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Colesterolo alto

Sinonimi: ipercolesterolemia

Dott. Nicola Pugliese

Dott. Nicola Pugliese


Medico Chirurgo

24 Novembre 2020 - Ultima modifica: 26 Novembre 2020

Indice:

  1. Introduzione
  2. Cos'è il colesterolo e quando si parla di colesterolo alto
  3. Principali cause dell'ipercolesterolemia
  4. Sintomi
  5. Diagnosi
  6. Trattamenti e prevenzione
  7. Quale dieta seguire

Introduzione

Il colesterolo è una molecola appartenente alla classe dei lipidi, presente nel sangue, in parte autoprodotta dal fegato e in parte introdotta attraverso l’assunzione di cibi.

La sua consistenza è molto simile alla cera, il che lo rende, quando presente in quantità oltre la media (ipercolesterolemia), capace di “attaccarsi” letteralmente alle pareti dei vasi sanguigni, ostruendoli e impedendo il passaggio del sangue.

Le statistiche mostrano che almeno un italiano su tre soffre di ipercolesterolemia (ma il 40% non sa di soffrirne in quanto asintomatico). Il colesterolo alto è però una condizione da non sottovalutare e da non prendere alla leggera, poichè può tradursi in conseguenze gravi sulla salute cardiovascolare. Sono infatti tante e in crescita le casistiche di infarti e ictus registrati in seguito al riscontro ematico di tassi di colesterolo cattivo o LDL troppo alti, dovuti ad una cattiva dieta o all’elevata sedentarietà.

Che cos’è il colesterolo e quando si parla di colesterolo alto

Il colesterolo è una componente importante delle cellule ed è indispensabile per il loro funzionamento: se presente in eccesso nel sangue, si tramuta in uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari. Le quantità in eccesso, non essendo più utili alle cellule, si depositano infatti sulle pareti dei vasi sanguigni e li ostruiscono mediante la formazione di placche aterosclerotiche, che ostacolano così il libero passaggio del sangue. Le arterie perdono dunque la loro elasticità determinando un maggior rischio di sviluppare ictus e infarti.

Il colesterolo viene trasportato nel sangue da particolari strutture proteiche dette lipoproteine, di cui ne esistono diversi tipi, i quali vanno a comporre il cosiddetto “colesterolo totale” (le denominazioni dei diversi tipi di colesterolo dipendono direttamente dalla lipoproteina alla quale si legano e dal modo in cui viene trasportato nell’organismo).

Il colesterolo HDL (High Density Lipoprotein), più conosciuto come “colesterolo buono”, se presente nel sangue in adeguate quantità, aiuta a ripulire i vasi sanguigni da quello cattivo. Quest’ultimo viene riportato dai vasi al fegato. Buoni tassi di colesterolo HDL proteggono il cuore e il sistema cardiovascolare. In tutte le casistiche, non deve mai essere meno del 30% del totale.

Il colesterolo LDL (Low Density Lipoprotein) è quello “cattivo”, trasportato dal fegato alle arterie, dove si deposita sotto forma di placche che possono arrivare ad ostacolare il normale flusso sanguigno.

Il tasso di colesterolo totale nel sangue nasce dall’unione delle sue componenti HDL e LDL e da un ulteriore e particolare tipologia denominata VLDL (Very Low Density Lipoprotein). Si tratta di una lipoproteina che presenta più trigliceridi rispetto alla quantità di colesterolo trasportato.

La tabella che segue è volta a riassumere e a mettere in rapporto tra loro le quantità di colesterolo nel sangue e i gradi di colesterolemia, al fine di aiutare il paziente nella comprensione del suo stato.

Mg di colesterolo in un dl di sangue (mg/dl)Grado di colesterolemia
<200 mg/dlColesterolemia normale – situazione ideale
200 – 249 mg/dlIpercolesterolemia lieve
250 – 299 mg/dlIpercolesterolemia moderata
> 299 mg/dlIpercolesterolemia grave

Principali cause dell’ipercolesterolemia

Da anni gli esperti sottolineano come, le maggiori cause di ipercolesterolemia, si associno ad uno stile di vita poco sano e principalmente sedentario.

