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Cisti al ginocchio

Dott. Nicola Pugliese

Dott. Nicola Pugliese


Medico Chirurgo

6 Febbraio 2021 - Ultima modifica: 10 Febbraio 2021

Indice:

  1. Introduzione
  2. Sintomi
  3. Cause
  4. Diagnosi
  5. Trattamenti
  6. Complicanze

Introduzione

Quando si parla di cisti al ginocchio ci si riferisce generalmente alle cisti di Baker, dal nome del medico che le individuò per primo. In realtà non si tratta di vere e proprie cisti, poiché al loro interno rimane un collegamento con il sacco sinoviale, infatti è più corretto parlare di un rigonfiamento delle borse sierose che si trovano nella parte posteriore del ginocchio.

Solitamente le cisti di questo tipo di formano dietro all’articolazione del ginocchio e più precisamente nella cavità poplitea e possono avere dimensioni tali da risultare visibili a occhio nudo: infatti una singola cisti può essere grande pochi millimetri oppure qualche centimetro.

La cisti di Baker si presenta come una tumefazione, simile a un nodulo, nella zona posteriore del ginocchio. In alcuni casi le cisti al ginocchio sono asintomatiche, mentre in altri casi provocano un dolore sordo, anche a riposo, soprattutto quando si flette il ginocchio oltre a gonfiore e rigidità articolare.

I soggetti che possono incorrere in questo problema sono sia adulti - di tutte le età - che bambini, ma i casi più frequenti si riscontrano tra i 35 ed i 70 anni di età, in quanto spesso è associata a sovraccarico articolare o altre patologie già in atto, come per esempio l’artrosi, l’artrite reumatoide o lesioni meniscali di cui normalmente i soggetti più giovani non soffrono.

I soggetti più giovani guariscono anche più in fretta in quanto il riassorbimento è più facile, mentre nei soggetti più anziani il più delle volte il disturbo è di complicata risoluzione. Talvolta, l'origine è idiopatica, quindi la cisti di Baker si manifesta senza apparente motivo, soprattutto nei bambini.

La diagnosi è essenzialmente clinica e viene confermata attraverso un’ecografia muscolo-tendinea del ginocchio. Se possibile, i trattamenti puntano a correggere la causa che ha dato origine al problema (quindi patologie come l'artrite, eventuali lesioni del menisco etc). In molti casi, è sufficiente che il paziente osservi un po’ di riposo e che si sottoponga a infiltrazione di corticosteroidi per ridurre l'infiammazione. Nei casi più gravi, invece, può essere indicato l’intervento chirurgico.

Sintomi

Le cisti al ginocchio solitamente si presentano in modo asintomatico e la loro comparsa può manifestarsi al tatto ed anche alla vista a seconda delle dimensioni, ma a volte è necessaria un’ecografia o una risonanza magnetica per confermarne la presenza. Solo in alcuni casi la cisti di Baker causa dolore e viene associata a rigidità dell’articolazione.

Se percepito, infatti, il principale sintomo delle cisti al ginocchio è la comparsa di un rigonfiamento, simile a un nodulo, nella zona posteriore del ginocchio, che al tatto risulta duro. Oltre a questo segno che può essere anche evidente (la cisti può essere grande anche diversi centimetri), un soggetto affetto da questo disturbo può manifestare anche altri disturbi, ad esempio:

  • ginocchio gonfio e dolore che si irradia al polpaccio
  • rigidezza articolare
  • rumore (un click) al movimento del ginocchio

Questi disturbi si presentano con grado diverso in base al livello di gravità del problema articolare preesistente. Tra l'altro, dolori articolari e gonfiore, comparsa di noduli, sensazione di rigidità e rumori alle articolazioni non sono esclusivi delle cisti di Baker.

Nella maggior parte dei casi, ci si accorge della cisti di Baker solo casualmente, facendo, ad esempio, una risonanza magnetica o un’ecografia, per altri motivi.

Cause

Le cisti al ginocchio compaiono spesso nei soggetti di età superiore ai 55 anni, coloro cioè che più spesso possono avere un'altra patologia del ginocchio, come artrosi, l’artrite reumatoide o lesioni meniscali. Questa formazione può anche essere associata alla malattia di Lyme.

Possiamo però in generale dividere le cause delle cisti al ginocchio in due gruppi:

  • primaria o idiopatica, quando la cisti è causata dalla produzione anomala di liquido sinoviale con conseguente rigonfiamento della sacca a seguito di stress ripetuti sull’articolazione;
  • secondaria, dovuta cioè ad altre patologie come la lesione al menisco, l’artrosi o ancora l’artrite.

Nel caso delle cisti primarie, si tratta di un disturbo tipico dell'età giovanile (4-7 anni) ed insorge senza un motivo preciso (ovvero ha origine idiopatica), in quanto l'articolazione del ginocchio appare del tutto sana. Sembra che a determinarla sia un anomalo passaggio di liquido sinoviale dall'articolazione del ginocchio alla borsa poplitea.

Nel caso delle cisti secondarie, trattandosi di un disturbo legato a patologie pregresse, l'età media dei soggetti che possono averle aumenta ed è infatti tipica dell'età adulta (35-70 anni). Quando un ginocchio è colpito da un altro disturbo, come l'artrite o una lesione meniscale, esso produce automaticamente più liquido sinoviale come risposta per salvaguardare la salute di questa parte del corpo. Tuttavia, l'accumulo di liquido determina un aumento della pressione all'interno della capsula articolare, pressione che spinge lo stesso liquido nella borsa poplitea formando la cisti.

