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Dott.ssa Iolanda Rutigliano

Dott.ssa Iolanda Rutigliano


Medico Chirurgo

17 Novembre 2020 - Ultima modifica: 30 Novembre 2020

Indice:

  1. Introduzione
  2. Sintomi
  3. Conseguenze del vaginismo
  4. Cause
  5. Diagnosi
  6. Trattamenti

Introduzione

Il vaginismo è un disturbo che interessa le donne ed è collegato alla paura del dolore della penetrazione. Consiste nella contrazione involontaria dei muscoli circostanti l'orifizio vaginale in donne che non presentano anomalie negli organi genitali. Questo disturbo di tipo sessuale è generalmente legato anche a fattori psicologici e di stress. Infatti il timore dell’atto sessuale si può trasformare in una vera fobia e portare a moltissime conseguenze.

I sintomi del vaginismo sono percepiti a livello fisico su probabile base psicosomatica ma possono includere anche elementi puramente psicologici ed emotivi. I sintomi percepiti a livello fisico sono dovuti ad una contrazione involontaria dei muscoli dell'apparato genitale femminile, come orifizio vaginale, vulva e perineo. La forte contrazione muscolare rende doloroso o impossibile il rapporto sessuale, o qualsiasi attività sessuale che comporti penetrazione.

Le conseguenze di questo disturbo possono essere molto varie e vanno da quelle psicologiche a quelle sociali, da quelle fisiche a quelle mentali: si può spaziare dalla quasi impossibilità alla penetrazione alla difficoltà a sottoporsi anche solo a visite mediche ginecologiche. Inoltre molte delle conseguenze riguardano la sfera psicologica e possono portare a profondi disagi nel rapporto con il proprio corpo e con il partner.

Sintomi

I sintomi del vaginismo non sono molti e sono facilmente riconoscibili. Il principale sintomo è il dolore, dovuto ad un riflesso del corpo che porta a un irrigidimento dei muscoli dell'apparato genitale femminile, in particolare dell’orifizio vaginale, della vulva e del perineo. I muscoli improvvisamente rigidi rendono la penetrazione sessuale molto dolorosa nonché difficile; si crea perciò una situazione di dispareunia.

La reazione dei muscoli vaginali è un riflesso incontrollato, tipico segno del vaginismo, che può essere paragonato a quello degli occhi che si chiudono quando si avvicina un corpo estraneo.

Da un punto vi vista clinico, la paziente che soffre di vaginismo può presentare un livello del disturbo classificato come di tipo lieve, moderato e grave a seconda dell’intensità del dolore e del tipo di trattamento richiesto:

  • nel caso di vaginismo lieve, solitamente parlare della problematica con un professionista e ricevere rassicurazioni può essere sufficiente per affrontare in maniera più serena la penetrazione sessuale e può non essere necessario che la paziente intraprenda specifiche terapie psicologiche; si tratta generalmente di un grado del disturbo con cui è possibile convivere;
  • si parla di intensità media di vaginismo, invece, quando la paziente avverte un discreto dolore che può anche prolungarsi nel tempo; in questo caso un approccio medico, ma anche e soprattutto psicologico, può essere fondamentale per un supporto che consenta di superare la fobia;
  • infine, nel caso di vaginismo grave, il riflesso muscolare è talmente forte che per la donna è quasi impossibile affrontare la penetrazione, per cui le pazienti a questo stadio spesso rifiutano anche di sottoporsi a visite ginecologiche, di conseguenza un percorso da uno specialista psicologo può assumere un ruolo davvero importante per evitare conseguenze negative e valutare eventuali terapie farmacologiche.

Conseguenze del vaginismo

Le conseguenze del vaginismo sono molte e spesso legate alla sfera psicologica ed emotiva. La mancanza dell'atto sessuale può portare infatti all'insorgenza di diverse problematiche con il proprio partner ma anche nelle relazioni sociali, oltre che nell’accettazione del proprio corpo. Non di rado, al vaginismo della donna si contrappone un deficit di erezione da parte del partner sessuale maschile, in quanto si incorre nel rischio che l’uomo si senta incapace di soddisfare la donna. Il tutto ovviamente complica l’aspetto psicologico della paziente e del partner, e col tempo possono insorgere diverse problematiche emotive difficili da gestire nella coppia.

I sintomi del vaginismo, come dolore, forte fobia e stress possono portare la donna ad un conseguente sempre più basso desiderio sessuale. Questi aspetti possono portare anche a casi di depressione acuta, dovuta a perdita del desiderio, disagio e imbarazzo. L’insoddisfazione avvertita in questo aspetto della vita infatti comporta non solo un minore desiderio sessuale e fisico, ma può sfociare, nei casi più gravi, in fenomeni di autolesionismo.

