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Sindrome del tunnel carpale

Dott.ssa Elena Abati

Dott.ssa Elena Abati

NEUROLOGIA
Specialista in Patologie Neuromuscolari

18 Dicembre 2020

Indice:

  1. Introduzione
  2. Cenni anatomici
  3. Le cause
  4. I sintomi
  5. La diagnosi
  6. I trattamenti
  7. Prevenzione

Introduzione

La sindrome del tunnel carpale è la neuropatia compressiva più frequente, ed è causata dall’irritazione o dalla compressione del nervo mediano nel tratto che decorre all’interno del tunnel carpale. È dunque una sindrome da compressione nervosa, che si manifesta quando viene schiacciato il nervo mediano all’interno del tunnel carpale. Essa interessa in maniera prevalente il polso e la mano, causando dolore, formicolio e senso di intorpidimento.

Colpisce generalmente soggetti che trascorrono molto tempo al computer, per via del movimento che il polso compie per utilizzare il mouse, ed è molto più frequente tra le donne (l’incidenza è di tre volte superiore rispetto agli uomini).

La patologia esordisce più frequentemente durante la sesta decade. Tuttavia, possono soffrirne anche persone molto più giovani con fattori di rischio occupazionali (utilizzo ripetuto del mouse, utilizzo del martello pneumatico, suonare le percussioni), oppure soggetti con patologie predisponenti. La patologia coinvolge nella maggior parte dei casi la mano dominante; se bilaterale, la mano dominante è spesso affetta in maniera più severa.

Il Ministero della Salute la considera una malattia professionale, causata da “movimenti ripetuti o prolungati del polso e di prensione della mano, mantenimento di posture incongrue, compressione prolungata o impatti ripetuti sulla regione del carpo” propri di determinate professioni.

Sindrome del tunnel carpale: cenni anatomici

Il nervo mediano è un nervo misto, con funzioni sensitive e motorie. Esso origina a livello dell’ascella dall’unione della corda laterale (fibre provenienti dalle radici C6-C7) e della corda mediale (fibre provenienti dalle radici C8-T1) del plesso brachiale. Il nervo mediano discende poi lungo l’arto superiore, dando origine ai rami motori per il muscolo pronatore rotondo, flessore radiale del carpo, flessore sublime delle dita e, in alcuni individui, per il muscolo palmare lungo. A livello dell’avambraccio prossimale dà origine al nervo interosseo anteriore, che fornisce innervazione motoria ai muscoli flessore lungo del pollice, capo laterale del flessore profondo delle dita, e pronatore quadrato. Prossimalmente al polso, il nervo mediano dà origine al ramo cutaneo palmare sensitivo, che fornisce innervazione sensitiva alla cute dell’eminenza thenar, ed entra nella mano attraverso il tunnel carpale.  Il tunnel carpale è un canale racchiuso tra le ossa del carpo, sul lato alare e sui lati, e il legamento carpale trasverso, sul lato volare; passano al suo interno il nervo mediano e nove tendini flessori.

Nel palmo, il nervo si divide in una divisione motoria e una divisione sensitiva. La divisione motoria innerva il primo ed il secondo lombricale e, tramite il ramo motorio ricorrente per l’eminenza thenar, la maggior parte dei muscoli dell’eminenza thenar (muscolo opponente del pollice, muscolo adduttore breve del pollice, capo superficiale del flessore breve del pollice). La divisione sensitiva innerva invece la cute sovrastante la porzione mediale del pollice, il secondo dito, il terzo dito e la porzione laterale del quarto dito.

Sindrome del tunnel carpale, le cause

La sindrome del tunnel carpale è causata dalla compressione del tratto di nervo mediano che passa attraverso il tunnel carpale. Una compressione, questa, che può essere dovuta al restringimento del tunnel stesso, per fattori anatomici o acquisiti, oppure ad un ispessimento della guaina sinoviale che riveste i tendini dei muscoli flessori transitanti per il tunnel carpale. La compressione determina ischemia e demielinizzazione e, se prolungata e severa, degenerazione walleriana e morte dell’assone.

Nonostante via siano numerose cause associate allo sviluppo di sindrome del tunnel carpale, la maggior parte dei casi è di origine idiopatica. I fattori di rischio associati allo sviluppo di sindrome del tunnel carpale idiopatica sono i seguenti:

  • occupazionali: occupazioni o attività che prevedano l’esecuzione di movimenti ripetitivi del polso (lavoratori che utilizzino il computer per molte ore, meccanici, carpentieri);
  • il sesso: la sindrome è tre volte più diffusa tra le donne che tra gli uomini;
  • i fattori anatomici: chi ha un tunnel carpale molto stretto è più a rischio, sebbene non sia detto che sviluppi per forza la sintomatologia; l’alterazione dello spazio può essere dovuta anche a fratture o dislocazioni del polso, oppure all'artrite e alle deformità che essa comporta;
  • la storia familiare: non esiste una prova scientifica del carattere genetico della sindrome, ma diversi studi hanno osservato come nella stessa famiglia soggetti di diverse generazioni ne soffrano.

