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Dott. Nicola Leuzzi

Dott. Nicola Leuzzi

OCULISTICA
Medico Chirurgo - Specialista in Oftalmologia

2 Dicembre 2020

Indice:

  1. Xantelasma: che cos’è
  2. Le cause
  3. I sintomi 
  4. Diagnosi e cura
  5. Prevenzione

Xantelasma: che cos’è

Con il termine medico xantelasma o xantelasma palpebrale – dal greco “ξανθός” xanthos = giallo e “έλασμα”, elasma = piatto – si indica una lesione infiammatoria papulosa o nodulare che viene a formarsi al di sotto dell’epidermide, sopra o intorno alle palpebre, causata da un deposito di materiale lipidico di colore bianco-giallastro.

Gli xantelasmi colpiscono in prevalenza persone di mezza età o persone in età avanzata, in maggior parte di genere femminile e – pur non essendo pericolosi per la salute o in alcun modo dolorosi – possono essere decisamente deturpanti: hanno infatti l’aspetto di una pallina piena e rotondeggiante, ben delimitata sottopelle, che può raggiungere anche considerevoli dimensioni, danneggiando l’estetica della persona.

Xantelasma: le cause

Come anticipato, la presenza di xantelasmi non è di per sé pericoloso o doloroso quindi, data la benignità della formazione, non sono evidenziati rischi per la salute del paziente che li manifesta. Nonostante ciò, queste formazioni lipidiche possono essere il campanello d’allarme – il marker – della presenza di disturbi a livello del metabolismo lipidico, il quale comporta un ingente aumento della quantità di lipidi e colesterolo nel sangue.

L'ipercolesterolemia può essere di origine genetica, familiare, o essere conseguenza di altre patologie come la cirrosi biliare primaria, la pancreatite, l’ipotiroidismo o alcuni tipi di tumore.

Xantelasma: i sintomi

Essendo formazioni completamente benigne, gli xantelasmi non comportano alcun sintomo evidente se non un’ovvia deturpazione a livello dell’aspetto estetico del paziente che ne è affetto.

Diagnosi e cura

Se il paziente che riporta la presenza di xantelasmi sul suo volto ritiene che questi siano sufficientemente deturpanti da impedirgli una serena vita relazionale, questi possono essere facilmente rimossi. A seconda della lesione presente, il medico specialista valuterà attentamente quale via percorrere. Se le lesioni da trattare sono piccole e poco profonde, si può optare per tecniche micro-invasive – come la crioterapia o la laser terapia CO2 o argon – applicabili in maniera ambulatoriale; se le lesioni da trattare si presentano invece di maggiore entità, profonde o dure, la terapia consigliata è quella di escissione chirurgica previo utilizzo di un anestetico locale.

Dopo la rimozione, il paziente dovrà curarsi di tenere a riparo la zona trattata, medicando la ferita finché questa non sarà completamente rimarginata ed – in seguito – riparandola dalla luce diretta dei raggi solari per evitare la comparsa di antiestetiche macchie dovute all’accumulo di melanina. Per questo motivo si sconsiglia vivamente di effettuare questo trattamento durante l’estate.

Come prevenire lo xantelasma?

Sarà dovere dello specialista – prima dell’asportazione chirurgica degli xantelasmi indesiderati – informare il paziente che l’asportazione non potrà prevenire in alcun modo la comparsa di nuove formazioni lipidiche.

L’unico modo per prevenire nuovi xantelasmi sarà un’indagine approfondita sulle cause di questa formazione, andando in particolare ad indagare il motivo di un aumento repentino di colesterolo nel sangue. Si consiglia in ogni caso di seguire un’alimentazione sana, a basso contenuto di grassi, e una vita fisicamente attiva.