Le malattie associate che predispongono alla cisti di Baker in particolare possono essere:

  • Osteoartrite
  • Artrite reumatoide
  • Artrite psoriasica
  • Artrite settica
  • Osteocondrosi dissecante
  • Gotta
  • Lesioni meniscali
  • Lesioni dei legamenti

Diagnosi

Le cisti sono generalmente formazioni dal carattere benigno e non devono destare troppe preoccupazioni, tuttavia è sempre meglio richiedere al medico una visita di controllo. L’esame strumentale mirato all’identificazione della cisti di Baker può essere sia la risonanza magnetica che la semplice ecografia.

La cisti di Baker presenta sintomi molto simili ad altre patologie più gravi che vanno quindi escluse con una diagnosi differenziale. Le patologie da escludere sono:

  • trombosi venosa profonda
  • emangioma
  • artropatia emofilica
  • neoplasie benigne dei tessuti molli (nervi, in particolare)
  • neoplasie maligne: liposarcomi (negli adulti), lipoblastomi (nei bambini), linfangiosarcoma, sarcoma di Kaposi
  • cisti meniscali
  • cisti gangliari
  • lesione del muscolo gastrocnemio del polpaccio

Il primo approccio consiste comunque in una visita medica. In caso di dubbi, oppure se la cisti non è facilmente riconoscibile, il medico può prescrivere due esami strumentali, quali:

  1. ecografia (per verificare se si tratta di una cisti di questo tipo o di una massa solida di altra natura);
  2. risonanza magnetica nucleare (permette una localizzazione precisa della cisti e una descrizione, ancor più accurata, delle sue caratteristiche interne escludendo quindi che si tratti di una tumefazione di tipo tumorale).

Tali procedure risultano affidabili anche in termini di diagnosi differenziale, per escludere appunto altre patologie dai sintomi simili.

Trattamenti

Se la cisti sul ginocchio non causa sintomi o disturbi particolari al soggetto che la presenta, non deve procedere con alcuna cura: spesso, infatti, questa condizione asintomatica rimane stabile e la cisti si riassorbe spontaneamente, senza alcun intervento. É il caso di bambini e adolescenti, le cui articolazioni sono sane.

Nei casi meno gravi, in cui al massimo si manifesta un minimo rigonfiamento, quasi impercettibile, si procede con trattamenti che riducono l'infiammazione e la sovrapproduzione di liquido sinoviale, sperando che la cisti di Baker vada regredendo, ovvero:

  • uso di calze terapeutiche compressive e impacchi di ghiaccio;
  • riposo e arto inferiore sollevato;
  • cure specifiche delle artriti sottostanti, delle lesioni meniscali e dei legamenti.

La cisti dovrebbe passare in una settimana, altrimenti si procede con aspirazione del liquido sinoviale, direttamente dalla cisti e con iniezioni di corticosteroidi, per ridurre l'infiammazione. Entrambi questi metodi, non del tutto indolori, si rendono necessari nei casi più gravi dove ormai la borsa sinoviale e il dolore hanno raggiunto proporzioni tali da invalidare il movimento, ma non sono risolutivi poiché non vanno a curare la problematica, semplicemente ne riducono o coprono il sintomo.

Infatti, i pazienti che presentano altre patologie come un’artrite oppure altri disturbi che causano una maggiore probabilità di incorrere in cisti al ginocchio, hanno bisogno di sottoporsi ad un trattamento terapeutico, poiché la situazione tende a degenerare. Il miglioramento spontaneo in questi casi è quindi irrealistico: la rottura di un menisco o di un legamento non guariscono spontaneamente, ma necessitano di un intervento chirurgico.

L'intervento chirurgico si rende necessario se le cisti al ginocchio diventano di notevoli dimensioni e il dolore insopportabile. Le possibilità di intervento sono due:

  1. l'artroscopia, meno invasiva, che prevede la rimozione del liquido sinoviale in eccesso, presente all'interno della cisti;
  2. la recisione della porzione anatomica occupata dalla cisti di Baker, più invasiva ma necessaria se l'artroscopia non dà i risultati sperati.

Complicanze

Generalmente le cisti al ginocchio non sono dolorose in fase iniziale, ma in una fase molto avanzata se non curate possono rompersi e in tal caso provocano un versamento di liquido, il quale se interno alla cute può apparire alla vista come una tumefazione, un livido (circa 1-2 persone su 20) visibile ad occhio nudo, talvolta arrossato e pruriginoso.

La cisti di Baker può anche andare incontro ad altre complicazioni, molto più rare della rottura, ovvero:

  • emorragia, nei pazienti con predisposizione al sanguinamento (emofilia);
  • infezioni dovute a Streptococcus pneumoniae, Candida albicans, brucellosi e tubercolosi;
  • calcificazione della cisti;
  • pressione della cisti ai danni del nervo peroneo e tibiale.

Quando però le dimensioni raggiungono misure importanti può comparire dolore sotto sforzo o durante la flessione del ginocchio, impedendo il completo piegamento e il dolore si irradia anche al polpaccio. Talvolta, l'edema delle gambe e l'arrossamento cutaneo che derivano da tale condizione possono mimare una tromboflebite, che è più pericolosa.