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Nevo displastico

Sinonimi: Nevo melanocitico atipico, Nevo di Clark

Dott.ssa Lucrezia Fago

Dott.ssa Lucrezia Fago


Medico Estetico

18 Gennaio 2021 - Ultima modifica: 27 Gennaio 2021

Indice:

  1. Introduzione
  2. Cos’è
  3. Nei e melanomi
  4. La sindrome
  5. Caratteristiche
  6. Cause
  7. Sintomi
  8. Diagnosi
  9. Prevenzione
  10. Cura
  11. Nevo displastico e sviluppo del melanoma

Introduzione

Il nevo displastico è una neoformazione di cellule melaniche cutanee classificata come intermedia fra i melanomi maligni e i nevi benigni. Il termine “displastico” infatti significa “crescita irregolare” e viene utilizzato per diagnosticare le forme che, a fronte di una analisi al microscopio, non mostrano dei chiari segni di malignità, ma al tempo stesso non sono totalmente benigne. Si tratta dunque di formazioni maligne iniziali che vanno asportate chirurgicamente per scongiurare eventuali rischi. Nel corso degli anni numerosi studi scientifici hanno consentito di definire i criteri istologici per diagnosticare un nevo displastico.

Nevo displastico: cos’è?

Il nevo displastico, conosciuto anche come nevo melanocitico atipico o nevo di Clark, è una lesione che presenta caratteristiche differenti rispetto ai comuni nevi. Queste formazioni si possono presentare in qualsiasi parte del corpo, con maggiore frequenza nell’area del tronco e del dorso. A differenza di quanto si pensa spesso, non c’è differenza fra nei o nevi. Il termine neo viene infatti utilizzato nel linguaggio popolare. Esiste invece una diversità sostanziale fra i nevi (o nei) e un nevo displastico. Questa parola infatti indica in senso generico dei cambiamenti della cute o lesioni specifiche e alterazioni.

Nevo displastico, nei e melanomi

I nei (o nevi) sono delle piccole macchie di colore marrone o escrescenze cutanee che possono comparire sul corpo. Possono avere una forma piatta o in rilevo, di solito hanno una forma regolare e tondeggiante. Molti sono il risultato di una cattiva esposizione della pelle al sole senza l’uso di protezione solare. Il melanoma è invece una forma pericolosa di cancro della pelle. Può apparire sotto forma di macchia o escrescenza asimmetrica, con bordi irregolari, un colore marrone-bruno e dimensioni che variano nel tempo. I nevi displastici (o nei atipici) sono delle formazioni benigne che assomigliano ai melanomi. I pazienti che presentano i nevi displastici hanno una maggiore propensione a sviluppare un melanoma. Il rischio di ammalarsi è proporzionato al numero di nevi displastici. I pazienti con più di 10 formazioni di questo tipo, ad esempio, hanno un rischio che è 12 volte superiore a quello degli altri di sviluppare un melanoma.

Nevo displastico: la sindrome

Viene indicata come sindrome del nevo displastico la condizione in cui un soggetto presenta un numero elevato di nei normali e displastici. Le formazioni indicano un maggiore rischio a sviluppare il melanoma. Si parla di sindrome del nevo displastico quando sono presenti tre caratteristiche: cento o più nevi, uno o più nevi con un diametro superiore o uguale a 8 mm, uno o più nevi atipici. Un rischio più alto di ammalarsi di melanoma è presente anche nelle persone che sono affette da sindrome familiare con nevi atipici multipli e melanoma (FAMMM). In particolare questi pazienti presentano sia la sindrome del nevo displastico, che uno o più familiari che sono affetti da melanoma. Nei pazienti affetti da FAMMM i nevi displastici possono comparire a qualsiasi età, mentre nella maggioranza della popolazione compaiono spesso nel corso dell’infanzia.

Nevo displastico: caratteristiche

Il nevo displastico ha una forma che è generalmente più grande rispetto a quella dei nei normali e caratteristiche che lo rendono simile a un melanoma. Per riconoscerlo è importante valutare alcuni aspetti.

Posizione: il nevo displastico si forma solitamente in zone specifiche del corpo come il dorso, il petto, l’addome e le estremità. Può presentarsi anche in aree poco esposte, come seno, cuoio capelluto, natiche e inguine.

Evoluzione: le dimensioni del nevo displastico sono superiori a quelle di un neo “comune”. Solitamente un nevo in precedenza stabile inizi a mutare, aumentando di volume.

Superficie: la parte centrale del nevo displastico il più delle volte è in rilievo, mentre l’area periferica è piatta con piccoli innalzamenti.

Aspetto: i nevi displastici spesso possono assumere una forma insolita e sono molto diversi uno dall’altro.

Numero: si possono presentare sul corpo pochi nevi displastici, ma anche oltre i cento. Il numero di formazioni è proporzionale al rischio di sviluppare un melanoma.

