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Giornata mondiale dell’ictus cerebrale

Professor Mauro Silvestrini

Professor Mauro Silvestrini

NEUROLOGIA
Presidente dell’Italian Stroke Association (ISA) e Direttore della Clinica Neurologica Azienda Ospedaliero Universitaria, Ospedali Riuniti di Ancona

28 Ottobre 2021

In occasione della Giornata Mondiale dell'ictus cerebrale si parla di tempestività nell'individuare campanelli d'allarme e come riconoscerli

“Minutes can save lives”, i minuti possono salvare vite: è questo il tema scelto dalla World Stroke Organization per l’edizione 2021 della Giornata Mondiale dell’Ictus Cerebrale, che si celebra come ogni anno il 29 ottobre. La ragione è semplice: l’ictus è una patologia tempo-dipendente; basti pensare che per ogni secondo che si ritarda dopo il suo esordio vengono bruciati 32mila neuroni e per ogni minuto ben 1,9 milioni. Per questo, è importante imparare a conoscere la malattia e i suoi sintomi, come ricorda anche A.L.I.Ce. Italia Odv (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale). 

Indice

  1. Che cos'è l'ictus
  2. Ictus cerebrale: i sintomi
  3. Cosa fare in caso di ictus cerebrale?

Che cos'è l'ictus

L’ictus, come ricordato per la Giornata mondiale dell'ictus cerebrale, è una malattia circolatoria che interessa il cervello e che si manifesta con la comparsa acuta di un deficit neurologico. Subentra quando l’afflusso del sangue diretto al cervello si interrompe improvvisamente per l’occlusione o la rottura di un’arteria: nel primo caso si parla di infarto cerebrale o ictus ischemico, mentre nel secondo caso di emorragia cerebrale o ictus emorragico.

L’ictus ischemico, il più frequente e fortunatamente anche il più facile da trattare, dipende quasi sempre dall’aterosclerosi, ossia dalla formazione di placche aterosclerotiche (formate perlopiù da grasso e tessuto cicatriziale) all’interno delle arterie che irrorano l’encefalo. L’occlusione delle arterie cerebrali, però, può derivare anche dalla migrazione di un embolo dal cuore o da una grossa arteria del collo.

L’ictus emorragico (che è meno comune ma più grave), invece, in genere è causato da elevati valori di pressione arteriosa. In tutti i casi, la zona irrorata dal vaso occluso o rotto va incontro a sofferenza: infatti, non può più ricevere ossigeno e glucosio, elementi che gli sono necessari per svolgere le sue attività e rimanere vitale. Ecco perché gli esiti sono diversi a seconda dei casi. 

Ictus cerebrale: i sintomi

Gli ictus, dunque, non sono tutti uguali e non causano tutti le stesse conseguenze: dipende dalla sede del cervello colpita e dalla sua estensione. I principali sintomi da non sottovalutare sono: 

  • debolezza da un lato del corpo;
  • bocca storta;
  • difficoltà a pronunciare le parole; 
  • mancanza di forza e/o di sensibilità e/o formicolio a un braccio e/o una gamba; 
  • problemi di visione;  
  • perdita di equilibrio; 
  • comparsa di sbandamenti o vertigini;
  • incapacità di comprendere cosa dicono le altre persone; 
  • difficoltà a coordinare i movimenti; 
  • mal di testa violento e improvviso
  • insorgenza di uno stato confusionale.

Cosa fare in caso di ictus cerebrale?

L’ictus cerebrale richiede sempre cure urgenti e tempestive: la finestra temporale per intervenire è racchiusa entro le prime ore. I risultati positivi che possono essere ottenuti grazie alle terapie disponibili, infatti, sono strettamente legati alla precocità con cui si interviene, come ricordato anche in occasione della Giornata mondiale dell'ictus

Per questo, è importantissimo non sottovalutare i sintomi e, se si sospetta la presenza della malattia, occorre chiamare i soccorsi, che dovranno portare il paziente nelle Stroke Unit. Si tratta di strutture dedicate alla cura dell’ictus, dove lavora personale altamente preparato, in grado di fare una diagnosi corretta e di individuare la cura adeguata nel minor tempo possibile. Per visite di prevenzione, controlli e cure, invece, si consiglia di rivolgersi agli specialisti neurologi. 

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