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Prick test: cos’è, quando si esegue e l’affidabilità dei risultati

Dott.ssa Vanessa Dionne

Dott.ssa Vanessa Dionne


Medico Chirurgo

4 Settembre 2020 - Ultima modifica: 13 Settembre 2020

Il prick test è l’esame allergologico cutaneo più comune per individuare la presenza di allergie alimentari e respiratorie. Ecco tutto ciò che c’è da sapere a riguardo.

Quando si sospetta una determinata allergia o al verificarsi di reazioni allergiche di causa ignota, spesso il medico consiglia di effettuare il prick test: questo esame cutaneo viene utilizzato per identificare la sensibilità ad allergeni presenti in varie fonti, come pollini, muffe, peli di animali, acari della polvere, ma anche alimenti, lattice e veleno di insetti.

Indice:

  1. Che cos’è il prick test
  2. A cosa serve l’esame e quando è consigliato
  3. Come si esegue il Prick Test
  4. Controindicazioni
  5. Affidabilità dei risultati

Che cos’è il prick test?

Il prick test è un esame diagnostico non invasivo e indolore attraverso il quale si riesce a individuare la causa di un’allergia respiratoria o ad alimenti. Essendo il test assolutamente innocuo si può effettuare a qualsiasi età e in ogni momento dell’anno, basta che non sia in corso una terapia antistaminica o cortisonica.

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A cosa serve l’esame e quando è consigliato?

Come già accennato il prick test serve a individuare la causa di un’allergia respiratoria, legata quindi ad agenti inalanti come pollini, peli d’animale o acari della polvere, oppure un’allergia alimentare. Nel primo caso, quello in cui sia presente un’allergia con sintomi respiratori, il prick test è consigliato per coloro che soffrono di oculorinite o asma stagionale e perenne e ha attendibilità piuttosto elevata. Nel caso, invece di allergie ad alimenti che si manifestano con pomfi e prurito al cavo orale, orticaria, angioedema, sintomi gastrointestinali, edema della glottide, shock anafilattico, il test ha un ruolo piu' marginale per una diagnosi esatta di allergia alimentare in quanto si preferiscono diete di eliminazione dell'alimento sospetto ed eventuale test di scatenamento (somministrazione per bocca di piccole dosi crescenti dell'alimento non tollerato da effettuare in ambiente ospedaliero).

Come si esegue il prick test?

Il test si esegue sulla pelle dell’avambraccio o – in particolare per i bambini – sulla pelle della parte superiore della schiena, ovviamente si dovrà fare attenzione che la zona di cute in cui si esegue lo screening sia perfettamente sana. Su queste zone vengono fatti dei cerchietti con il pennarello, in cui viene posta una goccia di estratto dell’allergene diluito. La pelle viene poi forata leggermente con una puntina sottile monouso (prick in inglese significa proprio pungere), in modo che la sostanza venga a contatto con tutta la porzione superiore della cute, l’epidermide. Si lascia trascorrere un minuto e poi la pelle viene pulita con della carta assorbente. A questo punto si devono attendere circa 15 minuti per i risultati: se compare un pomfo o rigonfiamento pruriginoso con diametro uguale o superiore ai 3mm circondato da eritema, l’esame è positivo  in quanto vi è stata una reazione allergica a quella sostanza. Durante il periodo della pollinazione o – per le donne – durante le mestruazioni ci sarà una reattività cutanea maggiore.

Controindicazioni

Il prick test è un'esame sicuro e indolore: si avrà solo un leggero prurito causato dalla reazione allergica, che in genere scompare dopo massimo un’ora. Sono rarissimi i casi in cui ci siano controindicazioni più gravi, come malessere generale, difficoltà respiratorie, nausea e vomito, pressione bassa. Ovviamente, differenti sono i casi di persone che sono ad altissimo rischio di reazioni allergiche gravi o che abbiano storie pregresse di anafilassi, ovvero una grave reazione allergica a rapida comparsa e che può causare la morte: in questo caso si dovrà eseguire il prick test in strutture ospedaliere con personale munito di farmaci di pronto soccorso come cortisonici, antistaminici e adrenalina.

Affidabilità dei risultati

In caso di valore risutato negativo il prick test ha un’affidabilità di oltre il 90%, mentre in caso di test positivo ha un’accuratezza del 50-85%: quindi non è in grado di assicurare un’effettiva ipersensibilità del paziente e per la diagnosi finale di allergia si dovrà interpretare la positività del test alla luce della storia clinica e dell'esame obiettivo del soggetto con sospetta allergia.

L’affidabilità del prick test è anche influenzata dall’operatore e dalla sua precisione nell’effettuare l'esame, nonché dalla qualità degli allergeni utilizzati.

Inoltre, è possibile avere dei falsi negativi in caso in cui il paziente sia in cura con antistaminici e cortisonici (vanno sospesi 2 settimane prima dell'esecuzione del test) o in caso di patologie intercorrenti come l’Aids e il linfoma di Hodgkin.

Generalmente, per aumentare l’affidabilità di questo esame vengono effettuate due prove con delle gocce di controllo: la prima con soluzione salina (controllo negativo), l’altra con istamina (controllo positivo). Se la reazione alla goccia di acqua e sale dovrà essere sempre negativa, la seconda dovrà risultare sempre positiva. Nel caso in cui ciò non dovesse avvenire per scarsa o eccessiva sensibilità cutanea sarà inutile effettuare il prick test e saranno necessarie altre indagini allergologiche.