Nei casi idiopatici, la patologia si sviluppa più frequentemente nella mano dominante. L’insorgenza della patologia a livello della mano non dominante è un importante indizio della presenza di una patologia sottostante. Le più frequenti sono le seguenti:

  • patologie croniche che danneggiano i nervi, quali il diabete o l’amiloidosi sistemica;
  • patologie ereditarie, come l’amiloidosi familiare;
  • malattie connettivali come l’artrite reumatoide, poiché possono alterare il rivestimento dei tendini del polso e comprimere così il nervo mediano;
  • patologie tumorali (lipomi, schwannomi, neurofibromi, emangiomi);
  • i traumi: chi ha subito un trauma o un infortunio del polso può aver subito anche una modificazione della sua anatomia, e dunque dell’anatomia del tunnel carpale. Un esempio è la frattura di Colles;
  • patologie infiammatorie, come la sarcoidosi;
  • la gestazione: essendo elevata la correlazione tra gravidanza e sindrome del tunnel carpale, gli specialisti credono che la causa sia da ricercarsi nella ritenzione idrica (molto comune tra le donne incinte);
  • condizioni mediche quali la menopausa o l’obesità, capaci di alterare i fluidi corporei.

Sindrome del tunnel carpale, i sintomi

La sindrome del tunnel carpale ha una sintomatologia abbastanza riconoscibile, che comprende dolore, formicolio e intorpidimento a livello del pollice, dell’indice, del medio e di parte dell’anulare. Talvolta la sintomatologia può irradiarsi all’avambraccio, al braccio, o, raramente, alla spalla, ma mai al collo. Le dita sono spesso intorpidite, talvolta dolenti, e si può avvertire la sensazione di una scossa elettrica. I sintomi si manifestano generalmente in modo graduale e discontinuo, peggiorando durante la notte per le flessioni involontarie del polso e quando si compiono azioni che comportano il suo piegamento ripetuto. Molto tipiche di questa sindrome sono parestesie notturne che risvegliano del paziente durante il sonno. I disturbi peggiorano in genere quando si tiene in mano a lungo un oggetto (un libro, il cellulare, il volante). La percussione del polso può evocare la sensazione di una scossa elettrica.

Le fibre sensitive sono coinvolte più precocemente. Nei casi più avanzati, può esserci un coinvolgimento anche delle fibre motorie: può svilupparsi debolezza nell’abduzione e nell’opposizione del pollice, seguita da franca atrofia dell’eminenza thenar. I pazienti possono lamentare debolezza nell’allacciare bottoni, nell’aprire dei barattoli o nel girare le maniglie delle porte.

Sindrome del tunnel carpale, la diagnosi

È necessario rivolgersi al medico quando si avverte un prolungato dolore, con senso di intorpidimento e di formicolio, alle dita delle mani. Tanto più se tali sintomi peggiorano la notte.

Il medico, nel corso della visita, andrà ad eseguire un esame obiettivo e un’approfondita anamnesi, prima di richiedere eventuali indagini diagnostiche quali l’elettromiografia, la radiografia e gli esami del sangue. La radiografia serve ad escludere che dietro il dolore si celino microfratture o artrosi. L’elettroneuromiografia, mediante l’analisi della conduzione nervosa sensitiva e motoria e l'inserimento di un piccolo ago in specifici muscoli della mano per misurarne l'attività elettrica quando si contraggono e si rilassano, identifica l’alterazione dei parametri di conduzione del nervo mediano, e l’eventuale danno muscolare causato dalla denervazione. Inoltre, è utile ad escludere che i sintomi siano dovuti ad altre patologie, quali ad esempio una sofferenza radicolare a livello cervicale, una sofferenza del plesso brachiale o una sofferenza del nervo mediano in un tratto più prossimale. In casi selezionati, ad esempio nel caso di studio neurofisiologico non diagnostico con alto sospetto clinico oppure se vi è il sospetto di tumori o alterazioni strutturali, potrà essere utile anche un’ecografia del nervo. Gli esami del sangue servono invece ad indagare patologie associate.

Sindrome del tunnel carpale, i trattamenti

Quando i sintomi sono lievi, l’approccio alla sindrome del tunnel carpale è di tipo conservativo; se invece il danno nervoso è più serio, e si protrae per oltre 6 mesi, si tende ad intervenire chirurgicamente.

L’approccio conservativo consiste ne:

  • l’applicazione di un tutore al polso nelle ore notturne, per evitare movimenti del polso che vadano a peggiorare la compressione nervosa;
  • il riposo dell’articolazione del polso, evitando o quantomeno riducendo le attività che la impegnano;
  • l’assunzione di farmaci antinfiammatori non-steroidei (FANS), quando il dolore è particolarmente forte;
  • l’applicazione di ghiaccio sul polso, 4-5 volte al giorno per 15-20 minuti ad impacco;
  • fisioterapia ed esercizi di stretching e mobilità del polso, per alleviare la tensione;
  • l’iniezione locale di corticosteroidi, ad azione antinfiammatoria.

L’intervento chirurgico viene eseguito in regime ambulatoriale e consiste nell’allargamento del tunnel carpale per decomprimere il nervo mediano. L’operazione può essere eseguita con tecnica chirurgica classica oppure per via artroscopica: nel primo caso si esegue un’incisione sul polso di alcuni centimetri, nel secondo caso si eseguono microincisioni per l’inserimento di una telecamera e degli strumenti che servono per la decompressione. Dopo l’intervento, il paziente deve tenere il polso bendato per 48 ore e poi indossare un tutore, iniziando fin da subito la riabilitazione.

Con una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo, nel caso in cui siano state escluse patologie sottostanti, dalla sindrome del tunnel carpale si può guarire.

Sindrome del tunnel carpale, come prevenirla

Per prevenire l’insorgenza del tunnel carpale è possibile adottare alcuni comportamenti:

  • fare pause frequenti, specie se si usa il computer tutto il giorno o se si fa un lavoro manuale pesante;
  • ridurre la forza quando non necessaria;
  • migliorare la postura, perché le posizioni di spalle e collo si riflettono anche sulle braccia.