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Congiuntivite: cos’è, sintomi e terapia

Dott. Nicola Leuzzi

Dott. Nicola Leuzzi

OCULISTICA
Medico Chirurgo - Specialista in Oftalmologia

4 Settembre 2020

La congiuntivite è l’infiammazione oculare più diffusa, e il principale motivo per cui ci si reca dall’oculista. Colpisce infatti il tessuto più esposto agli agenti esterni, lo strato mucoso esterno che riveste la sclera dell’occhio. E, di conseguenza, la parte interna della palpebra.

L’occhio affetto da congiuntivite, sia essa virale o batterica, appare arrossato. La persona può avvertire bruciore, prurito e/o dolore, e si può verificare un aumento della lacrimazione. Al mattino si può riscontrare difficoltà ad aprire l’occhio per via della presenza di secrezioni muco-purulente, e la parte bianca dell’occhio (sclera) può gonfiarsi.

Di norma, la congiuntivite è di facile risoluzione. Serve tuttavia una tempestiva visita dal medico o dall’oculista per cominciare la giusta terapia.

Indice:

  1. Congiuntivite: cos’è e quali sono le cause
  2. Sintomi della congiuntivite
  3. Congiuntivite: la diagnosi
  4. Come curare la congiuntivite
  5. Come prevenire la congiuntivite
  6. La congiuntivite neonatale

Congiuntivite: cos’è e quali sono le sue cause

Come il nome suggerisce, la congiuntivite è un processo infiammatorio che colpisce la congiuntiva (membrana mucosa che ricopre il bulbo oculare e la parte interna delle palpebre). Quando questa entra in contatto con un virus o con un batterio, ma anche a seguito di reazioni allergiche, del contatto con sostanze irritanti o tossiche o per via di una disfunzione del film lacrimale, si infiamma, pertanto si genera edema, i vasi sanguigni sono più evidenti (iperemia) e in generale si ha un arrossamento del bulbo oculare.

La congiuntivite può essere di origine:

  • batterica
  • virale
  • allergica
  • irritativa

La più diffusa è la congiuntivite batterica, generalmente provocata da Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae o Haemophilu. La congiuntivite virale è dovuta, nella maggior parte dei casi, all’adenovirused è in genere bilaterale e più o meno simmetrica. Quando l’interessamento oculare è monolaterale è in genere dovuta a Herpes simplex (il virus dell'herpes labiale e genitale) o all'Herpes zoster, il principale agente eziologico del fuoco di Sant'Antonio. La congiuntivite allergica, comune soprattutto durante la primavera, è causata da un’allergia ai pollini o alle graminacee, ma può essere dovuta anche al contatto col pelo di un animale o all'utilizzo di cosmetici inadeguati. La congiuntivite irritativa, infine, è provocata dal contatto diretto tra l’occhio e un agente irritante (prodotti chimici, caustici o corrosivi, piccoli oggetti, ciglia, polvere).

A seconda del tipo di congiuntivite contratta, i sintomi possono variare.

Sintomi della congiuntivite

I sintomi più comuni della congiuntivite sono:

  • bruciore e/o dolore agli occhi
  • occhi arrossati
  • affaticamento oculare
  • gonfiore palpebrale
  • prurito
  • aumentata lacrimazione
  • secchezza oculare
  • secrezione oculare
  • entropion (rotazione del margine palpebrale verso l'interno)

La congiuntivite batterica acuta (così come la congiuntivite virale) causa iperemia, lacrimazione, irritazione, secrezione e sensazione di corpo estraneo: sintomi, questi, che colpiscono un solo occhio ma si diffondono presto anche all’altro. Il paziente avverte in genere una sensazione di prurito, in quanto la secrezione contiene del pus: l’occhio, specie al mattino, è appiccicoso come se le palpebre fossero “incollate”. La congiuntivite batterica e la congiuntivite virale si risolvono in pochi giorni sebbene possano esserci strascichi anche fino a 3-4 settimane, seguendo un’adeguata terapia, ma possono dare luogo ad alcune complicanze quando si diffondono alla cornea e sono provocate da clamidia o gonorrea. Tra i fattori di rischio vi sono il frequente contatto con individui infetti, l’utilizzo di lenti a contatto, le infezioni alle alte vie aeree e l’influenza stagionale, e le malattie veneree. In particolare, la congiuntivite batterica è frequente nei bambini e nei giovani e in chi lavora in un ambiente scarsamente igienico, e si trasmette con molta facilità (anche condividendo l’asciugamano); la congiuntivite virale è invece frequente durante le malattie esantematiche, l’influenza e quando si contrae l’herpes.

