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Cos’è la Fleboscintigrafia, quando è necessaria, come si esegue e tutto ciò che c’è da sapere

Dott. Federico Beretta

Dott. Federico Beretta


Medico Chirurgo

29 Novembre 2020 - Ultima modifica: 30 Novembre 2020

In caso di problemi circolatori a livello addominale e degli arti inferiori si consiglia la fleboscintigrafia, ecco tutto ciò che c’è da sapere su questo esame.

Questa indagine diagnostica si effettua per valutare se il sangue a livelle delle vene profonde degli arti inferiori e del distretto addominale scorre regolarmente. L’esecuzione prevede l’iniezione di macroaggregati o microsfere di albumina che, mescolandosi con il sangue, consentono di valutare lo stato della circolazione periferica.

Indice:

  1. Cos’è la flebo scintigrafia
  2. Quando è consigliato farla
  3. Come si svolge lo screening

Cos’è la fleboscinigrafia

La fleboscintigrafia consente di osservare la circolazione venosa degli arti inferiori e delle vene addominali, ovvero le vene iliache e la vena cava inferiore. È necessaria per controllare che non vi siano alterazioni strutturali dei vasi, trombi o occlusioni. L’esecuzione dell’esame prevede l’iniezione in vena superficiale di entrambi i piedi del mezzo di contrasto, costituito da macroaggregati o sfere di albumina marcati con 99mTc, ovvero tecnezio-99 metastabile, sostanza utilizzata nella medicina nucleare per le procedure di imaging biomedico. Il circolo periferico trasporta i microaggregati per tutto l’apparato circolatorio, consentendo di ricavare immagini nitide delle zone esplorate.

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Il tecnezio 99

Il tecnezio è utilizzato come tracciante radioattivo perché può essere rilevato nel corpo da apparecchiature chiamate gamma camera. La sostanza emette dei raggi gamma facilmente rilevabili poiché l’energia dei fotoni è pari a 140Kev, la stessa lunghezza d’onda che hanno le apparecchiature diagnostiche convenzionali a raggi X. Le emissioni sono di breve durata nel tempo – circa un giorno – per cui consentono l’esecuzione di procedure mediche in brevi tempi, facendo in modo che l’esposizione del paziente alle radiazioni sia bassa.

Quando è consigliato farla

Uno screening tramite fleboscintigrafia è consigliato nel caso in cui ci sia il sospetto di trombosi venosa profonda degli arti o problemi circolatori legati a questo distretto corporeo. Sarà comunque un medico a valutare la necessità di effettuare questo tipo di analisi e, eventualmente, a prescriverla.

Come si svolge l’esame

Quando si esegue una fleboscinigrafia è necessario sdraiarsi sul lettino togliendo scarpe o calze. Bisognerà armarsi di pazienza, perché questo esame dura all’incirca 40 minuti. Si potranno tenere gli altri indumenti, facendo attenzione a rimuovere oggetti metallici come monete, spille, orecchini e catenine perché potrebbero influire sulla qualità dell’esame. Il medico incanulerà una vena per ciascun piede, inserendo un ago a farfalla collegato ad un flacone di soluzione fisiologica. Questo è l’unico passaggio che potrebbe risultare fastidioso, in particolare nei pazienti che mal tollerano gli aghi. L’esame prevede poi il posizionamento di quattro lacci emostatici, uno per ogni caviglia e due sotto le ginocchia: serviranno a far circolare il sangue prima nelle vene superficiali e poi in quelle più profonde.  Si inizia a questo punto con la cattura delle immagini, il lettino si muoverà sotto la gamma camera, si inietteranno i macroaggregati e si potrà vedere come il sangue circola nelle vene profonde fino al polmone. Terminata questa fase il lettino verrà posizionato com’era all’inizio dell’esame e si rimuoveranno i lacci per acquisire nuove immagini. Quando l’indagine termina, si rimuoveranno gli aghi per ottenere le immagini senza flebo.  L’analisi non è particolarmente invasiva o complicata, richiede solo che il soggetto resti fermo il più possibile.