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Fibromi penduli

Dott. Nicola Pugliese

Dott. Nicola Pugliese


Medico Chirurgo

22 Dicembre 2020

Indice:

  1. Che cosa sono e come appaiono
  2. Sintomatologia
  3. Quali sono le cause e chi ne soffre
  4. Il trattamento dei fibromi penduli

Fibromi penduli: che cosa sono e come appaiono?

I fibromi penduli – anche conosciuti come “acrochordon” o “porri” – sono delle escrescenze cutanee peduncolate che hanno origine dal derma – lo strato che si trova al di sotto dell’epidermide e che, crescendo, si protendono verso l’esterno. I fibromi penduli appaiono alla vista come escrescenze di piccole dimensioni ma, in alcuni casi fortunatamente più rari, possono anche crescere fino al raggiungimento di un diametro maggiore, risultando particolarmente fastidiosi e/o antiestetici per il paziente. Specie in quest’ultimo caso, quando il fibroma tende ad ingrossarsi, la forza di gravità lo attira verso il basso, facendogli prendere il nome per cui sono conosciuti: “penduli”, appunto.

In quanto “fibromi” rappresentano anch’essi una forma tumorale – anche se benigna – e soltanto raramente possono evolvere in neoplasie maligne.

I fibromi penduli possono comparire in ogni parte del corpo anche se, in genere, più frequenti sono le formazioni a livello di ascelle, collo, inguine e palpebre superiori che – non a caso sono anche le zone soggette a maggiori sollecitazioni e sfregamenti.

Per lo stesso motivo, ad essere maggiormente soggette – rispetto alle persone normopeso – sono le persone che riscontrano un evidente stato di obesità, il quale causa maggiore sfregamento in aree piuttosto sensibili del corpo.

Dal punto di vista anagrafico, i fibromi penduli appaiono nelle persone in genere a partire dai 40/50 anni di età, sono molto rari in soggetti in età infantile e giovanile.

Fibromi penduli: sintomatologia

Come già accennato, i fibromi penduli sono una forma cutanea tumorale benigna che non provoca nessun genere di sintomatologia particolare. Soltanto in alcuni casi, quando le formazioni diventano di consistenti dimensioni, queste possono aumentare lo sfregamento e creare irritazione o sanguinamento nella zona interessata. Se l’irritazione persiste o lo sfregamento risulta eccessivo e prolungato nel tempo, non è raro assistere al distacco autonomo – parziale o totale – del fibroma pendulo. Questo, staccandosi, lascia una ferita aperta e sanguinante che, se non accuratamente trattata, potrebbe portare alla comparsa di infezioni.

Quando il fastidio diventa difficile da gestire, se ne considera la rimozione chirurgica.

L’asportazione dei fibromi penduli viene anche considerata in caso le formazioni risultino deturpanti dal punto di vista estetico.

L’aspetto dei fibromi penduli presenta in genere una pigmentazione identica a quella della pelle circostante (fibromi penduli normopigmentati), soltanto in rare situazioni questi invece presentano una pigmentazione più scura.

Fibromi penduli: quali sono le cause e chi ne soffre?

Ad esclusione del già citato sfregamento cutaneo, all’origine della formazione dei fibromi penduli – esattamente come molte per altre affezioni cutanee benigne – vi sono cause ancora poco note. Come prevedibile, la genetica in questi casi gioca un ruolo fondamentale: chi in genere presenta numerosi fibromi penduli, ha alle spalle una storia familiare che ha già visto queste formazioni protagoniste.

Data la loro sostanziale benignità, la ricerca non ha investito ingenti fondi nella ricerca, motivo per cui l’eziologia dei fibromi penduli è ancora prevalentemente sconosciuta. Si ipotizza solamente – ma con un oggettivo riscontro nel reale – che la loro formazione sia dovuta (anche) a causa di alterazioni ormonali che avvengono negli individui nella fascia d’età compresa tra 40 e 50 anni. Questo, specie in individui di sesso femminile, che proprio durante quel periodo della vita sperimentano i cambiamenti fisici e ormonali dovuti alla menopausa.

La diagnosi dei fibromi penduli

Il medico specialista cui è necessario rivolgersi dal momento in cui si desta il sospetto di avere fibromi penduli sul corpo è il dermatologo. Quest'ultimo, durante la visita, svolgerà dapprima un’accurata anamnesi, assicurandosi circa la storia familiare del paziente per scoprire l’eventuale familiarità. Importante sarà comunicare al dermatologo se vi è la presenza in corso di patologie concomitanti o l’assunzione regolare di farmaci.

Successivamente, il dermatologo procede con la visita specialistica e all’eventuale richiesta di ulteriori esami clinici mirati.

Il trattamento dei fibromi penduli

L’unica terapia percorribile è la rimozione chirurgica, consigliata vivamente dal dermatologo specie in presenza di fibromi penduli particolarmente esposti. A seconda della zona e della sensibilità, il dermatologo opterà per la rimozione tradizionale o per la rimozione grazie al trattamento laser.

L’operazione svolta in maniera tradizionale è di per sé semplice e veloce, si svolge ambulatorialmente con una leggera anestesia locale, così che l’asportazione non provochi al paziente alcun dolore. Il fibroma pendulo viene bloccato con una pinza e “strappato” verso l’alto con un apposito bisturi chirurgico. Durante la stessa seduta possono essere eliminati anche più fibromi penduli.

L’operazione svolta grazie all’utilizzo dello strumento laser permette la rimozione completa del fibroma pendulo, interessando però in parte anche la cute circostante.

Il decorso post-operatorio è veloce, la guarigione avviene immediatamente senza lasciare tracce o antiestetiche cicatrici.