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Crioterapia con azoto liquido: cos’è, a cosa serve e quando farla

Dott.ssa Lucrezia Fago

Dott.ssa Lucrezia Fago


Medico Estetico

5 Novembre 2020 - Ultima modifica: 11 Novembre 2020

La crioterapia è una terapia dermatologica che sfrutta le proprietà benefiche dell’azoto liquido. Ecco tutto ciò che c’è da sapere.

La crioterapia con azoto liquido – anche conosciuta come terapia del freddo – è un trattamento dermatologico che avviene a livello locale per la cura di diverse patologie presenti a livello cutaneo.

Questo particolare tipo di terapia dermatologica non ha eguali, in quanto non esiste in natura alcuna sostanza che si possa neanche lontanamente paragonare all’azoto liquido. Nessu agente criogeno – infatti – riesce a raggiungere temperature tanto basse da avvicinarsi ai 200°C sotto lo zero.

Indice:

  1. Che cos’è e come si svolge la terapia del freddo
  2. A chi si rivolge?
  3. Preparazione, controindicazioni ed effetti collaterali
  4. Tecniche

Crioterapia con azoto liquido: che cos’è e come si svolge la terapia del freddo

La crioterapia con azoto liquido, conosciuta anche come “terapia del freddo” è un trattamento adoperato in ambito dermatologico, utilizzato ormai da anni per la cura di diverse patologie cutanee. Si interviene su un’area mirata della cute, attraverso un rapido, controllato e drastico abbassamento della temperatura.

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Questa terapia viene eseguita mediante l’erogazione, da parte di uno strumento molto preciso, di azoto liquido sulla parte da trattare.

Il getto erogato è composto al 100% da azoto liquido, un gas incolore e inodore che – allo stato liquido – raggiunge una temperatura di circa -196°. La sua applicazione comporta un velocissimo abbassamento della temperatura al di sotto della soglia di congelamento, questo al fine di distruggere in maniera mirata le lesioni cutanee specifiche.

Crioterapia con azoto liquido: a chi si rivolge?

La crioterapia con azoto liquido verrà consigliata dallo specialista in dermatologia a pazienti che presentano alcune lesioni cutanee quali verruche volgari, condilomi acuminati in zona anale o genitale, molluschi contagiosi, cheloidi, cheratosi attiniche, carcinoma in sito di Bowen.

Crioterapia con azoto liquido: preparazione, controindicazioni ed effetti collaterali

Per sottoporsi alla crioterapia con azoto liquido non è necessario svolgere alcun tipo di preparazione. Essendo questo un trattamento locale, la crioterapia non andrà ad interferire con l’assunzione di eventuali altri farmaci.

La crioterapia con azoto liquido potrebbe indurre la comparsa di effetti collaterali lievi, tutti transitori. Tra questi si annoverano dolore, formazione di bolle, emorragia, infezione, formazione di tessuto cicatriziale in eccesso, esiti cicatriziali, esiti ipo/ipercromici e alterazione della sensibilità. Tutti effetti derivanti da quella che a tutti gli effetti è un’ustione “a freddo”.

Tecniche

Le tecniche crioterapiche che sfruttano l’azoto liquido sono molte, ognuna delle quali – a seconda delle sue peculiari caratteristiche – è specifica per il trattamento di particolari patologie cutanee.

  • Tecnica crioterapica a spruzzo (o spray)

Questa particolare tecnica è adatta per il trattamento di alcuni nei, verruche e per lesioni cutanee localizzate in aree irregolari. Si tratta della tecnica in assoluto più utilizzata in quanto non necessita di particolari procedure di sterilizzazione poiché lo strumento non viene posto a diretto contatto con la cute rimanendo ad una distanza media di 1 o 2 cm.

  • Tecnica crioterapica a bastoncino (o stick)

Con questa tecnica, utilizza per la cura di particolari lesioni cutanee, si pone direttamente a contatto con la lesione un tampone imbibito con azoto liquido. Al contatto, l’azoto liquido andrà a “bruciare” direttamente la lesione da trattare. Questa tecnica richiede particolare precisione.

  • Tecnica crioterapica a sonda

Questa tecnica si caratterizza per l’utilizzo di particolari sonde che – dopo essere state impregnate di azoto liquido – vengono poste a contatto con la lesione cutanea da trattare. La tecnica di crioterapia che utilizza la sonda come strumento di lavoro è decisamente più efficace e precisa rispetto a quella che invece utilizza lo stick: gli effetti collaterali sono notevolmente ridotti e la terapia appare essere maggiormente efficace.