La congiuntivite allergica è caratterizzata da un prurito particolarmente intenso, lacrimazione e fotofobia (si avverte fastidio quando ci si espone alla luce del sole). In genere colpisce entrambi gli occhi, non è mai contagiosa e può verificarsi con andamento stagionale se il soggetto è sensibile ad allergeni presenti solo in alcuni periodi dell’anno. La congiuntivite irritativa può infine essere causata da acqua clorata, detergenti, corpi estranei nell’occhio, fumo, esalazioni o ciglia che sfregano contro la congiuntiva. I sintomi sono molto simili a quelli della congiuntivite batterica o virale, ma non vi sono secrezioni purulente.

Se molti dei sintomi sono comuni (arrossamento degli occhi, lacrimazione, fotofobia), ci sono invece sintomi caratteristici di specifiche forme: la congiuntivite allergica è caratterizzata da prurito, gonfiore e dalla presenza di follicoli; la congiuntivite virale si accompagna spesso ad un ingrossamento dei linfonodi sottomandibolari e preauricolari; la congiuntivite batterica comporta spesso la fuoriuscita di una secrezione giallo-verdognola, che rende l’occhio appiccicoso.

Congiuntivite: la diagnosi

Sia negli adulti che nei bambini, la congiuntivite dev’essere oggetto di tempestiva diagnosi: se la sua causa è subito determinata, è possibile seguire un percorso terapeutico che porta in pochi giorni alla completa risoluzione del problema.

L’oculista, per rilevare la presenza di congiuntivite e per determinarne la tipologia, dopo un’attenta anamnesi (analisi dei sintomi) va ed effettuare un controllo dell’occhio. Attraverso l’impiego di specifici strumenti ottici, riesce a valutare il grado di arrossamento oculare, la serietà della situazione, la profondità dell’infezione e l’eventuale presenza di eruzioni cutanee o lesioni bollose nel margine delle palpebre. Se lo ritiene opportuno, può prelevare un piccolo campione del secreto al fine di condurre un’indagine istologica, identificando così il patogeno responsabile della congiuntivite.

Fondamentale è che venga effettuata una diagnosi differenziale, al fine di distinguere la congiuntivite da altre malattie con sintomi simili (uveite, cheratocongiuntivite, cheratite ecc.), e da identificare se si tratti di congiuntivite virale o batterica, o piuttosto di una congiuntivite allergica o irritativa.

Come curare la congiuntivite

La cura per la congiuntivite dipende dalla causa che ha portato all’infiammazione.

La congiuntivite batterica e virale in genere si risolve spontaneamente in qualche giorno, ma nei casi più severi può durare fino a un mese. Se l’oculista non ritiene necessaria la somministrazione di farmaci, è sufficiente seguire semplici norme comportamentali: non utilizzare lenti a contatto fino alla totale scomparsa dei sintomi (è necessario buttare le lenti usate in precedenza), detergere gli occhi delicatamente con garze medicate, usare lacrime artificiali, lavarsi sempre le mani dopo il contatto con gli occhi. In caso la terapia farmacologica sia invece necessaria, il medico può prescrivere antibiotici (sotto forma di crema oculare o di collirio) in caso di congiuntivite batterica, o farmaci antivirali in caso di congiuntivite virale provocata in genere da adenovirus e herpesvirus.

La congiuntivite allergica può essere curata con antistaminici, antinfiammatori e decongestionanti, in rari casi con corticosteroidi. Anche in questo caso, fondamentale è evitare di utilizzare lenti a contatto e di sfregarsi gli occhi, oltre che (se possibile) non esporsi all’allergene responsabile.

