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Lesione del nervo ottico

Sinonimi: Neurite ottica

Dott. Nicola Leuzzi

Dott. Nicola Leuzzi

OCULISTICA
Medico Chirurgo - Specialista in Oftalmologia

4 Febbraio 2021 - Ultima modifica: 10 Febbraio 2021

Indice:

  1. Neurite ottica: che cos’è
  2. Quali sono le cause e i fattori di rischio della lesione del nervo ottico
  3. Riconoscere i sintomi
  4. Diagnosticare la lesione al nervo ottico
  5. Neurite ottica: le terapie più utilizzate ed efficaci

Neurite ottica: che cos’è?

La lesione del nervo ottico – conosciuta in termini medici con il nome di neurite ottica – è un’infiammazione che, se non curata adeguatamente, potrebbe portare alla perdita parziale o totale delle capacità visive.

Questo perché il nervo ottico è la struttura fondamentale nel processo visivo deputata a trasportare al cervello l’impulso elettrico generato sulla retina dalla luce proveniente da un oggetto all’interno del campo visivo. Nel processo visivo l’occhio riceve le informazioni dall’esterno che poi, sotto forma dei suddetti impulsi elettrici, verranno inviate al cervello che sarà in grado di decifrarle e di restituire l’immagine. Queste informazioni sono trasportate dal nervo ottico, che, se danneggiato, potrebbe non comunicarle al cervello in maniera corretta o completa.

Nella maggior parte dei casi, la lesione si presenta come unilaterale anche se possono essere coinvolti entrambi gli occhi in misura diversa e non contemporaneamente. 

Quali sono le cause della lesione al nervo ottico?

Le lesioni al nervo ottico possono essere raggruppate, a seconda della causa scatenante, in lesioni causate da infezioni, lesioni causate da patologie autoimmuni o lesioni causate da danni fisici al nervo ottico.

  • Lesioni causate da infezioni

Alcune delle infezioni che possono causare danni o lesioni al nervo ottico sono la malattia di Lyme, sifilide, meningite, encefalite virale, varicella, rosolia, morbillo, parotite, herpes zoster, tubercolosi.

  • Lesioni causate da patologie autoimmuni

La neurite ottica può insorgere quando, erroneamente, il sistema immunitario attacca la guaina mielinica, distruggendola in modo totale o parziale. La causa più, comunque, della presenza di lesioni al nervo ottico rimane appunto una patologia demielinizzante nota come sclerosi multipla: il sistema immunitario aggredisce erroneamente a guaina mielinica che ricopre le fibre nervose del cervello e del midollo spinale e, in conseguenza, anche quella che ricopre il nervo ottico. La neurite ottica è uno dei sintomi più comuni della sclerosi multipla ed è spesso il primo sintomo a comparire in qualità di campanello d’allarme.

Altre malattie autoimmuni che possono portare ad un danneggiamento del nervo ottico sono la neuromielite ottica, il lupus eritematoso sistemico, la sarcoidosi.

  • Lesioni causate da danni fisici al nervo ottico

Le lesioni del nervo ottico causate da danni fisici sono in genere conseguenti alla compressione, dovuta in genere ad un tumore primario o metastatico o ad un’ischemia cerebrale, che premendo sopra il nervo ottico impediscono la corretta trasmissione di impulsi elettrici al cervello, oppure in caso di forti contusioni del bulbo oculare con trauma diretto alla porzione del nervo ottico che attraversa la cavità orbitaria.

Altre cause che possono portare ad una lesione al nervo ottico sono le carenze nutrizionali, (specie di vitamina B12), l’elevata tossicità di farmaci o tossine, come amiodarone o isoniazide, la radioterapia, la vasculite indotta da farmaci e alcune patologie con specifico danno vascolare quali l’arterite temporale e il diabete.

Lesione al nervo ottico: riconoscere i sintomi

Come già anticipato, nella maggior parte dei casi la neurite ottica si presenta come monolaterale, anche se entrambi gli occhi possono essere coinvolti nel presentare la sintomatologia.

