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Dott.ssa Iolanda Rutigliano

Dott.ssa Iolanda Rutigliano


Medico Chirurgo

18 Gennaio 2021 - Ultima modifica: 27 Gennaio 2021

Indice:

  1. Introduzione
  2. Cos'è
  3. Le cause
  4. I sintomi
  5. La diagnosi
  6. I trattamenti

Introduzione

Annoverata tra i Disturbi Sessuali Femminili (FDS, dall’inglese Female Sexual Dysfunctions), la dispareunia è una condizione dolorosa che affligge la donna durante il rapporto sessuale e che, nei casi più seri, può compromettere la vita di coppia.

Esiste anche una forma di dispareunia maschile: tuttavia, nell’uomo, il dolore genitale durante i rapporti è causato in genere da documentate e ben definite irritazioni e da infezioni batteriche. Nella donna, al contrario, il dolore alla vagina e alla zona pelvica presenta generalmente un insieme di concause poco chiare e definite ed è fortemente influenzato da fattori psicologici. Non va però confuso col vaginismo. Mentre il vaginismo è una sorta di “blocco”, una contrazione involontaria dei muscoli che circondano l'orifizio vaginale, e rende impossibile anche solo iniziare un rapporto sessuale, il dolore da dispareunia si avverte quando il rapporto è in corso.

La sua incidenza è davvero notevole: circa il 12-15% delle donne ne soffre, ma la percentuale sale al 40% dopo la menopausa. Tuttavia, solo poche pazienti ne parlano con il proprio ginecologo e difficilmente la patologia viene trattata con l’importanza che merita.

Dispareunia: che cos’è?

La dispareunia, più che una patologia, è una forma di dolore. Non sempre si manifesta con le stesse modalità e con lo stesso grado d’intensità, ed è possibile individuare differenti tipi di dispareunia.

La prima distinzione è tra dispareunia superficiale e profonda. Nel primo caso il dolore è “esterno” e viene avvertito non appena la penetrazione inizia; nel secondo caso il dolore viene avvertito al basso ventre e può proseguire anche quando il rapporto è finito (in una piccola percentuale di casi). Una seconda distinzione riguarda il momento in cui il dolore compare: la dispareunia primaria (o lifelong) si manifesta fin dai primi rapporti sessuali della vita, la dispareunia acquisita insorge invece dopo diversi anni. Infine, si distingue tra dispareunia situazionale quando la donna prova dolore solo con un determinato partner o al presentarsi di ben definite e riconoscibili circostante e dispareunia generalizzata quando è presente sempre.

Il dolore, localizzato alla vagina o alle pelvi, è di tipo cronico. Come visto, può manifestarsi solo all’inizio del rapporto, oppure per l’intera durata. Può comparire dopo un periodo di inattività sessuale, riguardare un solo partner oppure tutti, presentarsi sempre o solo quando si assumono determinate posizioni. Uno studio pubblicato su BJOG: An International Journal of Obstetrics and Gynaecology ha confermato la sua diffusione: il 10% dichiara di provare dolore durante i rapporti, specialmente nei primi anni d’attività sessuale (tra i 16 e i 24 anni) e dopo la menopausa.

Le cause

Le cause della dispareunia sono diverse e, spesso, si presentano insieme:

  • la dispareunia multisistemica è dovuta ad un’alterazione del sistema immunitario, endocrino, vascolare, nervoso periferico e centrale;
  • la dispareunia multifattoriale presenta cause sessuali su base fisica e psicologiche;
  • la dispareunia complessa presenta contemporaneamente caratteristiche della dispareunia multisistemica e di quella multifattoriale.

Fisiche oppure psicogene, i principali fattori di rischio per lo sviluppo della dispareunia sono:

  • anomalie su base anatomica dell’imene o della vagina
  • pregressi traumi o interventi chirurgici alla vagina
  • cicatrici secondarie ad episiotomie
  • malattie alle ovaie, all’utero o alle pelvi
  • endometriosi
  • infezioni urinarie
  • malformazioni genitali
  • stress (è sia una concausa che una conseguenza, poiché chi soffre di dispareunia vive la situazione con grande disagio, affrontando il successivo rapporto quasi con timore)

Per individuare le cause è necessario focalizzarsi sulla sede del dolore. La dispareunia medio-vaginale si caratterizza per la contrazione del muscolo elevatore dell’ano, cosa che non accade nella dispareunia introitale. A causare le due tipologie è molto spesso la vestibolite vulvare, un’infiammazione dei tessuti che circondano la vagina. La dispareunia profonda è invece tipicamente provocata da endometriosi, varicocele pelvico, sindrome di intrappolamento dei nervi addominali o malattia infiammatoria pelvica.