I fattori di rischio principali che predispongono un individuo a tale condizione sono:

  • sovrappeso, con un BMI (Indice di Massa Corporea) di 30 o più
  • obesità, specie addominale (girovita in eccesso)
  • cattiva alimentazione. Seguire una dieta non bilanciata e ricca di grassi e zuccheri alza i livelli di colesterolo
  • mancata attività fisica. La sedentarietà alza i livelli di LDL e diminuisce quelli di HDL
  • fumo. Danneggia i vasi sanguigni già da sé, rendendo più facile l’accumulo di grassi in vasi già danneggiati.

Ai fattori di rischio appena descritti se ne possono aggiungere degli altri tra cui la presenza di condizioni patologiche (diabete mellito di tipo 2, ipertensione) o ereditarietà e genetica (ipercolesterolemia ereditaria o familiare). In quest’ultimo caso, possono essere presenti mutazioni a livello del gene recettore delle LDL che, non funzionando a dovere, rende difficile lo smaltimento del colesterolo LDL.

Sintomi dell’ipercolesterolemia

Essere affetti da ipercolesterolemia non presuppone la presenza di sintomi univoci e specifici. La maggior parte delle volte ci si accorge di alti valori di colesterolemia solo a seguito di esami del sangue di routine.

A cosa può portare il colesterolo alto: tutte le conseguenze

Eccessivi livelli di colesterolo LDL nel sangue fanno sì che si possano formarsi placche che ostruiscono i vasi sanguigni, con conseguenze più o meno serie per tutto l’organismo, che si trova irrimediabilmente privato del mezzo di trasporto più importante per far fluire l’ossigeno e le sostanze nutritive necessarie al suo funzionamento.

Le conseguenze dovute all’ipercolesterolemia sono soprattutto di natura cardiovascolare. Essa aumenta infatti il rischio di sviluppare:

  • aterosclerosi: accumulo e deposito di grassi sulle pareti delle arterie. I vasi sanguigni sono ostruiti, il sangue non defluisce adeguatamente, i muscoli e gli organi del corpo non sono adeguatamente ossigenati
  • angina pectoris: dolore al torace che appare quando il cuore non è abbastanza ossigenato. Il flusso sanguigno attraverso le arterie coronarie diminuisce gradualmente fino, nei casi più gravi, a non affluire più
  • infarto: morte di un tessuto, in genere cardiaco, provocata da arresto del flusso ematico
  • ictus: danno cerebrale che si verifica per grave e improvvisa mancanza dell’afflusso di sangue al cervello.

Come avviene la diagnosi di ipercolesterolemia

In genere, la diagnosi viene posta a seguito di esami del sangue. I valori sono espressi in mg/dl cioè quanti milligrammi di questo grasso sono presenti in un decilitro di sangue.

Colesterolo totale

È considerato basso e nella media quando i valori sono sotto i 200 mg/dl.

Tra i 200-239 mg/dl è considerato con moderato rischio cardiovascolare.

Sopra i 240 mg/dl i valori e il rischio sono alti.

Colesterolo LDL

È considerato ottimale quando i valori sono sotto i 130 mg/dl (anche se dovrebbe rimanere tra i 70-100 mg/dl).

Tra i 130-159 mg/dl è considerato con moderato rischio cardiovascolare.

Sopra i 160 mg/dl i valori e il rischio sono alti.

Colesterolo HDL

Sopra i 60 mg/dl è il valore desiderato poiché aiuta a proteggere l’organismo dalle malattie cardiovascolari.

Tra i 50-59 mg/dl il rischio cardiovascolare diventa medio – basso.

Sotto i 40 mg/dl negli uomini e 50 mg/dl nelle donne, la situazione diventa problematica e il rischio alto.

Ipercolesterolemia: trattamenti e prevenzione

Dopo che gli esami del sangue hanno evidenziato valori di colesterolo superiori al normale, è bene sapere che possono facilmente tornare negli standard seguendo un giusto protocollo di cura e prevenzione che passa sicuramente per uno stile di vita sano, fatto di alimentazione corretta e di adeguato esercizio fisico.

