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Visita senologica: a cosa serve e esami strumentali

Dott.ssa Vanessa Dionne

Dott.ssa Vanessa Dionne


Medico Chirurgo

16 Settembre 2020 - Ultima modifica: 24 Settembre 2020

Si tratta di un esame completo del seno che permette di monitorare lo stato di salute e prevenire possibili patologie oncologiche. La visita può essere effettuata anche durante il monitoraggio di patologie già accertate.

Il tumore al seno è la neoplasia più diffusa tra le donne e colpisce mediamente 1 donna su 8 (Fonte: I numeri del Cancro in Italia 2019 Aiom-Airtum). Si conta che nel corso del 2019 siano stati 53.000 i casi di tumore alla mammella, in aumento rispetto agli anni precedenti.

In questo ambito, diventa sempre più importante effettuare una corretta prevenzione, sin dalla giovane età, abituandosi ad effettuare una visita senologica in modo costante e con la cadenza indicata dal proprio medico curante.

È molto importante sapere che a livello regionale vengono realizzati appositi programmi di screening contro il tumore alla mammella, nei quali le unità sanitarie locali convocano tutte le donne comprese in una specifica fascia di età, considerata più a rischio.

Indice

  1. Visita senologica: che cos’è
  2. Sintomi da monitorare
  3. Visita senologica: come viene effettuata
  4. Visita senologica: esami strumentali
  5. Preparazione

Visita senologica: che cos’è?

La visita senologica è un esame completo del seno, effettuato da un medico specialista in senologia clinica, che è indolore e non invasivo. L’esame viene utilizzato sia a scopo preventivo, per escludere quindi la presenza di possibili lesioni, sia per monitorare pazienti che hanno già avuto una diagnosi precisa e per le quali serve quindi controllare il decorso della malattia.

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L’obiettivo della visita senologica è escludere la presenza di eventuali patologie al seno: in caso di elementi sospetti la sola visita non basta per effettuare una diagnosi, ma sono necessari esami strumentali più approfonditi, che possono determinare un quadro preciso della patologia. La visita pertanto è utile per determinare il percorso diagnostico-terapeutico più indicato. Non bisogna dimenticare infatti che una diagnosi precoce, permette migliori risultati nel trattamento terapeutico.

Sintomi da monitorare: l’importanza dell’autopalpazione

Le regole di una corretta prevenzione prevedono che ciascuna donna effettui regolarmente l’autopalpazione: in questo modo si possono individuare possibili fattori di rischio e si può agire tempestivamente per effettuare gli esami diagnostici necessari.

Alcuni dei sintomi più importanti da monitorare, sia attraverso l’autopalpazione, sia attraverso l’osservazione del seno sono i seguenti:

  • Presenza di noduli non dolorosi, con contorni irregolari
  • Rigonfiamento di una parte o di tutto il seno
  • Trasformazione della pelle, arrossata o a buccia d’arancia
  • Cambiamento della forma della mammella
  • Alterazioni del capezzolo
  • Rigonfiamento dei linfonodi, sia del collo, sia dell’ascella
  • Perdita di liquidi o di sangue dal capezzolo

Il dolore al seno invece, non è necessariamente un sintomo della presenza di una formazione neoplastica, potrebbe essere determinato anche solo dalle variazioni ormonali durante il ciclo.

Nel caso in cui si presentino uno o più dei sintomi indicati, è consigliabile rivolgersi immediatamente al proprio medico di base o al proprio senologo di fiducia.

Visita senologica: come viene effettuata?

La visita senologica viene effettuata in ambulatorio dal senologo, il quale inizia facendo una serie di domande utili per definire il profilo della paziente. La prima parte della visita quindi è relativa all’anamnesi; pertanto è importante conoscere la propria storia clinica, l'età di comparsa del primo ciclo mestruale, regolarità del ciclo e/o inizio della menopausa, gravidanze, eventuali terapie ormonali, le abitudini come il fumo, il consumo di alcol, la dieta e la familiarità con il tumore al seno.

Il senologo può richiedere anche esami già effettuati in precedenza, oltre ai referti delle precedenti visite senologiche.

La seconda parte dell’esame prevede l’ispezione e la palpazione di entrambe le mammelle: in questa fase lo specialista rileva se ci sono eventuali anomalie. In seguito, può decidere se effettuare altri esami come l’ecografia o la mammografia.

Solitamente, l’ecografia mammaria viene inclusa all’interno della visita senologica, in modo da avere un quadro più approfondito dello stato di salute della paziente. La mammografia invece, viene consigliata alle donne over 40, ma può essere effettuata anche a pazienti più giovani che presentino ovviamente anomalie o familiarità con il tumore alla mammella.

Visita senologica: esami strumentali

Gli esami strumentali necessari per effettuare una diagnosi di tumore al seno sono due:

  • ecografia mammaria
  • mammografia con tomosintesi

L’ecografia è l’esame base che viene realizzato molto spesso all’interno di una semplice visita senologica, per differenziare i noduli a consistenza solida, da quelli a consistenza liquida. Si tratta di un esame ad ultrasuoni che permette quindi di individuare già la presenza di formazioni benigne, come cisti e fibroadenomi, oppure formazioni per le quali sono necessari esami aggiuntivi.

La mammografia è di fatto una radiografia ed è il miglior strumento diagnostico contro il tumore alla mammella. Negli ultimi anni, grazie all’evoluzione tecnologica, la classica mammografia è stata implementata con strumenti più all’avanguardia che permettono uno studio stratigrafico della mammella attraverso la Tomosintesi. Qualora in fase di mammografia si presenti un quadro sospetto, lo specialista effettuerà quindi la Tomosintesi che permette di individuare formazioni anche piccolissime e in fase precoce. Questo è sicuramente uno strumento fondamentale per la diagnosi precoce del tumore al seno. La ricostruzione stratificata ottenuta attraverso la Tomosintesi, elimina i problemi causati dalla sovrapposizione dei tessuti, migliorando nettamente la capacità diagnostica.

È molto importante ricordare che la mammografia viene consigliata con cadenza annuale alle donne dai 45 anni in su: a partire da questa età si possono seguire i programmi di screening mammografico regionali convenzionati con il SSN.

Preparazione

La visita senologica può essere effettuata in qualsiasi momento, specialmente se vengono rilevate anomalie attraverso l’autopalpazione, ma in genere il periodo migliore per effettuarla è quello successivo alle mestruazioni. Durante il periodo mestruale i tessuti si tendono a causa delle variazioni ormonali e potrebbero non rilevarsi noduli oppure al contrario rilevarsi falsi positivi.

Il momento ideale per effettuare una visita senologica, con relativa ecografia è la fase post mestruale, compresa tra il 5° e 12° giorno del ciclo.

Non occorre alcun tipo di preparazione specifica, ma è necessario portare al senologo tutti i referti degli esami e delle visite precedenti, in modo che possa avere chiara la storia clinica della paziente.

Solitamente, lo specialista fa sdraiare la paziente sul lettino con il braccio flesso e la mano sopra alla testa: in questo modo si può effettuare una palpazione che restituisca risultati più precisi.

In totale, una visita senologica dura circa 20-25 minuti, di cui 10-15 minuti sono impiegati per effettuare l’ecografia mammaria.