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Tendinite al ginocchio

Dott. Federico Beretta

Dott. Federico Beretta


Medico Chirurgo

15 Febbraio 2021 - Ultima modifica: 18 Febbraio 2021

Indice:

  1. Introduzione
  2. Cos’è la tendinite al ginocchio?
  3. Quali sono le cause più comuni?
  4. Quali sono i sintomi e le possibili complicazioni?
  5. Come viene effettuata la diagnosi?
  6. Terapie possibili per curare la tendinite al ginocchio
  7. Quali sono i tempi di recupero?
  8. Come prevenire l’insorgenza della tendinite al ginocchio?

Introduzione

Con tendinite al ginocchio si intende l’infiammazione di uno dei tendini del ginocchio, l’articolazione che collega la coscia alla gamba. La patologia scaturisce a causa di un sovraccarico funzionale, una continua ripetizione di un movimento che provoca un forte stress ai danni del tendine, ove si sviluppa, di conseguenza, un processo infiammatorio. Scopri di seguito le cause più comuni ed i sintomi della tendinite al ginocchio, come viene effettuata la diagnosi e quali sono i tempi di recupero e le terapie possibili.

Cos’è la tendinite al ginocchio?

La tendinite al ginocchio è uno stato di infiammazione ai danni dei tendini che si inseriscono sugli elementi ossei che costituiscono l’articolazione del ginocchio. Va ricordato che un tendine non è altro che una fascia di tessuto connettivo fibroso composto principalmente da collagene e dotato di una certa elasticità. I tendini hanno la funzione di unire i muscoli scheletrici alle ossa, permettendo così il movimento. Un trauma acuto o un sovraccarico funzionale possono provocare una tendinite, che etimologicamente significa “infiammazione di un tendine”.

Nell’articolazione del ginocchio sono presenti tre principali strutture tendinee:

  • Il tendine rotuleo, che collega la parte inferiore della rotula alla tuberosità tibiale, cioè la prominenza della porzione distale-anteriore della tibia;
  • Il tendine del muscolo quadricipite, che collega il muscolo quadricipite femorale (che è il principale muscolo della porzione anteriore della coscia) alla parte superiore della rotula;
  • Il tendine del muscolo popliteo, che collega il muscolo popliteo (che si trova nella porzione postero-superiore della gamba) al condilo laterale del femore ed alla capsula articolare del ginocchio.

Di conseguenza, sono 3 i tipi di tendinite al ginocchio possibili:

  1. La tendinite rotulea, che interessa il tendine rotuleo;
  2. La tendinite del quadricipite, che riguarda il tendine del muscolo quadricipite;
  3. La tendinite del popliteo, che coinvolge il tendine del muscolo popliteo.

Fra le tre, la prima, cioè la tendinite rotulea, è senza alcun dubbio la più comune, soprattutto in ambito sportivo e tra gli autotrasportatori o guidatori dei muletti, ed è conosciuta anche come tendinite patellare o “il ginocchio del saltatore”.

Quali sono le cause più comuni?

Nella maggioranza dei casi la tendinite al ginocchio è causata da un sovraccarico funzionale, cioè da una continua ripetizione di un movimento che sollecita in modo dannoso il tendine che, di conseguenza, sviluppa un processo infiammatorio. Anche se può colpire chiunque, la patologia è statisticamente più frequente tra persone che praticano l’attività sportiva oppure fanno lavori che comportano una particolare sollecitazione a carico dell’articolazione del ginocchio.

Tendinite rotulea: i soggetti a rischio

Come suggerisce l’altro nome della tendinite rotulea, ginocchio del saltatore, sono più propensi a sviluppare una tendinite rotulea coloro che praticano sport che prevedono improvvisi cambi di direzione, balzi e salti, tra questi: pallavolo, calcio, basket, atletica leggera, ecc.

Inoltre, è comune nelle persone che svolgono lavori in cui il tendine rotuleo si sottopone a continue sollecitazioni come attività di autotrasportatore o mulettista, che sollecitano continuamente il ginocchio agendo sui pedali per controllare il veicolo.

Tendinite del quadricipite: i soggetti a rischio

Anche se il tendine del quadricipite è molto robusto e difficilmente incline a sviluppare infiammazioni, la tendinite del quadricipite interessa in particolar modo soggetti che praticano attività sportive in cui sono previste corse a massima velocità alternate a frenate brusche, salti, balzi e piegamenti sulle gambe.

Tendinite del popliteo: i soggetti a rischio

La tendinite del popliteo, invece, è molto più comune nei podisti o in coloro che sono soliti praticare le escursioni in montagna. In particolar modo, è soprattutto la camminata in discesa che può mettere il soggetto a rischio di sviluppare un’infiammazione.

Quali sono i sintomi e le possibili complicazioni?

I sintomi di una tendinite al ginocchio variano a seconda del tendine colpito dall’infiammazione. Sono però comuni a tutti e tre le tendiniti sintomi come dolore, gonfiore, arrossamento e calore.

Sintomi della tendinite rotulea

La sintomatologia tipica dell’infiammazione del tendine rotuleo comprende:

  • Dolore locale, che tende a migliorare con il riposo ed a peggiorare quando l’articolazione viene sollecitata durante l’attività fisica;
  • Un senso di indolenzimento sotto il ginocchio;
  • Sensazione di rigidità a livello del ginocchio;
  • Ispessimento del tendine rotuleo.

