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Neurochirurgia

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La neurochirurgia – dal greco neuron cioè “nervo” + “chirurgia” – è una branca della chirurgia che si occupa di correggere lesioni e malformazioni del sistema nervoso con interventi manuali e strumentali. Le condizioni che in genere richiedono l’intervento di un neurochirurgo sono lesioni o tumori al cervello, al midollo spinale o al sistema nervoso periferico, ai nervi e alle arterie presenti nel collo.

 

Chi è e cosa fa il neurochirurgo?

Lo specialista in neurochirurgia è una figura professionale che – in seguito ad aver conseguito la laurea magistrale a ciclo unico in medicina e chirurgia, della durata complessiva di sei anni – completa poi il proprio percorso accademico con l’abilitazione professionale, in seguito alla quale sarà necessaria la frequentazione della scuola di specializzazione in neurochirurgia.

Il percorso che uno studente ha di fronte per diventare neurochirurgo è lungo e complesso, ma al termine del ciclo di studi si ritroverà ad essere la figura di maggior competenza nel trattamento di innumerevoli patologie, tra le quali si annoverano aneurismi; anomalie congenite; danni derivanti da traumi; disturbi vascolari; emorragie cerebrali; ictus; infezioni al cervello o alla colonna vertebrale; malattie del sistema nervoso come il Morbo di Parkinson, l’epilessia, l’idrocefalo; nevralgia del nervo trigemino; problemi ai nervi periferici, come la sindrome del tunnel carpale; problemi alla colonna vertebrale come malattie degenerative, , danni derivanti da traumi, problemi derivanti dall’artrite, fratture, problemi ai dischi intervertebrali; tumori del sistema nervoso centrale, dei nervi periferici e del cranio.

Per valutare, diagnosticare e prendersi cura delle patologie appena elencate, il neurochirurgo farà appello a tutta una serie di tecniche e procedimenti appresi negli anni di studi e sul campo.

Per la cura di patologie neoplastiche, il neurochirurgo valuterà se eseguire l’asportazione delle stesse – benigne o maligne – mediante approcci tradizionali o approcci mininvasivi. Per il trattamento di patologie vascolari, cercherà un approccio microchirurgico ed endovascolare quando possibile, tradizionale quando necessario, per trattare aneurismi, emorragie cerebrali, ictus, malformazioni vascolari o angiomi cavernosi. Per il trattamento di patologie inerenti alla colonna vertebrale si appellerà a tecniche mininvasive e percutanee, o tradizionali se necessario, per la cura di ernie del disco, stenosi, instabilità vertebrale. Eseguirà invece interventi di artrodesi delle vertebre, discectomia, laminectomia, laminoplastica, revisione di precedenti artrodesi, sostituzione di dischi intervertebrali, impianto di protesi discali, inserimenti di viti o barre per il miglioramento della stabilità della colonna vertebrale.

Per trattare patologie sopravvenute a carico e danno dei nervi, il neurochirurgo farà ricorso a tecniche decompressive microchirurgiche, così da poter trattare neuropatie, rizotomia e lesioni traumatiche dei principali rami nervosi, su cui si può intervenire anche tramite ricostruzioni e trapianti.

Per quanto riguarda altre patologie – quali il Morbo di Parkinson, disturbi del movimento, dolore cronico non oncologico, spasticità ed epilessia – il neurochirurgo farà appello alle sue conoscenze in materia di neurochirurgia funzionale.

 

Che differenza c’è tra un neurochirurgo e un neurologo?

Se il neurochirurgo è quella figura professionale che si occupa della correzione e del trattamento di malformazioni o lesioni legate al funzionamento del sistema nervoso, lo specialista neurologo è quella figura specializzata deputata alla diagnosi e alla cura di tutte le patologie che coinvolgono cervello, midollo spinale e nervi, senza però ricorrere alla chirurgia, la quale resta un esclusivo ambito d’azione del neurochirurgo.

 

Come si svolge una visita neurochirurgica?

Dal momento in cui il paziente viene indirizzato – a seguito di una prima analisi generica dei sintomi riscontrati – presso una visita neurochirurgica, quest’ultimo verrà accolto da un’equipe specializzata di medici coordinata dal neurochirurgo.

In prima istanza, verranno raccolte informazioni circa la vita e le abitudini di vita del paziente: alimentazione, attività fisica o eventuale sedentarietà, vizio del fumo o dell’alcol, eventuali patologie in corso, interventi subiti, casi in famiglia che presentano una sintomatologia simile, ecc. In seguito, verranno prescritti eventuali esami diagnostici per approfondire la situazione patologica del paziente: esami ematici, radiologici, cardiologici, esami di neurologia e di neurofisiologia.

L’intera equipe procede poi all’acquisizione dei dati risultanti dai precedenti esami per definire il profilo clinico del paziente, così da pianificare e definire quello che sarà l’intervento chirurgico più appropriato e le relative modalità per la risoluzione della patologia.

 


Le prestazioni più richieste


Le patologie più trattate

  • Ernia cervicale