Quando il dolore viene avvertito in superficie, le cause possono anche essere:

  • scarsa lubrificazione vaginale (per via della mancanza di preliminari, dell’avanzare dell’età, dell’allattamento o del lungo uso di antistaminici)
  • infiammazione o infezione della vagina o della zona genitale
  • ipersensibilità dei genitali al dolore (condizione detta iperalgesia)
  • lesioni
  • contrazione involontaria dei muscoli della vagina
  • allergia al lattice
  • anomalie genetiche
  • pregressa radioterapia che ha determinato esiti fibrotici
  • pregressi interventi chirurgici che comportano una riduzione o alterazione della normale anatomia della vagina

Quando il dolore viene avvertito in profondità, le cause possono anche essere:

  • infezione dell’utero, della cervice o delle tube di Falloppio
  • tumori
  • cisti ovariche
  • aderenze tra gli organi pelvici (causate da infezioni, operazioni chirurgiche o radioterapia)

Tuttavia, non va sottovalutato anche il ruolo di un fattore psicologico. Il dolore può manifestarsi in seguito ad una pregressa violenza o ad una molestia, ma anche per un calo del desiderio o per via di episodi traumatici dell’infanzia. Oppure, può nascere da una causa relazionale come un’insoddisfazione della propria vita sessuale o una mancanza d’attrazione nei confronti del partner.

Dispareunia, i sintomi

Il principale sintomo della dispareunia è il dolore, sia esso superficiale o profondo.

Sintomi correlati sono legati alla sua causa. È possibile avvertire prurito intimo, secchezza vaginale, impossibilità di utilizzare i tamponi interni, bruciore e cattivo odore.

La diagnosi

Alla donna che avverte spesso dolore durante i rapporti sessuali, in assenza o in presenza di altri sintomi, viene consigliato di rivolgersi per un consulto al suo ginecologo. Essendo una patologia delicata, con implicazioni spesso psicologiche e relazionali, è importante rivolgersi ad un professionista con cui si ha o si crede di poter instaurare un rapporto di fiducia. La diagnosi della dispareunia si basa infatti principalmente sull’anamnesi, sull’analisi della storia clinica della donna e sull’ascolto dei suoi sintomi.

Il ginecologo visiterà poi la paziente per valutare la presenza delle già descritte specifiche patologie organiche che possono favorire l’insorgenza di dispareunia. Laddove indicato, lo specialista potrà prescrivere gli esami di laboratorio o strumentali che ritiene necessari. Una volta ottenute tutte le risposte, formulerà la sua diagnosi e suggerirà alla donna la terapia più indicata.

Dispareunia, i trattamenti

Non esiste una cura univoca per la dispareunia. Avendo cause diverse, ed essendo implicata la sfera psicologica, la terapia deve basarsi sulla singola paziente e sulla sua storia clinica. Se alla base del dolore c’è una patologia organica, priorità del medico sarà impostare una terapia volta a eradicarla; se non vi è alcun problema fisico, lo specialista consiglierà di effettuare un percorso psicoterapeutico. Singola e/o di coppia, la terapia con uno psicologo o un sessuologo riesce a distruggere passo dopo passo le paure e i pensieri negativi che spesso stanno alla base del dolore. Al contrario, l’abuso di farmaci ansiolitici peggiora il problema così come il rifiuto di situazioni d’intimità.

Tra i trattamenti per la dispareunia vi sono gli esercizi di riabilitazione per il pavimento pelvico. Saper riconoscere i muscoli pelvici, saperli controllare e allenare, aiuta a ridurre la sensazione dolorosa. Per farlo può essere sufficiente trattenere la pipì per qualche secondo mentre si urina, e contrarre i muscoli del perineo per trenta secondi per una decina di volte mentre si è supine. Un esercizio ancor più utile, ma più complicato, consiste nel contrarre i muscoli per quindici secondi immaginando di dover far salire una sfera lungo il canale vaginale.

Contro la dispareunia si rivelano utili anche le palline vaginali, la cui funzione è proprio quella di allenare i muscoli pelvici. Bisogna però scegliere modelli che ben si adattano al proprio corpo, cominciando con pesi leggeri da aumentare nel tempo. Se il maggiore fastidio lo provoca invece la penetrazione, intensa come presenza di un “corpo estraneo”, i dilatatori vaginali aiutano ad entrare in confidenza con tale sensazione.

Fondamentale e primo passo per la risoluzione della dispareunia è non ignorare il disturbo. Sebbene possa provocare ansia, senso di inadeguatezza e vergogna, è dal dialogo che comincia la “guarigione”. Comunicando con il partner è possibile spiegargli e suggerirgli come comportarsi per alleviare la sensazione dolorosa, specialmente se questa è la conseguenza di determinate posizioni. La donna può chiedere di aumentare i preliminari (poiché stimolano la lubrificazione), di diminuire l’intensità della penetrazione. In caso di persistenza del dolore in assenza di disfunzioni organiche, si raccomanda ancora una volta l’utilizzo della psicoterapia.

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