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Dott. Nicola Leuzzi

Dott. Nicola Leuzzi

OCULISTICA
Medico Chirurgo - Specialista in Oftalmologia

6 Settembre 2020 - Ultima modifica: 10 Novembre 2020

Indice

  1. Introduzione
  2. Cos'è un calazio
  3. Ghiandole di Meibomio: cosa sono e che funzioni hanno
  4. Cause principali
  5. Sintomi e complicazioni
  6. Diagnosi
  7. Trattamenti e rimedi per curare il calazio
  8. Prevenzione

Introduzione

Il calazio è un disturbo piuttosto comune che può colpire gli occhi e presentarsi esternamente come una specie di foruncolo sulla palpebra superiore o inferiore. Esso è causato da un'infiammazione delle ghiandole di Meibomio, ossia le ghiandole preposte alla produzione della componente lipidica delle lacrime; l'infiammazione può provocare un'ostruzione dei condotti lacrimali con un accumulo di secreto, che porta quindi alla formazione di un piccolo nodulo nella palpebra, caratterizzato da gonfiore ed eritema.

Nella maggior parte dei casi si tratta di un disturbo di entità lieve, che può essere curato con igiene palpebrale e alcune medicazioni, tuttavia nei casi più gravi può essere necessario intervenire chirurgicamente per rimuoverlo.

Cos'è un calazio

Il calazio è una cisti, o più precisamente un lipogranuloma, che può formarsi sulla palpebra superiore o inferiore dell'occhio, a causa di un'infiammazione cronica non infettiva delle ghiandole sebacee di Meibomio. Esso può formarsi esternamente sulla superficie cutanea, detto calazio sovratarsale, oppure essere localizzato più in profondità nella parte posteriore della palpebra, detto calazio sottotarsale. Quando l'infiammazione interessa più di una ghiandola di Meibomio si definisce calaziosi.

La formazione di un calazio avviene in genere improvvisamente: nei giorni precedenti il paziente può avvertire un lieve fastidio o una sensazione di prurito nell'area interessata, fino alla comparsa di un piccolo nodulo, duro alla palpazione, caratterizzato da tumefazione della palpebra in corrispondenza della ghiandola infiammata, eritema e gonfiore. Può trattarsi sia di un problema acuto che di un disturbo cronico, e se raggiunge dimensioni particolarmente estese può comportare astigmatismo per via della compressione sulla cornea o visione offuscata.

La secrezione all'origine dell'infiammazione può fuoriuscire sotto forma di pus, favorendo il riassorbimento del calazio entro poche settimane; tuttavia, nel caso in cui il materiale purulento dovesse rimanere incistato, può rendersi necessario un intervento chirurgico per la sua rimozione.  Per comprendere le cause che possono portare alla formazione di un calazio può essere utile prima ripassare l'anatomia delle palpebre e la funzione delle ghiandole di Meibomio.

Cosa sono e che funzione hanno le ghiandole di Meibomio

Lungo le palpebre, ogni follicolo del margine cigliare è fornito di una ghiandola di Zeis, preposta alla produzione di sebo. Nella stessa zona, alla base delle ciglia, sono presenti anche alcune ghiandole sudoripare denominate ghiandole di Moll; lungo il margine interno invece si trovano le ghiandole di Meibomio, o ghiandole tarsali, che hanno la funzione di secernere una sostanza lipidica densa, che favorisce lo scivolamento meccanico delle palpebre sulla superficie oculare. L'unica eccezione a questa struttura è costituita dalla porzione mediale delle palpebre, che invece è sede dei puntini lacrimali, per il deflusso delle lacrime.

Occasionalmente, le ghiandole accessorie delle palpebre possono essere soggette ad invasioni batteriche: quando l'infezione colpisce una ghiandola di Meibomio può formarsi un calazio, mentre quando il processo infettivo interessa un'altra ghiandola sebacea delle ciglia oppure una ghiandola lacrimale, può insorgere un orzaiolo.

Quali sono le cause principali di un calazio?

Come già anticipato, l'insorgere di un calazio è dovuto all'ostruzione dei dotti lacrimali in corrispondenza delle ghiandole di Meibomio: quando c'è un'infiammazione in atto infatti, i dotti escretori delle ghiandole vengono ostruiti e la componente lipidica prodotta non riesce a defluire verso l'esterno, determinando la caratteristica formazione nodulare ossia un granuloma; l'accumulo di materiale lipidico può causare arrossamento, dolore e infiammazione nei tessuti molli circostanti la ghiandola interessata, con annessa infiammazione della congiuntiva.

L'ostruzione può essere dovuta anche alla presenza di corpi estranei all'interno dell'occhio, oppure ad alterazioni del mebo stesso (ossia il sebo oculare). Le alterazioni possono essere determinate da:

  • Disordini alimentari o dieta sbilanciata, in particolare se caratterizzata da un eccessivo consumo di insaccati, grassi e zuccheri;
  • Disfunzione tiroidea e fattori ormonali;
  • Stress intenso o stati d'ansia;
  • Difetti visivi non corretti;
  • Uso prolungato di lenti a contatto;
  • Scarsa igiene oculare;
  • Pelle grassa o seborrea;
  • Infezioni oculari preesistenti;
  • Malattie infettive come acne rosacea, eczema o blefarite cronica;
  • Allergie;
  • Predisposizione ereditaria;
  • Patologie del tratto intestinale come la colite spastica;

Sintomi e complicazioni

In base a quanto detto fin ora, il calazio si presenta come una cisti che può essere localizzata internamente o esternamente sia sulla palpebra superiore che inferiore dell'occhio. In generale i sintomi e la loro gravità possono variare molto in base all'entità dell'infiammazione e al numero di ghiandole coinvolte, ma nella maggior parte dei casi i pazienti non lamentano sintomi particolarmente severi.

