.ssa Vanessa Dionne

Dott.ssa Vanessa Dionne


Medico Chirurgo

4 Settembre 2020 - Ultima modifica: 18 Febbraio 2021

In caso di disturbi legati al senso di equilibrio, di vertigine e disorientamento, l’esame audiovestibolare è la principale risorsa per localizzare lesioni al vestibolo.

I disturbi legati all’equilibrio e alle vertigini possono essere estremamente fastidiosi, tanto da divenire – nella gran parte dei casi – addirittura invalidanti, costringendo il paziente a rimanere allettato.

Spesso il problema viene ricondotto a disturbi legati alla colonna cervicale o alla labirintite, non prendendo in seria considerazione che nessuno dei due fattori potrebbe essere coinvolto nel problema. I disturbi più frequenti legati all’apparato vestibolare sono mal di testa, nausea, vomito e vertigini; problemi che – con la corretta diagnosi – possono essere completamente e definitivamente risolti.

Sottoponendosi ad un esame audiovestibolare, si andrà ad indagare quelle che sono le reali cause dei sintomi sopra descritti, giungendo ad una diagnosi e ad una successiva risoluzione del disturbo vertiginoso.

Indice:

  1. Esame audiovestibolare: che cos’è e come si svolge
  2. Esame audiovestibolare: chi deve farlo
  3. Esame audiovestibolare: preparazione
  4. Controindicazioni

Esame audiovestibolare: che cos’è e come si svolge

L’esame audiovestibolare serve dunque a rilevare la presenza e l’entità di una lesione a livello del sistema vestibolare (organo interno all’orecchio che concorre a regolare l’equilibrio statico e dinamico del corpo nello spazio), bilaterale o monolaterale, destro o sinistro.

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L’esame consta di due fasi, entrambe svolte con il paziente posto in posizione sdraiata sul lettino. La prima fase prevedere la valutazione dei “segni spontanei” della vertigine. Al paziente vengono fatti indossare speciali occhiali (occhiali di Frenzel) mentre il medico esegue specifiche manovre di spostamento sulla testa del paziente. Questo consentirà allo specialista di analizzare specifici movimenti oculari – denominati “nistagmo” – che lo indurranno ad identificare la sede della patologia e il tipo di terapia da somministrare.

Durante la seconda fase – che si svolge soltanto a discrezione dello specialista – si effettua una stimolazione dell’orecchio del paziente attraverso l’utilizzo di acqua a differenti temperature per valutare la funzionalità dei labirinti vestibolari.

Se la diagnosi sarà “vertigine posizionale benigna” – la forma più frequente di vertigine periferica – significa che, all’interno della struttura dell’orecchio, si sono formati alcuni calcoli il cui movimento provoca il senso di vertigine. In questo caso, il medico eseguirà una manovra liberatoria: particolari movimenti del capo e del corpo per spostare i calcoli in una zona dell’orecchio nella quale non possano più causare vertigini. La manovra è risolutiva nella quasi totalità dei casi.

Esame audiovestibolare: chi deve farlo?

Chi soffre di disturbi legati ad un fenomeno vertiginoso – cefalee o nausea – dovrà sottoporsi ad esame audiovestibolare, in quanto quest’ultimo è, di fatto, l’unico esame che aiuta a comprendere a fondo la natura di questi disturbi.

Se, durante la visita, la natura del disturbo viene identificata in un problema di “vertigine periferica” (provocata cioè da un problema legato all’orecchio) sarà possibile iniziare immediatamente con il trattamento della patologia tramite adeguata terapia.

Esame audiovestibolare: preparazione

Per sottoporsi ad un esame audiovestibolare non sarà necessaria una particolare preparazione. Bisognerà soltanto avere l’accortezza di non assumere cibo nelle 4 ore precedenti in quanto – con la manipolazione effettuata dallo specialista – potrebbero sopraggiungere fenomeni di nausea. Se il paziente assume farmaci per le vertigini è opportuno sospendere la terapia almeno 24-48 ore prima dell'esame. 

Controindicazioni

Si è registrata una certa reticenza da parte di numerosi pazienti nel voler sottoporsi all’esame vestibolare, ma si assicura che quest’ultimo è completamente privo di controindicazioni o rischi.

Durante la manipolazione prevista della prima fase dell’esame, il paziente potrà essere soggetto a vertigini che causeranno nausea, mal di testa o disorientamento, ma questi effetti sono transitori ed assolutamente necessari per aiutare lo specialista a identificare la reale natura del problema. Solo in questo modo sarà possibile la successiva formulazione di una corretta diagnosi, che porterà alla somministrazione di un’adeguata terapia.