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Sinonimi: Alterazione, Scompenso

Dott. Federico Beretta

Dott. Federico Beretta


Medico Chirurgo

23 Novembre 2020 - Ultima modifica: 25 Novembre 2020

Indice:

  1. Introduzione
  2. Correlazione con il cuore
  3. Ritmo regolare
  4. Aritmie cardiache, cosa sono
  5. Classificazione delle aritmie
  6. I sintomi
  7. La diagnosi
  8. Esiste una cura?
  9. Stile di vita

Introduzione

Quando il cuore presenta un ritmo alterato, parliamo di aritmia. Esistono molte aritmie di diverso tipo. In alcune la frequenza cardiaca risulta aumentata (tachicardie), in altre risulta diminuita (bradicardie), in altre ancora la conduzione può essere irregolare (come nella fibrillazione atriale). Più in generale, tutti quegli episodi che alterano le normali caratteristiche del battito cardiaco posso essere definite aritmie. Vediamo insieme quali sono i sintomi dell’aritmia, come prevenirla, come si diagnostica e quali sono le possibilità terapeutiche in questo articolo di PB Salute.

Correlazione con il cuore: non sempre è scontata

Non sempre alla base delle aritmie vi è un’alterazione organica del tessuto cardiaco. Il sistema di conduzione del cuore è soggetto a molti stimoli diversi. Benché episodi di aritmia grave siano per la maggior parte correlate a patologie prettamente cardiache come cardiopatie, pericarditi, scompensi cardiaci e infarti del miocardio, le aritmie possono essere causate anche da altri tipi di disturbi. Ad esempio, squilibri elettrolitici, intossicazioni, farmaci, ansia, stress, abuso di sostanze eccitanti (caffè e tè), consumo eccessivo di tabacco e altre condizioni possono predisporre all’insorgenza di aritmie.

Ma qual è un ritmo regolare?

Il ritmo cardiaco si definisce regolare quando è compreso tra i 60 e i 100 bpm, quando ogni battito è equidistante rispetto al successivo e lo stesso risulta generato e condotto correttamente all’interno del muscolo cardiaco.

Cosa sono le aritmie cardiache

Esclusa la possibilità che l’aritmia sia scaturita da elevati livelli di stress, da episodi di ansia o da abuso di sostanze eccitanti, occorre indagare quale sia la causa scatenante. Le aritmie possono essere divise, sulla base della frequenza cardiaca che inducono in:

  • tachiaritmie
  • bradiaritmie

Le prime rappresentano un ritmo più veloce del normale (>100 bpm) e, tra queste, riconosciamo la tachicardia sinusale, la fibrallazione atrale ad elevata risposta ventricolare, il flutter atriale, la tachicardia ventricolare e la tachicardia da rientro atrio-ventricolare o da rientro nodale. Nella seconda rientrano i blocchi atrio-ventricolari o le disfunzioni nella generazione dell’impulso.

Classificazione delle aritmie

Come abbiamo già accennato, le aritmie non sono tutte uguali. Oltre a distinguersi per la velocità di conduzione, si distinguono anche per in base alla gravità e alla sintomatologia che presentano:

  • Bradicardie: causano svenimenti, perdita di coscienza, sincope,
  • Aritmie sopraventricolari: come, ad esempio, la Wolf Parkinson White,
  • Extrasistoli: generalmente non gravi ma possibili indicatori di cardiopatie,
  • Aritmie ventricolari: possono causare ischemie cardiache.

I sintomi di una aritmia

Il principale sintomo che il paziente potrebbe lamentare è la sensazione soggettiva di avere “battito accelerato”, la sensazione di “cuore in gola” e agitazione. Questi sintomi possono essere genericamente definiti come palpitazioni. Altri sintomi legati ad alterazioni del battito cardiaco possono essere: eccessiva stanchezza, sudorazione fredda e sensazione di affanno.

La diagnosi per le aritmie

Per diagnosticare una aritmia cardiaca, il medico prescrive una visita cardiologica completa con elettrocardiogramma, procedendo con l’anamnesi del paziente per capire se siano occorsi episodi simili in passato. Per tenere monitorare la situazione, il medico può richiedere al paziente di eseguire un ECG dinamico secondo Holter, un esame che prevede la registrazione in continui dell’attività elettrica cardiaca per 24 o 48 ore.

Esiste una cura per le aritmie cardiache?

Le aritmie non hanno sempre la stessa causa, non seguono un decorso sempre uguale ed il trattamento dipenderà dalla motivazione che ha indotto la condizione. A seconda della gravità e della causa della tipologia, è possibile impostare un trattamento personalizzato che tenga in considerazione lo stato di salute del paziente. Il medico potrebbe prescrivere una terapia antiaritmica e invitare il paziente a condurre uno stile di vita più sano che comprenda:

  • Controllo dell’alimentazione,
  • Una quantità sufficiente di attività fisica,
  • L’interruzione dell’abitudine al fumo,
  • La riduzione o l’astensione dal consumo di bevande alcoliche.

Attenzione allo stile di vita

In conclusione, abbiamo visto come le aritmie cardiache possano generarsi non solo da disturbi cardiovascolari, ma anche altre condizioni mediche. Soggetti che soffrono di ansia o che vivono periodi particolarmente stressanti potrebbero sperimentare episodi di aritmie, soprattutto tachicardie. In questi casi, oltre a dover ridurre lo stress, risulta particolarmente efficace l’eliminazione di sostanze eccitanti quali il caffè o le bibite energetiche.