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Studio del campo visivo o perimetria: in cosa consiste?

Dott. Nicola Leuzzi

Dott. Nicola Leuzzi

OCULISTICA
Medico Chirurgo - Specialista in Oftalmologia

4 Settembre 2020 - Ultima modifica: 24 Settembre 2020

Lo studio del campo visivo è un esame che consente di misurare la visione dello spazio che circonda l’occhio.

Lo studio del campo visivo o perimetria è un esame non invasivo volto a determinare la regione dello spazio che può essere percepita dall’occhio, fornendo informazioni circa la sensibilità della retina e l’integrità delle vie nervose che da questa si originano. Grazie alla perimetria potremo evidenziare eventuali difetti della visione, sia centrale che periferica, in particolar modo per monitorare la progressione di patologie retiniche, del nervo ottico o del sistema nervoso centrale, come il glaucoma, le neuriti ottiche e le maculopatie. Grazie a questo esame potremo anche evidenziare la densità e la profondità dei difetti, scotomi, ovvero aree scure o nere che compaiono nella vista, talvolta disposte secondo pattern specifici quali ad esempio l’emianopsia, cioè la perdita di metà del campo visivo.

Indice:

  1. Cos’è la perimetria
  2. Il campo visivo umano
  3. Perché si esegue questo esame?
  4. Quando sottoporsi alla perimetria o studio del campo visivo
  5. Come si svolge l’esame
  6. Preparazione, controindicazioni e rischi

Cos’è la perimetria

La perimetria o esame del campo visivo ci permette di valutare la porzione di spazio che il paziente è in grado di osservare mantenendo lo sguardo fisso davanti: su un reticolato verranno mandati degli stimoli luminosi che il paziente individuerà e, se il medico nota una ridotta o assente risposta allo stimolo, potrebbe tradurlo con una situazione patologica. Grazie a questo esame possiamo analizzare, quindi, lo stato di salute delle vie ottiche dal nervo ottico all’area cerebrale associata alla visione, identificando vari tipi di problemi della visione, da retinopatie a disfunzione delle vie ottiche.

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Il campo visivo umano

Il campo visivo è, come abbiamo anticipato, quello spazio in cui una persona riesce a rilevare la presenza di stimoli visivi, cioè ciò che si vede quando gli occhi guardano un punto fisso. I normali limiti del campo visivo sono di circa 100° sull’asse orizzontale e 75° su quello verticale.

Perché si esegue questo esame?

Lo studio del campo visivo permette di rappresentare graficamente su una griglia la porzione di spazio che la persona vede o non vede, in modo da quantificare quanta sensibilità della retina ha – eventualmente – perso il paziente. Questi difetti dell’area campimetrica possono generarsi da danni a carico delle strutture oculari oppure a carico delle vie ottiche e della corteccia cerebrale deputata alla visione: diventa a questo punto fondamentale lo studio del campo visivo nella diagnosi del glaucoma, di infiammazioni del nervo ottico e talvolta anche nell’individuazione di alcune patologie cerebrali. Nello specifico questo esame risulta fondamentale o comunque di grande utilità nella diagnosi e nel monitoraggio di alcune patologie che possono provocare e perdita della visione periferica e centrale quali ad esempio:

  • Glaucoma
  • Neuriti ottiche
  • Edema della papilla
  • Degenerazioni retiniche ereditarie (ad esempio retinite pigmentosa)
  • Lesioni encefaliche (es. ictus, aneurismi, emorragie intracraniche)
  • Alcuni tumori cerebrali o ipofisari
  • Traumi cranici
  • Cataratta
  • Occlusioni vascolari retiniche
  • Distacco di retina

Quando sottoporsi alla perimetria o studio del campo visivo

La prescrizione dell’esame è a discrezione del Medico Oculista qualora durante la visita emerga il sospetto clinico di una delle patologie citate, anche in presenza di alcuni sintomi talora presenti quali riduzione della vista o la comparsa di macchie scure o colorate o flash, zone in cui la vista è annebbiata o percezione ridotta o sfalsata dei colori. Sarà quindi il medico, in sinergia con il quadro di salute generale del paziente, a richiedere eventualmente l’esame e, una volta ottenuti i risultati, è anche probabile che vengano prescritti altri accertamenti per approfondire il quadro clinico.

Come si svolge l’esame

L’esame è assolutamente non invasivo e si svolge in questo modo: è necessario poggiare fronte e mento allo strumento medico, a questo punto si dovrà mantenere lo sguardo fisso davanti a sé e premere un pulsante ogni qual volta si veda uno stimolo luminoso. È fondamentale non girare lo sguardo alla ricerca di stimoli luminosi, perché in questo modo i risultati verrebbero falsati.

Preparazione, controindicazioni e rischi

Non c’è bisogno di nessun tipo di preparazione prima di effettuare lo studio del campo visivo, non sono necessarie neanche le gocce per la dilatazione della pupilla. Ciò che è fondamentale è portare con sé gli occhiali correttivi in uso e tutta la precedente documentazione medica. I rischi e controindicazioni sono assenti, l’unico fastidio potrebbe essere quello di dover fissare davanti a sé rimanendo immobili.