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Cisti sebacea

Dott.ssa Lucrezia Fago

Dott.ssa Lucrezia Fago


Medico Estetico

7 Dicembre 2020 - Ultima modifica: 8 Dicembre 2020

Indice

  1. Introduzione
  2. Cos’è una cisti sebacea
  3. Cause e fattori di rischio
  4. Come capire se si ha una cisti sebacea
  5. Diagnosi
  6. Come curare una cisti sebacea
  7. Possibili complicazioni secondarie

Introduzione

La cisti sebacea rientra fra le cisti cutanee benigne ed è classificabile fra le cisti da inclusione epidermica (cisti epidermoidi). Raramente questa forma di lesione provoca fastidio nel soggetto che la sviluppa e talvolta può scomparire senza alcuna cura specifica. Tuttavia non risulta sempre semplice per le persone inesperte effettuare una netta distinzione fra un’innocua cisti sebacea ed altri tipi di noduli o rigonfiamenti della pelle. Per questo motivo è sempre consigliabile rivolgersi al proprio medico curante o ad un dermatologo nel caso in cui si presentino delle nuove formazioni sul proprio corpo. Vuoi scoprire se hai una cisti sebacea? Scopri di seguito in che modo si presenta questo tipo di cisti, quali possono essere le cause e i fattori di rischio e come eliminarle.

Cos’è una cisti sebacea?

Una cisti sebacea è un tipo di neoformazione sottocutanea di natura assolutamente benigna. La sua formazione è causata a seguito dell’occlusione di una ghiandola sebacea che, non essendo più in grado di smaltire le proprie secrezioni, le raccoglie accumulandole sotto la pelle dando formazione alle cisti.

Tale tipo di formazione è costituito da materiale semisolido formato da sebo e cheratina e all’incisione il materiale in essa contenuto ha un aspetto caseoso e maleodorante. La cisti sebacea è racchiusa da una capsula di colore biancastro o grigiastro e si presenta con una forma solitamente rotondeggiante, mobile e dalla consistenza semisolida. In genere la formazione di una cisti è indolore, tranne nei casi in cui sia presente un’infezione. Può inoltre diventare dolorosa nel caso in cui viene toccata o spremuta, con la conseguente fuoriuscita del materiale contenuto al suo interno.

Le cisti sebacee si sviluppano più frequentemente nella zona del cuoio capelluto, dietro le orecchie, sul volto, sulla schiena e, molto raramente, sulla parte anteriore del torace. Le dimensioni di questo tipo di lesioni possono variare sensibilmente ed arrivare a raggiungere persino 5-6 cm di diametro.

Lo sviluppo di cisti sebacee è molto raro nei bambini e anche nel sesso femminile, mentre risulta molto più frequente negli uomini, soprattutto dopo la pubertà. La prognosi è buona in quanto la cisti risulta sempre trattabile chirurgicamente. Raramente può riformarsi se l’escissione chirurgica non è avvenuta nel modo corretto. Si tratta sempre di una lesione benigna che può tuttavia arrecare fastidi in base alla zona anatomica in cui insorge o nel caso in cui si infetti o diventi troppo grande.

Cause e fattori di rischio

Come affermato in precedenza, la cisti sebacea si forma a seguito dell’occlusione di una ghiandola sebacea con conseguente raccolta di materiale cheratinico, follicolare e/o sebaceo. Nel momento in cui una ghiandola sebacea o il suo dotto (responsabile del passaggio dei relativi secreti) vengono danneggiati o si ostruiti, viene meno la capacità della ghiandola di smaltire le secrezioni di cheratina, sebo e cellule morte che continua a essere prodotto all’interno della stessa. Come conseguenza di questa ostruzione, il materiale si raccoglie formando una cisti, massa sottocutanea tipicamente tondeggiante visibile ad occhio nudo.

Tra i fattori responsabili dell’occlusione di una ghiandola sebacea vi sono solitamente traumi e lesioni di vario tipo nell’area interessata. Lo sviluppo delle cisti quindi può essere favorito sia da una patologia della pelle come, ad esempio, l’acne, sia da un semplice graffio o da una ferita chirurgica.

Fra gli altri fattori che sembrano giocare un ruolo nell’occlusione della ghiandola sebacea e la conseguente formazione di cisti rientrano:

  • Uso di tabacco
  • Abuso di alcool
  • Ansia e stress (che portano ad un’alterazione della produzione ormonale)
  • Uso di alcuni cosmetici
  • Patologie genetiche come la sindrome di Gardner o la sindrome del nevo baso-cellulare

Non sembrano esserci invece collegamenti fra la formazione di cisti sebacee e cattiva alimentazione né tantomeno fattori di tipo genetico.

Come capire se si ha una cisti sebacea

Come già detto prima, la cisti sebacea di solito non presenta sintomi di alcun tipo a meno che non venga stimolata. È quindi possibile supporre che si è in presenza di una cisti sebacea quando su una parte del proprio corpo si nota un rigonfiamento semisolido e mobile, dal colore biancastro o giallognolo. Per essere certi della diagnosi però è sempre necessario rivolgersi al proprio medico in modo da risolvere ogni dubbio.

