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Diatermocoagulazione: per rimuovere lesioni cutanee

Dott.ssa Lucrezia Fago

Dott.ssa Lucrezia Fago


Medico Estetico

30 Ottobre 2020 - Ultima modifica: 11 Novembre 2020

La diatermocoagulazione, conosciuta anche come DTC, è una tecnica di intervento che permette l'asportazione di piccole parti di tessuto epidermico

La diatermocoagulazione, conosciuta anche come DTC, è una tecnica di intervento che permette l'asportazione di piccole parti di tessuto epidermico. Il suo obiettivo è quello di trattare patologie o disturbi cutanei tramite l’utilizzo di una corrente elettrica a impulsi. Infatti la tecnica della diatermocoagulazione prevede l'impiego di uno strumento che trasmette una corrente elettrica ad impulsi in grado di tagliare o cicatrizzare l'epidermide di cui l’operatore può variare intensità, frequenza e pulsazione, a seconda appunto che sia necessario tagliare o cicatrizzare la cute.

La corrente confluisce ad un catodo di piccole dimensioni posto a contatto con la regione della pelle che deve essere trattata, mentre l'anodo, più grande, viene invece posto a contatto con un'altra parte del corpo in modo tale che la corrente possa scorrere, e consiste tipicamente una piastra.

Nello specifico, in ambito dermatologico e ginecologico, si interviene con la diatermocoagulazione per rimuovere lesioni quali verruche o condilomi (manifestazione cutanee di infezioni virali anche sessualmente trasmissibili e molto diffuse nei paesi industrializzati).

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Indice:

  1. In cosa consiste l’intervento di diatermocoagulazione
  2. A cosa serve: i campi di applicazione
  3. Ci sono effetti collaterali?
  4. Controindicazioni

In cosa consiste l’intervento di diatermocoagulazione

Lo strumento che viene impiegato per un intervento di diatermocoagulazione è il diatermocoagulatore, che genera impulsi elettrici in grado di tagliare, bruciare e cicatrizzare i tessuti. La corrente elettrica prodotta da questo elettrobisturi va a finire su un catodo di piccole dimensioni, che è la parte a contatto con la porzione della zona da trattare, mentre l'anodo, più grande, viene posizionato a contatto con un'altra area del corpo. La corrente può così passare senza rischi.

L'operatore può impostare livelli diversi di frequenza, intensità e pulsazione della corrente elettrica in base all’obbiettivo da raggiungere. Questo strumento è infatti in grado di tagliare, coagulare, cicatrizzare o bruciare, quindi è anche utile nella rimozione di alcuni tipi di lesioni cutanee che ne abbiano l’indicazione.

Dopo l'intervento, il medico può applicare o meno delle medicazioni sull'area trattata, in base alla zona e alla porzione. Il risultato saranno delle croste di colore scuro che, durante il periodo di guarigione, è molto importante non toccare per non forzarne il distacco. Dopo circa una o due settimane infatti le croste cadranno spontaneamente, segno che il tessuto sottostante si è perfettamente cicatrizzato.

Solitamente il turn over cutaneo permette una guarigione completa in 1-3 settimane, tempi comunque suscettibili anche in base alla sede e alle dimensioni dell’intervento, nonché ad altri fattori individuali che influiscono sulla capacità di cicatrizzazione del soggetto.

A cosa serve: i campi di applicazione

La tecnica della diatermocoagulazione viene utilizzata principalmente in due campi:

  1. dermatologia: rimuovere piccole lesioni cutanee come verruche, fibromi penduli, alcuni tipi di nei, alcuni tipi di angiomi, cheratosi seborroica o attinica
  • ginecologia: per rimuovere lesioni quali condilomi o verruche genitali e come emostasi in caso di intervento chirurgico in generale.

Ci sono effetti collaterali?

L'intervento di diatermocoagulazione si esegue solitamente previa anestesia locale della zona da trattare per non avvertire la sensazione di bruciore o dolore in base al tipo di intervento da eseguire.

La durata è tipicamente variabile in base alla grandezza o al tipo di lesione da trattare ma va comunque da pochi minuti alla mezz’ora.

Dopo l’intervento il medico può prescrivere o meno delle medicazioni in base all’intervento eseguito. È indispensabile seguire tutte le indicazioni del medico anche sulla gestione delle zone trattate, come ad esempio l’igiene delle superfici con cui queste vengano a contatto o sul modo in cui tenere la cute pulita senza bagnare la ferita.

Per favorire la guarigione ed evitare complicazioni, a seguito della diatermocoagulazione è consigliabile evitare la successiva esposizione al sole e ai raggi UV per tempi congrui alla completa guarigione. Superata questa prima fase è comunque indispensabile applicare un filtro solare ad altissima protezione.

La diatermocoagulazione è una metodica che si basa sulla bruciatura di una zona della cute. Per tale motivo l'insorgenza di dolore, bruciore e la comparsa di arrossamenti nelle aree trattate è perfettamente normale. Sono comunque manifestazioni lievi che si risolvono spontaneamente nel giro di qualche giorno.

Tra le possibili complicanze possono sopravvenire infezioni della ferita.

Controindicazioni

Sono genericamente controindicati all’utilizzo dell’elettrobisturi soggetti portatori di apparecchi elettronici, pacemaker, disturbi della coagulazione o in caso di utilizzo di alcuni farmaci quali antiaggreganti piastrinici o anticoagulati. Per queste ed altre condizioni patologiche in generale, il paziente deve sempre informare il medico per valutare la compatibilità all’utilizzo di questo strumento ed eventualmente prendere in considerazioni altri approcci più idonei alle condizioni del paziente.