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Scintigrafia: a cosa serve, svolgimento

Dott. Federico Beretta

Dott. Federico Beretta


Medico Chirurgo

29 Ottobre 2020 - Ultima modifica: 17 Marzo 2021

La scintigrafia sfrutta il potere della medicina nucleare. I radiofarmaci vengono iniettati per via endovenosa, per individuare tumori e metastasi e per studiare diverse patologie.

La scintigrafia è un esame di medicina nucleare che consente di analizzare l’anatomia e la funzionalità di diversi organi, attraverso la somministrazione di radiofarmaci per via endovenosa.

Eseguita ed interpretata da un medico radiologo, svolge un ruolo di primaria importanza in oncologia grazie alla sua capacità di individuare metastasi e tumori. Sebbene sfrutti la medicina nucleare come la TAC, a differenza di quest’ultima non emette radiazioni ma, al contrario, le rileva: una volta iniettato il radiofarmaco, il corpo emette radiazioni che vengono captate e convertite in immagini bidimensionali.

Indice:

  1. Scintigrafia: come funziona?
  2. A cosa serve?
  3. Scintigrafia: preparazione

Scintigrafia: come funziona?

La scintigrafia è un esame indolore che inizia con la somministrazione di radiofarmaci (o traccianti radioattivi), sostanze radioattive contenenti radionuclidi. Questi, una volta iniettati, interagiscono col tessuto biologico e possono essere monitorati attraverso uno speciale strumento chiamato gamma-camera. Il modo in cui il radiofarmaco si distribuisce nell’organismo viene tradotto in immagini bidimensionali da uno specifico software, che consente al medico di studiare la forma, la funzionalità, le dimensioni e la posizione dell’organo sede di esame. L’organo che si vuole osservare determina quale preparato farmacologico utilizzare.

Giunto il momento ideale per l’osservazione (la tempistica varia a seconda dell’organo e del farmaco utilizzato), il paziente viene posizionato sotto la gamma-camera, dove deve restare immobile: il segnale emesso dal farmaco viene captato dalla “macchina” e tradotto in immagini. La durata della scintigrafia può variare da 15-20 minuti ad alcune ore, a seconda di quanto complesso è l’esame e di quale sia la natura degli organi che il medico necessita di analizzare.

Scintigrafia: a cosa serve?

La scintigrafia viene principalmente impiegata per individuare patologie tumorali e per studiare l’impatto che queste hanno sull’organo in questione, ma non solo! Infatti, con tale metodica, è possibile indagare molte altre condizioni mediche:

  • La scintigrafia tiroidea studia l’anatomia e la funzionalità della tiroide, permettendo di diagnosticare noduli tiroidei, metastasi, tireotossicosi ed ipotiroidismo neonatale.
  • La scintigrafia delle paratiroidi consente di studiare l’adenoma paratiroideo, tumore benigno che causa iperparatiroidismo.
  • La scintigrafia miocardica consente di diagnosticare infarti e coronaropatie, e di valutare gli esiti di un’angioplastica o di un bypass coronarico.
  • La scintigrafia renale rileva la presenza di tumori e cisti renali, permette di caratterizzare l’insufficienza renale, le anomalie del flusso di urina all’interno dei reni, l’ascesso renale e l’ipertensione nefrovascolare.
  • La scintigrafia ossea permette di individuare tumori ossei, metastasi ossee, artrosi, artrite reumatoide, fratture e microfratture da stress.
  • La scintigrafia polmonare studia l’embolia polmonare, il tumore al polmone, l’enfisema polmonare e la sarcoidosi.
  • La scintigrafia epatica permette di individuare tumori epatici, angiomi epatici o malattie croniche del fegato.
  • La scintigrafia cerebrale consente di diagnosticare tumori al cervello e alterazioni nella circolazione sanguigna cerebrale.
  • La colescintigrafia (scintigrafia per lo studio delle vie biliari) aiuta ad individuare fistole, calcoli biliari e tumori alla cistifellea.

Scintigrafia: preparazione

La scintigrafia non prevede una preparazione particolare. È importante informare il medico circa i farmaci che si assumono: alcuni medicinali (come gli ACE-inibitori, i diuretici e i FANS) possono compromettere l’esito dell’esame, e devono dunque essere temporaneamente sospesi. Subito prima della scintigrafia è bene bere molto, mentre la necessità si presentarsi a digiuno dipende dall’organo che si vuole analizzare. È consigliabile vestirsi con abiti comodi e non indossare nulla che abbia componenti metalliche.

Subito dopo l’esame, il paziente dovrà bere molta acqua per favorire la fisiologica eliminazione dei farmaci. Le radiazioni, per qualche tempo, continuano ad essere emesse: alcuni radiofarmaci decadono in un paio di giorni, altri in qualche settimana. In questo intervallo il paziente è chiamato ad evitare il contatto prolungato con bambini e donne in gravidanza. L’inserimento dell’ago che inietta il radiofarmaco può risultare fastidioso e, dopo l’iniezione, è possibile che si avverta un sapore metallico. Per il resto, la scintigrafia è un esame innocuo e indolore.