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Dott. Federico Beretta

Dott. Federico Beretta


Medico Chirurgo

15 Ottobre 2020 - Ultima modifica: 6 Novembre 2020

Indice:

  1. Introduzione
  2. I sintomi della gonorrea
  3. Altri sintomi meno noti
  4. Perché è importante la diagnosi
  5. Come avviene la diagnosi
  6. La gonorrea nell’uomo
  7. Quando si manifestano i primi sintomi
  8. Infezione per trasmissione diretta
  9. Infezione per trasmissione indiretta
  10. Complicazioni della gonorrea
  11. Congiuntivite e gonorrea: il collegamento
  12. La gonorrea nei neonati
  13. La gonorrea e la gola
  14. I soggetti a rischio
  15. Come comportarsi se si risulta positivi
  16. Come si cura la gonorrea
  17. I farmaci più comuni per combattere la gonorrea
  18. Oltre le medicine
  19. Si può guarire spontaneamente?
  20. Dopo quanto tempo fanno effetto i farmaci?

Introduzione

Quando sentiamo parlare di malattie sessualmente trasmissibili, la gonorrea è una delle più citate e conosciute. Provocata da un batterio (Neisseria Gonorrhoeae), la gonorrea è un’infezione che provoca diversi fastidi a chi si ritrova a soffrirne. I rapporti sessuali non protetti con soggetti già infetti provocano la sua trasmissione, che non sempre si palesa con sintomi riconoscibili. Questo la rende difficile da diagnosticare. Vediamo nello specifico quali sono i sintomi della gonorrea e quando è il caso di rivolgersi al proprio medico curante.

I sintomi della gonorrea

Partendo dal presupposto che la gonorrea è un’infezione batterica che, se non trattata a dovere, rischia di portare conseguenze gravi sulla salute, dobbiamo mettere in luce un fatto: è spesso asintomatica. Nel caso di rapporti sessuali non protetti di qualsiasi tipo (anali, orali o vaginali) con partner di cui non conosciamo la storia clinica, è bene prendere in considerazione l’idea di fare dei test. Benché possa essere asintomatica, soprattutto nel sesso femminile, di seguito elenchiamo alcuni sintomi che possono farvi accendere un campanello d’allarme:

  • Sensazione di forte bruciore mentre si urina;
  • Secrezioni vaginali aumentate e anomale;
  • Prurito anale;
  • Sanguinamento anale;
  • Forti mal di pancia;
  • Gonfiore testicolare;
  • Perdite di sangue anomale al di fuori del ciclo mestruale.

Altri sintomi meno noti

Oltre a quelli sopra citati, i più comuni, la gonorrea può esitare in un’infezione gonococcica disseminata, che ha sintomi abbastanza precisi come:

  • eruzioni cutanee;
  • indebolimento e dolore muscolare;
  • infiammazione dei tendini;
  • dolori articolari;
  • endocardite;
  • meningite.

Perché è importante la diagnosi

I sintomi sopra descritti non sono tipici solo della gonorrea e, per questo motivo, accorgersi dell’infezione può risultare difficoltoso. È necessario riportare al proprio medico l’elenco completo dei sintomi e dei propri sospetti: siate sempre sinceri sull’eventualità di aver avuto rapporti sessuali non protetti, poiché una gonorrea non trattata può avere gravi conseguenze come l’infertilità e gli aborti spontanei nelle donne e una sterilità consequenziale all’infiammazione negli uomini.

Come avviene la diagnosi

Nel sospetto, il medico dovrà prescrivere degli esami di laboratorio con specifici tamponi prelevati dalla zona infetta. Le zone in cui effettuare il tampone da portare in laboratorio per l’analisi sono la cervice, il retto, l’uretra e la faringe.

La gonorrea nell’uomo

Questa malattia sessualmente trasmissibile è molto più difficile da individuare nelle donne, alla luce dei sintomi che abbiamo sopra descritto e che spesso possono essere associati all’ovulazione o ad altre tipologie di infezione vaginale. Nell’uomo la diagnosi è più semplice poiché i sintomi sono più evidenti e caratteristici. La gonorrea, infatti, è conosciuta anche con il termine “scolo” e si manifesta per mezzo di secrezioni che fuoriescono dall’uretra peniena. Queste possono essere liquide o mucose, talvolta associate alla perdita di pus, e comportano bruciore e arrossamento. Non è raro che l’uomo affetto da gonorrea lamenti un forte dolore nell’atto della minzione o persino una difficoltà ad urinare correttamente.

Quando si manifestano i primi sintomi

Anche se, come già accennato, la gonorrea può essere asintomatica, è bene sapere che i primi sintomi di questa malattia infettiva possono verificarsi fino a 7 giorni dopo il contagio. Questa patologia venerea si contrae unicamente per contatto sessuale non protetto di qualsiasi tipo, per trasmissione diretta. Le donne possono incubare il batterio responsabile della gonorrea anche fino ad un mese.

Infezione per trasmissione diretta

È necessaria la penetrazione per contrarre la gonorrea? No! Infatti, è sufficiente uno scambio di fluidi, che può avvenire anche durante un rapporto orale o attraverso lo scambio di giocattoli sessuali o biancheria infetta su cui siano presenti delle secrezioni.

