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Sinonimi: Brufoli

Dott.ssa Lucrezia Fago

Dott.ssa Lucrezia Fago


Medico Estetico

31 Ottobre 2020 - Ultima modifica: 9 Novembre 2020

Indice:

  1. Introduzione
  2. Acne: cos’è
  3. Classificazione dell’acne
  4. Le cause
  5. I sintomi
  6. I trattamenti
  7. Come prevenirla
  8. Acne e alimentazione

Introduzione

Nome completo “acne vulgaris”, l’acne è una malattia delle pelle che colpisce molti adolescenti, ma che può talvolta manifestarsi anche in età adulta.

Non esistono studi globali, ma si stima che in Italia siano affetti da acne il 30-40% dei giovani tra i 15 e i 20 anni (con un 3% di casi “gravi”). La metà dei casi di “dermatosi infiammatoria del follicolo pilosebaceo e del tessuto perifollicolare”, riguarda gli adolescenti e i giovani adulti (l’età più colpita è quella tra i 12 e i 25 anni). Si stima che ne soffra il 35% dei diciottenni maschi e il 40% delle diciottenni femmine, mentre tra i quarantenni colpisce l’1% degli uomini e il 5% delle donne. Solitamente, tra gli 8 e i 10 anni, insorgono delle manifestazioni non infiammatorie dovute a “comedoni” (accumulo di cheratina e lipidi allo sbocco del follicolo pilifero). Successivamente questi, in una modesta percentuale di soggetti, vanno incontro a reazioni infiammatorie e si formano così di papule, pustole, cisti e noduli: l’esordio è stimato intorno agli 11 anni per le femmine, intorno ai 12-13 per i maschi.

Le zone più colpite dall’acne sono tipicamente quelle più ricche di ghiandole sebacee, quindi riguardano prevalentemente la zona T del viso (mento, naso e fronte). Come sopra descritto la manifestazione può essere rappresentata dalla forma comedonica (con la sola presenza di comedoni bianchi o neri) o nei casi complicati dalla forma papulo-comedonica, papulo-pustolosa, pustolosa, pustolo-cistica, cistica o conglobata. I meccanismi alla base della formazione dei comedoni e delle loro eventuali complicanze sono prevalentemente ormonali.

Acne: che cos’è?

È una condizione della pelle ad evoluzione benigna dovuta all’ostruzione dei follicoli pilosebacei con accumulo di sebo e conseguente infiammazione del canale. Le complicanze più gravi si manifestano soprattuto per la conseguente infezione batterica del follicolo (solitamente da parte del Propionibacterium acnes) favorita dall’infiammazione.

Una disfunzione del processo di cheratinizzazione della pelle (solitamente su base ormonale) unita ad una iperattività della ghiandola sebacea conduce alla formazione di comedoni che si comportano come dei veri e propri “tappi” posti allo sbocco dei follicoli pilosebacei, impedendo così la fuoriuscita del sebo (sostanza oleosa prodotta dalle ghiandole sebacee site alla base dei follicoli piliferi).

Le classificazione dell’acne

Non esiste un’unica manifestazione dell’acne: questa può colpire diversi distretti corporei (volto, collo, torace, dorso), essere lieve oppure decisamente più seria. Una prima distinzione riguarda il periodo della sua comparsa e la durata: si parla di acne neonatale quando si manifesta entro il quarto mese di vita, di acne giovanile quando compare al momento dello sviluppo e di acne adulta (o tardiva) quando si manifesta nell’adulto senza che da giovane ne abbia sofferto.