Cause

Fra le cause che portano alla comparsa di un nevo displastico ci sono l’esposizione ai raggi ultravioletti del sole senza applicare una protezione solare. Di solio i soggetti più colpiti sono quelli con un fototipo più chiaro. Altri fattori legati al nevo displastico sono le radiazioni ionizzanti.

Sintomi

Il nevo displastico non presenta il più delle volte dei sintomi. Prurito e fastidio possono insorgere quando la lesione compare in aree specifiche che sono sottoposte a un traumatismo anatomico (come ascelle inguine o pieghe della pelle) o traumatismo da indumenti (come bottoni o cuciture).

I nevi displastici vengono valutati clinicamente tramite la regola dell’ABCDE.

“A” - indica la asimmetria: se dividiamo idealmente la lesione in due metà e cerchiamo di sovrapporle non corrispondono.  

“B” - i bordi del nevo displastico sono irregolari e a carta geografica.

“C” - il colore è disomogeneo e policromico, con differenti tonalità di colore nella stessa lesione.

“D” - indica il diametro: nei nevi displastici risulta maggiore a 6 mm.

“E” - indica l’evoluzione e l’elevazione: il primo aspetto deve essere indagato attraverso alcune domande che vanno fatte al paziente per capire come si sia modificata la lesione nel corso del tempo, il secondo riguarda il rilevo della formazione rispetto al piano cutaneo.

Le caratteristiche ABCDE non sono un’indicazione assoluta per portare all’asportazione dei nei, in particolare quando si modificano nel tempo, ma sono utili per richiedere un controllo periodico: se non si è modificato nel tempo, in questo caso può essere necessario solo un controllo periodico (semestrale o annuale). Al contrario, l’acquisizione improvvisa di tali caratteristiche atipiche fa propendere per l’asportazione chirurgica.

Prevenzione

La prevenzione, anche per quanto riguarda i nevi displastici, rimane la cura migliore per contrastare questo problema. In generale esistono alcune norme riguardo l’esposizione al sole che andrebbero rispettate a tutti. Per prima cosa d’obbligo è il non esporsi al sole durante le ore più calde della giornata, fra le 10 e le 16. Vanno evitate le lampade artificiai e l’eccessiva abbronzatura solare. La pelle va sempre protetta dalle ustioni e durante l’esposizione è necessario coprirsi con occhiali da sole, cappelli a tesa larga e vestiti. Sulla pelle va applicato un filtro solare UVA e UVB con alto fattore di protezione ogni giorno, scegliendo un prodotto con un filtro resistente all’acqua. Una volta al mese la pelle va analizzata e, in caso di comparsa di formazioni sospette, è fondamentale contattare subito il dermatologo.

Cura

Il nevo displastico viene diagnosticato nel corso di una visita dermatologica. In seguito il medico, se lo ritiene necessario, potrà eseguire la biopsia per l’esame istologico. Come già accennato, non è sempre necessario rimuovere i nei displastici. L’asportazione chirurgica viene presa in esame soprattutto quando i nei presentano dei segni iniziali di melanoma o modificazioni che compaiono dopo i 40 anni. Dopo che la diagnosi di neo displastico è confermata è consigliabile realizzare una completa storia familiare indicando nei atipici, melanomi e altri tumori presenti in famiglia. Il paziente dovrà inoltre sottoporsi a regolari controlli per valutare lo stato dei nei, questa visita va accompagnata a un autoesame da effettuare ogni mese. L’esposizione al sole va ridotta, perché potrebbe facilitare la formazione di nuovi nevi.

Nevo displastico e sviluppo del melanoma

La presenza di numerosi nevi displastici rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo del melanoma. Per questo motivo è fondamentale valutare con attenzione la comparsa di alcuni segnali d’allarme che potrebbero indicare l’insorgenza del melanoma. I segnali più comuni di questo disturbo sono prurito, dolore, sanguinamento, innalzamento, formazione di croste, gonfiore, ulcerazione, colore blu-nerastro e comparsa di essudato. In presenza di questi sintomi è importante consultare subito il dermatologo. Studi scientifici hanno dimostrato che i soggetti con nei displastici o una storia familiare di melanoma o nei displastici, hanno un maggiore rischio di ammalarsi di melanoma in età precoce.

Il melanoma ad oggi è una forma tumorale facile da identificare e per questo curabile. Una volta diagnosticata, la formazione va rimossa tempestivamente. Se il melanoma non viene curato invece può progredire dando origine a metastasi a distanza. Si calcola che nel mondo siano circa 8.700 le persone che muoiono ogni anno a causa di questa patologia. Soprattutto in fase iniziale distinguere fra un melanoma e un neo displastico può risultare difficile. In questo caso il medico rimuoverà una parte o l’intera lesione, richiedendo un esame istologico per valutarne la natura. Un altro strumento utile è il dermatoscopio che consente osservare in ingrandimento il nevo e valutarne minuziosamente le strutture interne che non sono visibili a occhio nudo.

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