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Test del papilloma virus, Dna e tipizzazione genomica nella lotta al tumore all’utero

Dott.ssa Iolanda Rutigliano

Dott.ssa Iolanda Rutigliano


Medico Chirurgo

28 Novembre 2020 - Ultima modifica: 12 Febbraio 2021

Il papilloma virus è uno dei maggiori responsabili del tumore all’utero. Vediamo come individuarlo precocemente con il test Hpv e la tipizzazione genomica. Ecco ciò che c’è da sapere su questo esame.

Nonostante molti ragazzi e ragazze siano oggi vaccinati per l’HPV (Human Papilloma Virus), si tratta di un virus che è ancora molto diffuso, a trasmissione prevalentemente sessuale. Sebbene nella maggior parte dei casi, una volta contratta l’infezione, il nostro sistema immunitario sia in grado di eliminare il virus, ci sono casi in cui l’infezione può persiste nel tempo e cronicizzare, causando la formazione di alcune alterazioni pre-cancerose da cui può avere origine il cancro al collo dell’utero. In particolare si è osservato che sono tre i tipi di Papillomavirus correlati con lo sviluppo del carcinoma della cervice, ovvero i genotipi HPV 16, 18 e 31. Il test HPV è in grado di rilevare precocemente la presenza del virus e di determinarne il tipo genomico, diventando uno strumento fondamentale per rilevare infezioni potenzialmente dannose e monitorarle nel tempo. E’ opportuno ricordare, in proposito, che il cancro al collo dell’utero è preceduto sempre da alterazioni pre-cancerose che, se identificate ed eliminate per tempo, permettono di prevenire lo sviluppo del tumore.

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Indice:

  1. Cos’è l’HPV test
  2. Come si svolge
  3. Quando dovrebbe essere eseguito

Cos’è l’HPV test

L’HPV test è insieme al pap-test l’esame di riferimento per prevenire il tumore al collo dell’utero, diagnosticando eventuali anomalie del collo dell’utero e presenza di HPV. Per effettuarlo è necessario prelevare una piccola quantità di cellule dal collo dell’utero, che saranno poi analizzate in laboratorio con tecniche di biologia molecolare per individuare eventuale presenza del virus, che se non eradicato potrebbe causare il carcinoma della cervice uterina.

I numeri del  tumore alla cervice uterina

Il carcinoma della cervice uterina è piuttosto diffuso a livello mondiale: è infatti il 4° tumore più frequente nelle donne, 5° in italia. La mortalità è ancora molto alta: 266.000 decessi stimati nel 2012. Ma il dato ancora più sconvolgente è che sia un tumore che colpisce soprattutto la popolazione giovane, in quanto tra le donne di età compresa tra i 15 e 44 anni è al 2° posto (Fonte: infomedics). Oggi, fortunatamente, abbiamo tutti i mezzi per una corretta prevenzione e per il monitoraggio di situazioni potenzialmente rischiose.

Come si svolge

Lo svolgimento è in tutto e per tutto come il pap-test, tanto che nella stragrande maggioranza dei casi vengono abbinati: la differenza si farà in laboratorio, in cui i tecnici dedicati all’HPV test identificheranno e tipizzeranno il virus. La paziente verrà invitata a stendersi sul lettino ginecologico, il medico inserirà lo speculum per individuare il collo dell’utero e preleverà una piccola quantità di cellule con una piccola spatolina. La procedura è indolore, si potrebbe avvertire solo un lieve fastidio, tipo una punturina, e dura pochi istanti. Il campione verrà immerso in un liquido per essere trasportato al laboratorio dove verrà analizzato.  Incrociando i dati del pap test e dell’Hpv test si avranno informazioni molto importanti: sarà possibile identificare le pazienti a basso rischio, che non presentano lesioni attuali e non ne svilupperanno nell’immediato futuro. Se il test risultasse invece positivo, la diretta conseguenza non è il cancro della cervice uterina, ma si permette la determinazione di una classe di pazienti a più alto rischio per cui si va ad attuare un piano di prevenzione con controlli più ravvicinati, oltre alle cure mediche decise dal ginecologo di fiducia. Grazie ai due test sarà possibile cogliere in anticipo qualsiasi segno della malattia per un trattamento efficace: essendo in particolare alcuni ceppi i più rischiosi (16,18 e 31), anche in donne negative al pap test ma positive all’HPV test, si potrà organizzare un controllo più ravvicinato perché con la genotipizzazione dell’HPV test si è reso possibile individuare la presenza del ceppo genetico più rischioso. Quindi, possiamo affermare che la sinergia tra pap test e HPV test sia la migliore prevenzione per il carcinoma al collo dell’utero, in particolare nelle donne sopra i 30 anni.

Quando dovrebbe essere eseguito

Tutte le donne sopra i 30 anni dovrebbero sottoporti all’HPV test, almeno una volta ogni 5 anni in caso di test precedente negativo, altrimenti andrà ripetuto secondo le indicazioni mediche.  Si consiglia di effettuare il prelievo del campione almeno 5 giorni prima delle mestruazioni o almeno 5 giorno dopo il termine del ciclo precedenti. Inoltre, è necessario che siano trascorsi almeno due giorni da un rapporto sessuale e cinque da altre visite ginecologiche o dall’impiego di lavande vaginali, ovuli e candelette.