La patologia, al suo esordio, è accompagnata da una triade ben precisa di segni clinici: riduzione dell'acuità visiva, dolore oculare riscontrato nel movimento e alterazione del campo visivo. Altri sintomi che si possono accompagnare o possono seguire quelli appena segnalati sono un’alterata visione della gamma cromatica, una ridotta sensibilità al contrasto, la comparsa di fenomeni visivi quali lampi luminosi in assenza di luci, luci lampeggianti o macchie.

Se non trattate, le lesioni al nervo ottico potrebbero peggiorare a tal punto da compromettere definitivamente la visione, fino a perderla completamente.

Diagnosticare una lesione al nervo ottico

Dal momento in cui il paziente inizia ad avvertire un sensibile calo della vista accompagnato da alcuni dei sintomi sopra descritti, sarà necessario recarsi da un medico oculista per un consulto specialistico, in modo tale da iniziare quanto prima la giusta terapia in modo che i danni non risultino gravi e permanenti.

Durante la visita specialistica, l’oculista – dopo aver effettuato un’accurata anamnesi, così da evidenziare eventuali altre patologie o infezioni in corso – procederà immediatamente con la prescrizione di alcuni esami specialistici utili ad indagare la reale natura dei sintomi lamentati dal paziente.

Tra gli esami che potrebbero essere effettuati c’è l’esame della vista, utile ad indagare l’acuità visiva e la percezione del colore. L’oftalmoscopia, un esame specialistico che si avvale di uno strumento – l’oftalmoscopio, che proietta sulla retina un fascio di luce attraverso la pupilla e grazie a questo è in grado di restituire informazioni circa le strutture interne dell’occhio del paziente, specie se queste strutture si presentano alterate, lacerate o danneggiate. Se si tratta di una lesione al nervo ottico, in genere il disco ottico appare gonfio oppure è presente una vasodilatazione dei vasi sanguigni attorno al nervo ottico.

Il riflesso pupillare alla luce è un esame in grado di misurare l’integrità delle funzioni sensitive e motorie dell’occhio: se la pupilla, sottoposta a stimolo luminoso, reagisse in maniera errata, questo potrebbe essere sintomo di una compromissione a livello del nervo ottico. L’esame del campo visivo che mostra eventuali alterazioni nel campo visivo che aiutano nel confermare la diagnosi di neurite ottica.

La tomografia a coerenza ottica (OCT) è un test specificatamente pensato per valutare la salute del nervo ottico, ottenendo scansioni molto precise delle fibre nervose del nervo ottico a livello della sua emergenza all’interno dell’occhio (papilla ottica).

Lesione del nervo ottico: la terapia più adeguata

Nella maggior parte dei casi la lesione al nervo ottico – se curata in maniera adeguata – è soltanto temporanea. Di conseguenza, il paziente riuscirà a recuperare la perduta acuità visiva spontaneamente entro un periodo che va da alcune settimane ad alcuni mesi. A non essere recuperate completamente potrebbero però essere la sensibilità al contrasto e la percezione dei colori, che possono rimanere leggermente alterate.

Se la lesione al nervo ottico è stata causata da una specifica causa infettiva, la terapia più appropriata consta nella cura dell'agente infettivo. In questo modo, in genere, si riesce a curare la lesione e a prevenire ulteriori episodi.

Quando la neurite ottica è correlata ad una patologia autoimmune – come, ad esempio, la sclerosi multipla – la visione ritorna alla normalità entro alcune settimane ma, in assenza di trattamento, ma può anche aggravarsi fino a raggiungere uno stato di ipovisione permanente o cecità.

Quella più utilizzata ed efficace è la terapia farmacologica a base di farmaci corticosteroidi per via endovenosa; questa deve poi essere ridotta in maniera graduale, fino ad arrivare all’assunzione di farmaci corticosteroidi per via orale.