PB Salute Logo

Citologia nasale: di cosa si tratta, quando è consigliato farla e come si svolge l’esame

Dott. Federico Beretta

Dott. Federico Beretta


Medico Chirurgo

10 Novembre 2020 - Ultima modifica: 11 Novembre 2020

Tutto ciò che c’è da sapere sulla citologia nasale, test fondamentale nella diagnosi di patologie nasali infettive e allergiche, in caso di ostruzioni nasali croniche o quando si presentano troppo spesso raffreddori prolungati.

L’esame citologico – metodo diagnostico di recente introduzione – nasale viene fatto con lo scopo di identificare eventuali alterazioni che accompagnano le patologie nasali. Per farlo viene analizzato un campione di cellule al microscopio

Indice:

  1. Cosa è la citologia nasale
  2. Come si esegue l’esame citologico
  3. Quando è consigliato eseguirlo

Cosa è la citologia nasale

Per citologia nasale si intende lo studio della cellularità dei campioni prelevati all’interno delle narici. Questo tipo di prelievo è del tutto indolore e dura pochi secondi, si effettua anche sui bambini e non necessita di nessun tipo di anestesia. Con un Rhinoprobe o nasal scraping, ovvero una curette (o cucchiaio tagliente, è uno strumento chirurgico, di diverse fogge, utilizzato per asportare, scarificare, raschiare o pulire) in plastica sterile viene prelevato un campione di cellule dallo strato più superficiale della mucosa all’interno della narice. Le cellule raccolte vengono poi fissate su un vetrino portaoggetti da laboratorio e successivamente colorate per renderle visibile al microscopio. Si possono analizzare le cellule prima che vengano fissate – per valutarne la vitalità – con la cosiddetta citologia a fresco.

Hai bisogno di prenotare una visita?

Trova uno specialista subito disponibile nelle migliori strutture mediche della tua città.

Prenota online

Come si esegue l’esame citologico

Non sono necessari ricoveri in day hospital per eseguire questo tipo di analisi: in sede di visita otorinolaringoiatra il medico effettuerà la procedura di scraping (o raschiamento) della mucosa del turbinato inferiore che prevede il prelievo delle cellule della mucosa dalla parete laterale del naso con un piccolo strumento di plastica, chiamato Rhinoprobe. Questa procedura di prelievo cellulare non è assolutamente invasiva, è totalmente indolore e non necessita di alcun tipo di anestesia o assunzione di farmaci. La durata è molto breve, di pochi secondi, tanto che può essere consigliato anche per bambini e neonati. Le cellule prelevate possono essere immediatamente analizzate al microscopio, in modo da fornire in tempo reale le informazioni necessarie alla diagnosi.

Quando è consigliato eseguirlo

Come la maggior parte delle analisi specialistiche, sarà un medico a consigliare e ad effettuare la citologia nasale. Questo esame, comunque, è necessario per inquadrare eventuali patologie nasali infettive e allergiche, nei casi di ostruzioni croniche e per chi soffre di raffreddori ricorrenti e prolungati. È in genere consigliato anche a chi sia risultato negativo ai test allergici cutanei (Prick Test) o sierologici (IgE). Il prelievo citologico nasale permette anche di individuare eventuali riniti “sovrapposte”. Quindi, potrebbe essere consigliato a coloro che hanno i tipici sintomi dell’allergia – come starnuti, prurito, secrezioni acquose, difficoltà respiratorie nasali – anche se negativi ai test cutanei e sierologici: alcune allergie, infatti, hanno come unico bersaglio il naso e solo con un prelievo delle cellule site in questa sede è possibile arirvare ad una corretta diagnosi. La citologia nasale è consigliata anche a chi dovesse avere infezioni ricorrenti delle vie respiratorie, con o senza complicanze come otiti, sinusiti o faringolaringiti. Questo esame, infatti, riesce a rilevare anche un malfunzionamento delle cellule ciliate, principale elemento di difesa del naso, in pazienti con deficit genetici della motilità ciliare, con malattie professionali (esposizione cronica a polveri, agenti irritanti chimici) o fumatori. Nel caso di malattie croniche, la semplicità dell’esame consente di monitorare costantemente l’andamento della patologia, così da indicare volta per volta una terapia mirata.