Sintomi della tendinite al muscolo quadricipite

Chi soffre di tendinite del muscolo quadricipite accusa solitamente dolore nella parte inferiore della coscia che tende a peggiorare quando il ginocchio viene flesso. In alcuni casi nella stessa zona in cui è localizzato il dolore il paziente potrebbe notare gonfiore, indolenzimento e un senso di calore.

Sintomi della tendinite al muscolo popliteo

Quando è il tendine del muscolo popliteo ad essere interessato dall’infiammazione il paziente potrà accusare: dolore all’esterno e nella regione posteriore del ginocchio, gonfiore ed arrossamento nella parte esterna dell’articolazione, sensazione di cedimento del ginocchio e, in generale, senso di debolezza dell’articolazione.

I sintomi di una tendinite al muscolo popliteo possono acuirsi durante i movimenti di flessione ed estensione a carico del ginocchio.

Nel caso in cui la tendinite al ginocchio non venga curata adeguatamente è possibile l’insorgenza di alcune complicazioni. È infatti possibile che l’infiammazione peggiori fino a danneggiare il tendine coinvolto oppure, nel caso di tendinite rotulea, fino a causare la sua rottura.

Le complicazioni potrebbero rendere la tendinite al ginocchio molto più difficile da curare e richiedere un intervento chirurgico. Per questo, in presenza di un dolore nella zona del ginocchio è fortemente consigliato interrompere l’attività che potrebbe essere causa della tendinite e rivolgersi al medico.

Come viene effettuata la diagnosi?

Un’approfondita anamnesi per stabilire le cause e i fattori che hanno provocato l’infiammazione, assieme ad un accurato esame obiettivo sono solitamente sufficienti per diagnosticare una tendinite al ginocchio. Talvolta, però, il medico potrebbe richiedere anche esami di imaging per avere un quadro clinico più preciso, tra questi:

  • Ecografia muscolo tendinea, per analizzare lo stato di salute del tendine e del muscolo ad esso collegato;
  • Risonanza magnetica, per avere una visione accurata di ogni componente dell’articolazione;
  • Raggi X, necessari in caso vi sia il sospetto di un problema osseo connesso alla tendinite.

Una volta che il quadro clinico risulta chiaro sarà possibile stabilire la terapia più idonea al caso.

Terapie possibili per curare la tendinite al ginocchio

Solitamente la cura per la tendinite al ginocchio prevede un trattamento di tipo conservativo. Innanzitutto, è consigliato il riposo funzionale dell’arto interessato, che consiste nella sospensione totale delle attività responsabili della condizione di infiammazione. I tempi di riposo variano a seconda dei casi e della severità dell’infiammazione. In generale è importante attendere che il dolore scompaia completamente.

Al paziente viene, inoltre, consigliata l’applicazione di impacchi di ghiaccio nella zona dolente circa 4-5 volte al giorno per 15-20 minuti. Il ghiaccio ha un’azione antinfiammatoria ed antidolorifica e può essere utile soprattutto nelle fasi iniziali della patologia. Potrebbe essere utile, inoltre, l’utilizzo di una fasciatura compressiva attorno al ginocchio, per mitigare il dolore e velocizzare la guarigione.

In alcuni casi il medico potrebbe prescrivere al paziente farmaci antinfiammatori non-steroidei (FANS) per ridurre l’infiammazione e lenire il dolore. Raramente, e solo nei casi in cui la sintomatologia persista e i FANS risultino inefficaci, viene prescritta al paziente l’iniezione locale di corticosteroidei.

Nei casi più gravi è necessario ricorrere ad esercizi di fisioterapia per un recupero completo che comprendono esercizi propriocettivi, di stretching e di rinforzo dei muscoli dell’arto sofferente. A queste terapie possono essere aggiunte anche quelle strumentali come gli ultrasuoni, la tecarterapia, la Stimolazione Elettrica Nervosa Transcutanea (TENS), o la ionoforesi.

L’intervento chirurgico per curare le tendiniti al ginocchio (artroscopia) è generalmente molto raro, anche se diviene un’opzione obbligata nel momento in cui i sintomi dolorosi persistono per mesi e gli altri trattamenti risultano insufficienti, oppure quando la patologia si evolve in un danno più grave al tendine. 

Quali sono i tempi di recupero?

I tempi di recupero per una tendinite al ginocchio variano a seconda della gravità dell’infiammazione e, ovviamente, alla tempestività delle cure. Solitamente, il recupero di una tendinite di lieve o moderata entità si risolve in 1 massimo 3 settimane. Nei casi più gravi, che possono anche aver richiesto un intervento chirurgico, sono necessari dai 6 agli 8 mesi per recuperare completamente la corretta funzionalità dell’articolazione.

Come prevenire l’insorgenza della tendinite al ginocchio?

Per prevenire l’insorgere della tendinite al ginocchio è consigliabile:

  • Seguire un programma di allenamento strutturato se si pratica un’attività sportiva.
  • Affidarsi ad un esperto nel caso in cui si voglia cimentare in un’attività sportiva a rischio.
  • Non dimenticare il riscaldamento muscolare prima di iniziare l’attività sportiva.
  • Prendersi periodi di pausa durante l’attività lavorativa o l’hobby che mette a rischio l’articolazione del ginocchio.
  • Indossare scarpe comode.