Cause

La cause del vaginismo possono essere moltissime e possono essere ricondotte alla combinazione di diversi aspetti, come quello psicologico e quello fisico. Individuare le cause di questa condizione non è semplice, e l’ostacolo maggiore è generalmente rappresentato dal forte imbarazzo da parte della paziente a parlarne col partner, con il medico di riferimento professionista del settore e ad affrontare le conseguenze. Tra le cause più diffuse ci sono ad esempio:

  • il timore dell'atto sessuale è una delle cause più frequenti del vaginismo, e avviene generalmente perché inconsciamente si associa all’attività sessuale una sensazione di dolore; non di rado il timore è secondario a qualche forma di tabù, soprattutto in particolari contesti sociali;
  • esperienze pregresse negative sono un'altra delle cause più diffuse, ad esempio nel caso di storia di abusi o violenze sessuali, in quanto la paura del dolore e di rivivere l'esperienza possono portare a questo riflesso patologico. Soprattutto in questo caso l'approccio psicologico è fondamentale per risolvere il disturbo;
  • diversi fattori sociologici possono causare pressione psicologica in grado di creare questa fobia. Ad esempio il timore di iniziare una gravidanza e di essere giudicata per questo, ma anche il terrore di essere giudicata dai propri genitori o dalle persone di cui ci si circonda;
  • molto spesso le cause del vaginismo sono collegate anche ad altre fobie e paure di diversa natura (ad esempio claustrofobia) che creano stress e forte ansia.

Le cause del vaginismo strettamente fisiche sono meno definite; si ipotizza che la presenza di un imene particolarmente rigido o esiti di pregressi interventi chirurgici possano svolgere un ruolo eziologico. Nel primo caso infatti un imene duro e fibroso può portare a molto dolore durante il rapporto. Nel secondo caso invece pratiche come l'infibulazione, che viene praticata ancor oggi da alcune popolazione africane, possono creare un forte trauma fisico e difficoltà di penetrazione.

Diagnosi

La diagnosi del vaginismo non è complessa, visti i peculiari sintomi che la caratterizzano. Lo step più complicato nell’iter diagnostico è che una donna di sua spontanea volontà si rechi dal proprio medico o da uno specialista per comunicare e tentare di risolvere la problematica.

Come anticipato, infatti, l'imbarazzo e la paura della visita che si prospettano nella paziente che soffre di vaginismo, rende ancora più difficile recarsi dal ginecologo. Al contrario, il primo passo è invece proprio quello di effettuare una visita dal proprio medico o dal ginecologo in modo da poter descrivere i sintomi e approfondire le motivazioni per cui essi si presentano.

Certamente può essere d'aiuto anche un supporto psicologico in modo non solo da diagnosticare il vaginismo, bensì anche per affrontare le cause e le conseguenze di questa condizione. Percorso psicologico e visita ginecologica (volta principalmente ad escludere alterazioni o anomalie anatomiche responsabili del disturbo, come la presenza di disturbi a carico dell’imene) non si escludono a vicenda, ma sono complementari per una corretta diagnosi di vaginismo.

La diagnosi del vaginismo inizia quindi con l’ammissione e il riconoscimento di una possibile problematica da parte della paziente. Solo in questo caso sarà possibile approfondire la cause e prevenirne le conseguenze.

Trattamenti

Poiché, come è stato fin qui sottolineato, le principali cause del vaginismo hanno una base psicologica, l’iter terapeutico più indicato prevede solitamente incontri con uno psicoterapeuta o con uno psicologo. Molto spesso questo tipo di disturbo è legato ad un'educazione molto rigida, ad esempio fortemente religiosa, che crea una sorta di vergogna, senso di colpa e imbarazzo nel praticare l’atto sessuale. Anche traumi dovuti ad abusi o violenze sessuali possono essere fattori scatenanti l’apparizione dei sintomi di questa condizione, e vanno affrontati con il giusto specialista.

Lo specialista, durante le sue sedute d’incontro con la paziente, ha l’obiettivo di aiutare la donna nella scoperta della causa o delle cause alla base di questo anomalo riflesso dei muscoli vaginali. Affinchè ciò sia possibile, si approfondiscono i motivi per cui si prova paura e forte dolore nell'atto sessuale e si analizzano le associazioni mentali tra la penetrazione e il forte disagio.

Gli studi sul vaginismo hanno confermato nel tempo come alla base di questa patologia vi sia un preponderante fattore psicologico che si può riflettere in una sintomatologia di tipo psicosomatico. In seguito a un percorso, soprattutto nei casi meno gravi, è possibile affrontare, smussare e talvolta rimuovere questa difficoltà su base psicologica e questa fobia tipiche di chi soffre di vaginismo, portando la paziente a vivere e riscoprire un nuovo e più sano rapporto con il proprio corpo e con il proprio partner.