La sintomatologia di questo di questo disturbo è contraddistinta dall'improvvisa comparsa di tumefazione a livello della palpebra con conseguente arrossamento e iperemia. Agli stadi iniziali il calazio può causare indolenzimento in tutta l'area degli occhi, ma la palpebra tende gradualmente a sgonfiarsi dopo pochi giorni; tuttavia si verifica la formazione di una cisti di dimensioni variabili, che può comportare fastidi e sensazione di corpo estraneo all'interno dell'occhio per diverse settimane.

I principali sintomi associati a questo disturbo sono:

  • Tumefazione della palpebra;
  • Infiammazione e arrossamento;
  • Sensazionedi prurito;
  • Gonfiore nell'area circostante il calazio;
  • Fotofobia;
  • Visione offuscata;
  • Rossore oculare;
  • Eccessiva secrezione;
  • Blefaroptosi fino a comportare una totale chiusura dell'occhio;
  • Se il calazio è associato ad altre infezioni preesistenti possono formarsi delle croste che portano prurito e bruciore;

Normalmente il rigonfiamento sulla cute tende a drenare spontaneamente il materiale purulento sulla superficie interna della palpebra, oppure esso viene riassorbito autonomamente entro le 2 e le 8 settimane. Tuttavia alcune cisti tendono a cronicizzarsi: in questi casi, quando il disturbo persiste più a lungo bisogna intervenire chirurgicamente per risolvere il problema. Tra le possibili complicazioni che possono insorgere a causa di un calazio vi sono: infiammazione della congiuntiva, compressione della cornea e astigmatismo.

Diagnosi

Per la diagnosi di un calazio in genere è sufficiente un semplice esame clinico da parte di un medico oculista. Cionondimeno, in presenza di sintomi sospetti o nel caso di calazi cronici che non rispondono adeguatamente alla terapia, non è da escludere un esame più approfondito con una serie di accertamenti aggiuntivi o una biopsia per indagare la natura della cisti. Il calazio però, soprattutto nel corso dei primi giorni, può spesso essere confuso con un orzaiolo, un altro disturbo oculare piuttosto comune caratterizzato da infiammazione acuta su base infettiva.

Trattamenti e rimedi per curare il calazio

Nella maggior parte dei casi, i disturbi causati da un calazio tendono a risolversi gradualmente in maniera autonoma, a mano a mano che il tappo lipidico all'origine dell'ostruzione dei dotti lacrimali si riassorbe. Per curare l'infiammazione e favorire la risoluzione del problema in tempi più brevi, di solito il medico può prescrivere colliri, pomate oftalmiche e unguenti a base di antibiotici e cortisonici. Questi farmaci sono inoltre utili a ridurre il gonfiore e drenare il materiale all'interno della cisti.

Per facilitare il processo di guarigione senza ricorrere ad una terapia farmacologica si possono applicare sulle palpebre degli impacchi caldo-umidi più volte al giorno, in modo da favorire il drenaggio della ghiandola di Meibomio ostruita. In farmacia sono inoltre disponibili salviette umidificate disinfettanti e soluzioni umettanti che contribuiscono a mantenere l'occhio idratato e pulito, alleviando il fastidio provocato dal calazio.

Per calazi dalle dimensioni più estese o refrattari al trattamento, invece, può essere eseguito un intervento chirurgico ambulatoriale per l'incisione della cisti: previa anestesia locale, viene praticata una piccola incisione all'interno della palpebra attraverso la quale viene introdotto uno apposito tubicino per drenare il pus (curettage del calazio), oppure per rimuovere interamente la ghiandola all'origine del problema. In alternativa si può procedere con l'iniezione intralesionale di corticosteroidi per intervenire sull'infiammazione acuta.

Durante il decorso è altresì essenziale non utilizzare cosmetici o prodotti aggressivi, ed evitare di applicare lenti a contatto per non rischiare di indurre microtraumi o infezioni corneali. Infine bisogna astenersi dal premere, sfregare o schiacciare il calazio poiché si potrebbe incorrere in complicanze più severe.

Come prevenire l'insorgenza di calazi

Nel caso di pazienti particolarmente soggetti all'insorgere di calazi, è possibile seguire alcune semplici indicazioni per prevenire la formazione di una cisti: innanzitutto è bene applicare sempre scrupolosamente le norme per l'igiene personale, lavandosi spesso le mani prima di toccarsi la faccia ed avendo cura di pulire minuziosamente qualsiasi oggetto entri in contatto con gli occhi. Seguire una dieta alimentare bilanciata evitando un consumo eccessivo di cibi grassi e alcool, può portare consistenti benefici.

Per chi porta le lenti a contatto poi è molto importante assicurarsi di disinfettarle adeguatamente prima dell'applicazione, di non utilizzare lenti mensili o annuali oltre il limite consigliato e di optare per prodotti con un’alta percentuale di idratazione. Se si è particolarmente predisposti alle infiammazioni oculari, una buona norma è quella di detergere quotidianamente l'area con un bastoncino di cotone ed avere cura di utilizzare prodotti, cosmetici e struccanti neutri che non contengano agenti aggressivi.