Quando si soffre di colesterolo alto, lo sport è fondamentale per mantenere il normopeso. Praticare regolarmente attività motoria, specie quella aerobica con intervalli ad alta intensità (HIIT), contribuisce ad agire sulle placche aterosclerotiche eliminandole. È importante che, dal momento in cui gli esami del sangue evidenziano livelli di colesterolo soddisfacenti e non più dannosi, si continui però a mantenere le nuove abitudini.

Laddove il cambio dello stile di vita non dia risultati importanti e gli esami ematici evidenzino ancora elevati valori di LDL, sarà compito del medico decidere se prescrivere una terapia farmacologica. I cui principi attivi più utilizzati sono:

  • Statine: bloccano la produzione di LDL, aiutano il fegato a eliminare quello già presente e in eccesso nel sangue, e aumentano la sintesi di HDL. Possono portare a dolore e fastidio a carico dei muscoli e sono controindicate per chi soffre di patologie e disfunzioni gravi del fegato.
  • Sequestranti della bile: si legano ai sali biliari che contengono colesterolo da eliminare e impediscono che esso sia assorbito dall’intestino. Possono dare vita a effetti collaterali come alitosi, eruttazione, meteorismo e stitichezza.
  • Niacina o acido nicotinico: abbassa il colesterolo totale e LDL, alzando i valori di HDL nel sangue. Tra gli effetti collaterali ci sono prurito, cefalea e arrossamento cutaneo.
  • Fibrati: oltre a curare gli alti trigliceridi, sono utili anche per agire sull’abbassamento dei livelli di colesterolo.
  • Ezetimibe: ostacola l’assorbimento di colesterolo e sali biliari da parte dell’intestino come avviene per le statine.

Colesterolo alto: quale dieta seguire

Se le analisi evidenziano livelli di colesterolo LDL alti, un primo passo per la risoluzione del problema è cambiare le proprie abitudini alimentari seguendo una dieta sana e bilanciata. La dieta mediterranea, per il grande range di alimenti che mette a disposizione, è sicuramente un grande alleato in questa battaglia. 

Si possono mangiare liberamente cereali e legumi che, insieme alla frutta e alla verdura, non contengono grassi e aiutano a ridurre il colesterolo in eccesso. Negli alimenti di origine vegetale sono importantissime le fibre, che riducono l’assorbimento di questo tipo di lipide.

I cereali (pane, pasta, riso, orzo, farro, avena) sono da preferire integrali e devono essere non eccessivamente conditi, meglio se con olio piuttosto che con grassi insaturi come burro, strutto, lardo e panna.

Carne e pesce si possono consumare liberamente. La prima è da preferire in tagli magri, ma si può consumare sia rossa che bianca. Il pesce, ricco di Omega 3, è l’ideale per combattere il colesterolo, ma si raccomanda di evitare le fritture e limitare l’assunzione di molluschi e crostacei perché, al contrario, sono molto ricchi di grassi.

Eliminare del tutto i grassi non va bene, perché il nostro corpo ne ha bisogno per la crescita, il funzionamento cellulare e l’energia quotidiana. È bene limitarne l’assunzione durante la settimana, preferendo sempre i grassi insaturi a quelli saturi (alimenti di origine animale). Per la stessa ragione, si consiglia di limitare salumi, frattaglie di carne, formaggi e uova (anche la pasta all’uovo e dolci che le contengono) e assumere latticini scremati e non interi (latte, yogurt).

Eliminare tassativamente il cibo spazzatura, i cibi precotti e confezionati, l’assunzione di alcool. Limitare l’assunzione di dolci a 1-2 volte a settimana.

Preferire metodi di cottura semplici e genuini come la bollitura, cottura a vapore e grigliatura. Evitare le fritture.

Si raccomanda infine di non seguire diete drastiche e fai-da-te, ma di affidarsi sempre al parere di un esperto.