Escludendo la pianta del piede e il palmo delle mani, zone che non presentano cioè ghiandole sebacee, la cisti sebacea può svilupparsi in qualsiasi parte del corpo. Inoltre, in un paziente possono svilupparsi anche più cisti contemporaneamente. Ricordiamo brevemente di seguito le zone maggiormente affette da queste neoformazioni benigne:

  • Cuoio capelluto. Questo tipo di cisti, a differenza delle altre, può essere di tipo ereditario e si sviluppa maggiormente nelle donne;
  • Viso;
  • Nuca;
  • Spalle;
  • Retro auricolari;
  • Ascelle;
  • Spalle;
  • Dorso;
  • Braccia;
  • Regione anale e glutei;
  • Seno;
  • Pancia;
  • Genitali.

Diagnosi

Nella maggior parte dei casi basterà recarsi dal proprio medico curante per capire se si è in presenza di una cisti sebacea sotto la pelle. L’aspetto della cisti infatti è facilmente riconoscibile e al medico basterà la semplice osservazione e palpazione della zona interessata per formulare una diagnosi. Durante l’esame fisico lo specialista dovrà accertarsi che si è in presenza di cisti sebacea, eliminando la possibilità che si tratti di altri tipi di cisti come:

  • Cisti pilare: spesso multiple e localizzate sul cuoio capelluto;
  • Cisti dermoide: interessa anche i bambini e si forma nel derma per un difetto di sviluppo, solitamente nella zona del viso e quella sacrococcigea;
  • Idrosadenite suppurativa: patologia infiammatoria cronica che si manifesta con cisti e ascessi nella zona delle ascelle, dell’inguine, dell’interno coscia e nella zona perianale.

Nel remoto caso in cui il medico abbia dei dubbi sulla natura della cisti, potrebbe essere prescritta al paziente una ecografia, che consentirà allo specialista di valutarne il contenuto. A seconda del caso poi potrebbe essere necessaria una diagnosi differenziale per escludere malattie più gravi come masse tumorali. In casi come questo sarà necessario prescrivere al soggetto un altro tipo di indagine, la biopsia, cioè un prelievo di una piccola quantità di tessuto e la conseguente analisi dello stesso al microscopio. Se invece la cisti si è formata in particolari regioni del corpo potrebbe essere necessario fare delle analisi per distinguerla da altri tipi di malattie come, ad esempio, l’herpes simplex genitale.

Come curare una cisti sebacea

Nel caso in cui la cisti sebacea non si riassorba da sola può essere trattata sia con farmaci per via orale che con soluzioni topiche come creme antibiotiche e cortisoniche. Più spesso tuttavia, soprattutto quando la lesione aumenta di volume o influisce sull’aspetto estetico, viene consigliata al paziente la rimozione chirurgica. L’intervento consiste nel drenaggio e nell’escissione della massa, con la rimozione completa della capsula cistica per evitare recidive.

La procedura viene eseguita in anestesia locale e al paziente viene praticata una piccola incisione nella zona in cui si sviluppa la cisti per rimuoverne il contenuto e asportare le pareti della stessa. Successivamente all’intervento, onde evitare ulteriori complicazioni, al paziente può essere prescritta una cura antibiotica mentre la ferita, suturata, dovrà rimanere coperta e sterili per un periodo compreso fra i 7 e i 10 giorni.

Nel caso di rottura della cisti o suppurazione (formazione di materiale purulento), con conseguente presenza di intenso dolore non è possibile effettuare l’intervento di asportazione. Quello che si può fare in casi come questo è incidere la pelle per far uscire il materiale suppurato e ridurre la sensazione dolorosa. L’intervento però non sarà del tutto risolutivo e bisognerà effettuare medicazioni periodiche fino a quando l’infiammazione non sarà passata e solo successivamente valutare un intervento di asportazione.

Possibili complicazioni secondarie

Nella maggior parte dei casi la complicazione a cui va incontro una cisti sebacea è la formazione di pus. Capita spesso quando la cisti presenta una piccola ferita che consente il passaggio di batteri che moltiplicandosi, portano ad una reazione del sistema immunitario che li aggredisce e li elimina. Questo accumulo di cellule morte e batteri all’interno della cisti forma il tipico liquido, viscido e biancastro, chiamato pus. Nei casi di infezione batterica la cisti apparirà arrossata, dolorante e calda al tatto e, nei casi più gravi, potrebbe portare alla comparsa di febbre.

L’altra complicazione più frequente di una cisti sebacea, come già anticipato precedentemente, è la recidiva. La cisti infatti, se non correttamente eliminata, potrebbe riformarsi anche a distanza di tempo. Per questo è importante affidarsi alle mani di un esperto che avrà cura di asportare completamente sia la cisti che la parete cistica assicurando in questo modo al paziente la completa scomparsa della cisti sebacea.