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Patch test epicutanei: a cosa servono, come si eseguono, controindicazioni

Dott.ssa Vanessa Dionne

Dott.ssa Vanessa Dionne


Medico Chirurgo

4 Settembre 2020 - Ultima modifica: 11 Marzo 2021

Il patch test serve a valutare, tramite il contatto, se una determinata sostanza è in grado di provocare una reazione allergica. Ecco tutto ciò che c’è da sapere su queste analisi.

Il patch test o test epicutaneo è un esame rapido e indolore, per nulla invasivo che può essere effettuato sia su adulti che su bambini per evidenziare un’eventuale presenza di anticorpi igE, responsabili delle manifestazioni dell’allergia.

Indice:

  1. A cosa serve il patch test
  2. Come si svolge l’esame
  3. Preparazione al test
  4. Da sapere
  5. Differenza tra patch test e prick test

A cosa serve il patch test?

Il patch test è utilizzato principalmente per accertare le dermatiti da contatto e quindi valutare quali siano le sostanze – dette apteni – che scatenano la reazione allergica. Nonostante ci siano delle sostanze che sono responsabili della maggior parte delle reazioni, come nichel, cromo, conservanti, coloranti e profumi, è importante fare un’indagine familiare e personale del paziente e delle sue abitudini di vita prima di eseguire il test. In questo modo, si potrà valutare al meglio la predisposizione ereditaria alle malattie, ma anche le sostanze con le quali viene quotidianamente in contatto, come i materiali dei capi d’abbigliamento, dei cosmetici, dei farmaci per uso topico, in particolare se in presenza di hobby o un mestiere che lo porta spesso in contatto con alcune prodotti particolari, è il caso dei parrucchieri, panettieri, lavoratori nell’edilizia. Il patch test vuole quindi ricercare le possibili sostanze che abbiano causato o favorito eventuali reazioni allergiche o patologie.

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Come si svolge l’esame del patch test?

L’esame è assolutamente non invasivo e indolore: si applicano sulla pelle della parte alta del dorso dei cerotti, appunto i patch, che contengono gli allergeni da valutare. Questi si lasciano agire sulla cute per 48-72 ore, durante le quali è fondamentale evitare di bagnarsi, evitando anche eccessive sudorazioni: al bando attività fisica e lavori pesanti che potrebbero far sudare troppo e quindi staccare i cerotti. Una volta trascorse le prime 48 ore il medico procederà a una prima lettura, verificando che ci siano o meno la presenza di reazioni cutanee, come eritema, edema, papule o vescicole. La lettura definitiva verrà poi effettuata dopo 72 ore. Fino alla rimozione e lettura del patch test si raccomanda l’osservazione delle seguenti indicazioni sia per la corretta esecuzione del test sia per evitare il distacco dei cerotti:

  • indossare indumenti di cotone preferibilmente bianco a contatto con la pelle
  • evitare indumenti elasticizzati e in particolare l’uso del reggiseno
  • non bagnare la sede di applicazione
  • evitare movimenti bruschi delle braccia e sforzi fisici intensi che possano produrre sudorazione
  • non appoggiare sulla schiena zaini, borse ecc.

 In base alle varie reazioni sulla pelle che ci saranno per i vari cerotti, verrà redatta una scheda personalizzata che indica le sostanze alle quali il paziente è risultato allergico, ma anche l’entità della reazione e le norme di prevenzione per quelle determinate sostanze.

Preparazione al patch test

Per effettuare il test di reazione cutanea non è necessaria una preparazione particolare, ciò che è fondamentale è informare il medico nel caso in cui si stiano assumendo dei farmaci perché potrebbero falsare i risultati del test. In particolare, è da segnalare l’assunzione di antistaminici o cortisonici (i quali andrebbero sospesi almeno 2 settimane prima dell'esecuzione del test).

Da sapere

Nonostante all’apparenza il patch test epicutaneo sia piuttosto semplice è necessario effettuarlo sotto il controllo e la sorveglianza di personale medico, che avrà cura che tutto si svolga correttamente, che sappia verificare al meglio i risultati e segnalare eventuali controindicazioni, come ad esempio una gravidanza accertata oppure la presenza di cute non sana (acne, cicatrici, dermatiti preesistenti). Questo test di reazione cutanea, come anche il prick test, non fornisce certezza completa delle cause che hanno scatenato l’allergia: sono possibili eventuali falsi positivi o negativi. Inoltre, poiché esiste una possibile relazione tra reazione allergica e altre malattie, in entrambi i casi rimane indispensabile una accurata anamnesi e visita medica che consenta di conoscere anche la storia clinica e familiare, al fine di formulare la giusta diagnosi.

Differenza tra patch test e prick test

Sempre nelle indagini allergologiche rientra il prick test: per farlo si applicano delle gocce con determinate sostanze, si attende circa 15 minuti e il medico passa all’osservazione dei risultati. Il Patch test richiede tempi più lunghi perché va ad osservare le reazioni di sensibilità mediate da cellule, e non da anticorpi come il prick, le quali necessitano di almeno due giorni per manifestarsi.