La congiuntivite irritativa si risolve infine evitando l’uso della sostanza che l’ha causata. Una soluzione, questa, che vale sia qualora fosse causata da detergenti, profumi o cosmetici, sia se la causa è dovuta ad una sovraesposizione ai raggi solari, all’utilizzo di lenti a contatto o all’esposizione a fumi o ad altri agenti fisici.

Come prevenire la congiuntivite

Sebbene non sempre possa essere evitata, prevenire la congiuntivite è possibile adottando alcune precauzioni.

Per scongiurare il rischio di una congiuntivite infettiva è fondamentale:

  • lavare spesso le mani con acqua e sapone, evitando di toccare gli occhi se non sono perfettamente igienizzate
  • cambiare regolarmente gli asciugamani e la federa del cuscino

In caso si contragga l’infezione, è importante:

  • non strofinare l’occhio sano, dopo aver toccato l’occhio infetto
  • eliminare i cosmetici utilizzati durante i primi stadi dell’infezione
  • non applicare make-up
  • non indossare lenti a contatto
  • evitare il contatto ravvicinato con altre persone
  • non utilizzare farmaci scaduti o aperti da più di 7 giorni
  • non toccare l’occhio infetto con l’applicatore del collirio
  • rivolgersi all’oculista evitando di curarsi da sé, in quanto l’impiego di farmaci non indicati potrebbe allungare i tempi di guarigione e dare vita a complicazioni
  • rivolgersi allo specialista se per più di 2-3 giorni si osserva un forte arrossamento dell’occhio e si avvertono sintomi tipici (fotosensibilità, dolore, prurito, bruciore, difficoltà a tenere l’occhio aperto, secrezioni insolite, problemi alla vista, ingrossamento dei linfonodi intorno all’occhio)

In caso si soffra di congiuntivite allergica bisogna evitare di:

  • tenere le finestre aperte e guidare con i finestrini abbassati durante la stagione dei pollini
  • stare nell’erba appena tagliata
  • praticare sport all’aperto

Precauzioni efficaci, sia nel caso di congiuntivite allergica che irritativa, includono:

  • spazzolare spesso i capelli dopo essere stati all’aria aperta, perché potrebbero trattenere i pollini
  • arieggiare spesso i locali
  • mantenere una temperatura in casa inferiore ai 20°C
  • evitare ambienti fumosi e polverosi
  • indossare occhiali da sole
  • evitare il contatto con sostanze irritanti
  • eliminare tutti i possibili ricettacoli di polvere (tappeti, carte da parati, fiori secchi ecc.)
  • lavare regolarmente lenzuola e federe a 50°C
  • pulire frequentemente la casa con un’aspirapolvere ad acqua o dotato di filtro HEPA

La congiuntivite neonatale

La congiuntivite può colpire anche i neonati, e i bambini molto piccoli. Esistono congiuntiviti neonatali chimiche (dovute a profilassi topiche, e risolvibili spontaneamente in 48-96 ore dall’esposizione all’agente) e congiuntiviti batteriche che colpiscono il neonato da 4 giorni a diverse settimane dopo la nascita, ma è possibile che il bambino soffra anche di due particolari tipologie di congiuntivite:

  • da clamidia
  • gonococcica

La congiuntivite da clamidia, nel neonato, compare in genere 5-14 giorni dopo la nascita: spesso comporta secrezioni mucopurulente e iperemia congiuntivale, ma può verificarsi anche un grave edema palpebrale. La congiuntivite gonococcica compare invece 2-5 giorni dopo la nascita, ed è causata da Neisseria gonorrhoeae (generalmente contratta dal neonato durante il passaggio nel canale di nascita, se infetto, oppure in utero mediante infezione ascendente). Caratterizzata da anche quest’ultima da edema palpebrale, secrezioni mucopurulente e chemosi congiuntivale, va trattata tempestivamente in quanto - se trascurata - può portare alla cecità corneale.