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Dott. Nicola Pugliese

Dott. Nicola Pugliese


Medico Chirurgo

18 Dicembre 2020

Indice:

  1. Lussazioni: che cosa sono
  2. Le lussazioni più frequenti
  3. Le cause
  4. Sintomatologia
  5. La diagnosi
  6. Il trattamento adeguato e la riabilitazione
  7. Lussazioni: si possono prevenire?

Lussazioni: che cosa sono

Le 206 ossa che vanno a comporre lo scheletro umano sono legate tra loro da articolazioni che, in base al loro grado di mobilità, vengono classificate in articolazioni fisse, articolazioni mobili e articolazioni semimobili. Le articolazioni mobili – per avere appunto la mobilità di cui sono dotate – sono circondate e sostenute da un sistema di legamenti e dalla capsula articolare, nonché dai tendini e dai muscoli.

In seguito ad un evento traumatico – questo sistema che lega assieme i due capi articolari – cede, in maniera parziale o completa. Lo slittamento tra i due capi articolari prende il nome di lussazione.

Il termine medico “lussazione” – dal latino “luxus” = “andato fuori posto”, “slogato” – indica infatti una condizione che si verifica quando, all’interno di una articolazione, i capi articolari escono dalla propria sede consueta, dalla propria fisiologica posizione senza però che vi sia nessuna frattura ossea.

Una lussazione può essere sia completa che incompleta. Si tratta di lussazione completa quando le superfici dei capi articolari infortunati escono dalla loro sede tanto da non riuscire a toccarsi più; si tratta di lussazione incompleta o sublussazione quando invece, tra le superfici articolari interessate dall'evento traumatico, rimane un certo contatto.

In entrambi i casi, le superfici articolari fuoriuscite necessitano di un intervento esterno per rientrare nella propria sede.

Le lussazioni più frequenti

Tra i casi di lussazione, con grande frequenza si registrano lussazioni alla spalla, lussazioni del gomito, lussazioni dell'anca, lussazioni delle dita e lussazioni della rotula. Questo è dovuto all’effettivo poco sostegno che queste articolazioni – le più mobili in assoluto – hanno da parte del sistema muscolare, il quale deve lasciare all’articolazione il maggior movimento possibile per consentire il normale svolgimento delle attività motorie. Ad una maggior libertà di movimento è dunque purtroppo associata una maggior possibilità di incorrere in traumi come le lussazioni.

Le cause di una lussazione

In base a quello che è stato l’evento scatenante, le lussazioni possono essere divise in traumatiche, congenite e patologiche.

  • Lussazioni traumatiche

Come suggerisce già lo stesso termine “traumatiche”, a questo gruppo appartengono tutte le lussazioni avvenute a causa di un trauma. Il trauma in genere può avvenire durante l’esercizio di una pratica sportiva – calcio. basket, rugby, pallavolo, sci e ginnastica in generale – o in seguito ad incidenti – cadute in bicicletta, in moto o in seguito ad incidenti automobilistici –.

All’interno delle lussazioni di tipo traumatico, è possibile riconosce un’ulteriore suddivisione in lussazioni recenti e lussazioni recidivanti che si ripresentano per traumi sempre più lievi.

  • Lussazioni congenite

Le lussazioni congenite sono in genere causate da malformazioni – congenite, appunto – dei capi articolari; malformazioni che i bambini manifestano all’atto della nascita o in età neonatale. Tra le più diffuse lussazioni congenite si annovera la lussazione dell’anca.

  • Lussazioni patologiche o degenerative

Le lussazioni patologiche sono gli effetti di altre patologie, che annoverano tra i loro sintomi le alterazioni dei rapporti articolari.

Lussazioni: sintomatologie

Un’articolazione lussata è in genere caratterizzata dalla seguente sintomatologia:

  • Visibile deformità dell’articolazione coinvolta
  • impossibilità ad eseguire il normale movimento previsto dall’articolazione
  • gonfiore visibile
  • Calore al tatto
  • Dolore intenso ed improvviso, intensificato alla palpazione
  • Abrasione o cute con evidente ecchimosi

La diagnosi di una lussazione

Diagnosticare una lussazione è, di fatto, piuttosto immediato per qualsiasi medico di medicina generale; ancor più facile è per il medico specialista competente: l’ortopedico.

La facilità di diagnosi è dovuta al fatto che, il danno provocato dalla lussazione all’articolazione, è piuttosto evidente anche ad occhio nudo.

In ogni caso, sarà comunque necessario avviare una serie di esami al fine di avere una panoramica il più completa possibile su quadro clinico relativo al paziente con articolazione lussata. Saranno quindi richieste radiografie e risonanze magnetiche in modo da poter evidenziare l’eventuale presenza di complicanze, come fratture ossee, lesioni di nervi, di vasi sanguigni.

lussazione: il trattamento appropriato e la riabilitazione

In seguito all’evento che ha portato alla lussazione a danno di un’articolazione, è bene intervenire tempestivamente; in ogni caso, mai oltre le 24/48 ore. Aspettare troppo a chiedere un consulto medico potrebbe complicare non di poco il quadro clinico del paziente. Non molto tempo dopo la lussazione, ha biologicamente inizio in completa autonomia il processo di cicatrizzazione della lesione, che potrebbe comportare un’errata guarigione compromettendo ben più seriamente le capacità motorie e articolari dell’articolazione lussata.

Il medico che in questi casi dovrà essere interpellato è l’ortopedico, il quale sarà in grado di rimettere nella sede appropriata il capo articolare fuoriuscito evitando di compromettere ulteriormente i tessuti circostanti. La manovra di reinserimento del capo articolare potrebbe essere parecchio dolorosa, motivo per cui è possibile avvenga soltanto dopo aver somministrato al paziente una dose sufficiente di anestetico.

Una volta ridotta la lussazione, sarà la riabilitazione a riportare il paziente alla forma fisica pre-traumatica. A seconda dell’entità del trauma, potrebbe seguire un primo periodo di riposo assoluto in caso di traumi di grave entità; oppure, in casi di traumi più lievi, si potrebbe optare immediatamente per la mobilizzazione precoce dell’articolazione. È possibile che la mobilizzazione precoce sia accompagnata, durante l’attività riabilitativa, da dolori piuttosto intensi che, per essere tenuti sotto controllo, richiedono la somministrazione di antidolorifici orale o per infiltrazione.

Seguirà il periodo di riabilitazione vera e propria, al fine di far acquisire al paziente la mobilità perduta andando ad intervenire sul rafforzamento del tono muscolare. Questa avviene tramite una serie di esercizi mirati per consentire ai muscoli di sostenere e sorreggere adeguatamente l’articolazione ancora in fase di guarigione.

Lussazioni: si possono prevenire?

Nonostante la maggior parte delle lussazioni sia causata da un evento assolutamente imprevedibile – come può essere quello traumatico – il modo per prevenire la lussazione, o almeno provare a prevenire, c’è: si chiama “potenziamento muscolare”. Con un’attività fisica costante e mirata al potenziamento, l’apparato muscolare andrà a sorreggere in maniera ottimale lo scheletro, accompagnando adeguatamente tutte le articolazioni nei loro movimenti, anche quelli più sconnessi e imprevedibili che porterebbero ad eventuale lussazione.