Infezione per trasmissione indiretta

In quest’ultimo caso si parla di trasmissione indiretta, la malattia viene contratta per mezzo di materiale infetto come asciugamani, biancheria, lenzuola. È raro che, però, la gonorrea si trasmetta in maniera indiretta: il gonococco, infatti, non resiste molto all’ambiente esterno, poiché per proliferare ha bisogno di un ambiente caldo e umido – proprio come quello della vagina, del retto e dell’uretra.

Complicazioni della malattia

Abbiamo illustrato come la gonorrea possa portare a gravi conseguenze, sia nell’uomo sia nella donna. Quest’ultima, oltre all’infertilità e all’incremento della frequenza di aborti spontanei, rischia di andare incontro a peritonite o che l’infezione si cronicizzi, provocando la malattia infiammatoria pelvica. Nell’uomo il rischio più grande è quello di sviluppare l’epididimite, ovvero un’infiammazione dolorosa che può portare alla sterilità.

Congiuntivite e gonorrea: il collegamento

Più raro, ma ampiamente documentato, è la correlazione fra congiuntivite e gonorrea. La loro associazione è incrementata soprattutto nei neonati, che possono essere infettati dalla madre infetta durante il passaggio dal canale del parto.

La gonorrea nei neonati

Se una donna incinta, affetta da gonorrea, partorisce con parto naturale, è probabile che trasmetta la malattia al bambino. La manifestazione della patologia è frequentemente oculare: il passaggio del neonato nel canale del parto ed il contatto con le pareti infette, possono portare il neonato a sviluppare una congiuntivite molto grave, che può portare alla cecità.

La gonorrea e la gola

La gonorrea non colpisce unicamente gli organi sessuali e il retto. A seguito di rapporti orali, la gonorrea può colpire anche la gola. Di seguito elenchiamo alcuni sintomi:

  • forte dolore alla gola;
  • arrossamento;
  • infiammazione (stomatite);
  • tonsille doloranti e ingrossate.

In questo caso di parla di gonorrea orale che può provocare anche una fastidiosa faringite.

I soggetti a rischio

Gli immunodepressi, a maggior ragione, dovrebbero prestare particolare attenzione alla propria protezione durante ogni rapporto sessuale con partner non continuativi. In generale infatti, i soggetti più a rischio sono proprio le persone che hanno rapporti sessuali con molti partner diversi.

Come comportarsi se si risulta positivi

A seguito degli esami diagnostici, se l’esito risulta positivo, è bene avvertire tutti i partner con i quali si hanno avuto rapporti sessuali non protetti. Questo permetterà loro di sottoporsi ai test e alle analisi di laboratorio, ricordando che nel 50% dei casi la gonorrea rimane asintomatica. L’assenza di sintomi non preclude la possibilità di sviluppare a conseguenze a lungo termine (sterilità, infertilità, aborti spontanei, infiammazioni interne).

Come si cura la gonorrea

A diagnosi confermata, la gonorrea viene curata per mezzo di un ciclo di antibiotici. Per via della sua natura batterica, infatti, è solo attraverso uno o più cicli di antibiotici che è possibile debellare l’infezione.

La gonorrea è spesso resistente alle cure, poiché sviluppa nuovi ceppi che possono avere una risposta imprevedibile. Per scegliere il farmaco più efficace, il medico curante si baserà sull’antibiogramma, che va studiato anche secondo l’anamnesi del paziente. Nelle donne incinte, ad esempio, alcuni farmaci risultano inutilizzabili.

I farmaci più comuni per combattere la gonorrea

Le terapie antibiotiche migliori per combattere e contrastare l’infezione della gonorrea possono essere scelte, come accennato, unicamente a seguito dell’antibiogramma. Lo schema classico di terapia è rappresentato da una singola dose di cefalosporina (il ceftriaxone) per via intramuscolare, associata ad azitromicina per bocca (terapia combinata). In alternativa possono essere presi in considerazione anche i seguenti farmaci:

  • Macrolidi
  • Cefixima
  • Tetracicline
  • Doxiciclina
  • Spectinomicina

Oltre le medicine

Contestualmente alla terapia antibiotica, il paziente deve assolutamente astenersi dai rapporti sessuali fino alla risoluzione dell’infezione. Inoltre, chi ha avuto rapporti sessuali non protetti dovrebbe necessariamente avvertire i partner affinché anche loro si possano sottoporre ai test ed, eventualmente, alle terapie necessarie.

Si può guarire spontaneamente?

Questa infezione batterica non può guarire autonomamente. Benché possiate essere asintomatici o manifestare un’apparente regressione dei sintomi, la gonorrea ha ceppi che, rimanendo latenti, possono infettare i vostri futuri partner e portare allo sviluppo delle conseguenze a lungo termine.

Dopo quanto tempo fanno effetti i farmaci?

I farmaci antibiotici contro la gonorrea sono efficaci già dopo qualche giorno, ma bisogno necessariamente attendere dalle due alle tre settimane prima di poter nuovamente avere rapporti sessuali. È necessario, infatti, sottoporsi nuovamente ai test e agli esami di laboratorio per verificare che l’infezione sia stata effettivamente debellata.