Una seconda classificazione riguarda la tipologia delle lesioni:

  • Acne comedonica: Si manifestano sotto forma di punti bianchi e di punti neri. I primi sono piccole lesioni papabili biancastre di massimo 3 mm di diametro, i secondi sono simili per conformazione ma presentano una zona centrale scura.
  • Acne infiammatoria, costituita da papule, pustole, noduli e cisti: papule e pustole sono lesioni rossastre non dolenti causate dalla sovrainfezione del Propionibacterium acnes, mentre noduli e cisti sono formazioni rossastre e dolenti.
  • Acne conglobata: forma grave ma molto rara di acne infiammatoria, si caratterizza per la formazione di grandi brufoli rossi e di dolorosi ascessi sotto la pelle. Questi, col tempo, danno origine a fistole drenanti e a ferite profonde che possono lasciare cicatrici acneiche.

Per determinare la gravità dell’acne infiammatoria non esiste un criterio preciso. Ci sono metodologie basate sul conteggio delle lesioni infiammate e non infiammate, altre che prendono in considerazione anche l’impatto che la patologia ha sulla qualità della vita e sulla psicologia del soggetto colpito. I metodi più utilizzati considerano invece la valutazione clinica globale.

Acne: le cause

L’acne è una patologia multifattoriale. Concorrono dunque alla sua manifestazione:

  • fattori ormonali: durante la pubertà, la ghiandola sebacea produce un eccesso di sebo in risposta agli androgeni (presenti sia nei maschi che nelle femmine). È stato individuato un legame tra l’acne e l’aumento di testosterone, diidrotestosterone, deidroepiandrosterone, fattore di crescita insulino-simile e somatotropina.
  • fattori genetici: la componente genetica è stata dimostrata mediante studi su gemelli e sui parenti di primo grado del paziente acneico.
  • cause batteriche: a favorire l’acne è il Propionibacterium acnes, un batterio che vive sulla pelle e che si moltiplica quando i pori cutanei si occludono. Non è però la quantità di batteri contenuti nel follicolo a determinare la gravità delle lesioni ma piuttosto il potenziale pro-infiammatorio dei specifici ceppi.
  • fattori immuno-infiammatori: sempre più studi dimostrano il ruolo che la mediazione del sistema immunitario cutaneo ha nella manifestazione dell’acne.
  • gravidanza (per via dell’aumento di androgeni).
  • sindrome dell’ovaio policistico.
  • assunzione di anabolizzanti.

La convinzione comune è che l’acne dipenda da una scorretta alimentazione. In verità, una reale correlazione non è mai stata dimostrata. Studi come The relationship between acne and diet di Shalita, Del Rosso e Webster (2011) e The Evidence Supporting a Link Between Acne and Nutrition di Zouboulis, Katsambas e Kligman (2014), paiono dimostrare però come l’acne possa essere la conseguenza di un’alimentazione eccessivamente ricca di latte e latticini o ad alto carico glicemico. Il motivo risiederebbe nella sovrastimolazione del segnale mediato dall'insulina e dal fattore di crescita insulino-simile che i carboidrati iperglicemici e i derivati del latte ad azione insulinotropica sembrano innescare, favorendo così la comparsa dell’acne.

Un altro luogo comune, questa volta del tutto errato, sarebbe la correlazione tra acne e scarsa igiene: non è mai stata infatti dimostrata una correlazione tra questi due fattori.

Quando compare in età adulta, l’acne tende a colpire maggiormente le donne alla fine del periodo fertile. Le cause sono in questo caso da ricercarsi nella predisposizione familiare e nell’ambiente, nello stress e nel mancato utilizzo di cosmetici non comedogenici.

Acne, i sintomi

I sintomi dell’acne dipendono dalla sua tipologia ma, al di là delle formazioni (comedoni, papule, pustole, noduli, cisti), possono includere:

  • volto arrossato
  • discromie cutanee
  • formazione di pus
  • seborrea (pelle grassa e traslucida dei soggetti dovuta all'eccessiva secrezione delle ghiandole sebacee)
  • prurito al cuoio capelluto
  • tricodinia (disturbo caratterizzato da fastidio o dolore persistenti a livello del cuoio capelluto)

Acne, i trattamenti

Un tempo per l’acne si utilizzavano prevalentemente antibiotici: si pensava infatti che la causa principale del disturbo fossero i batteri presenti nel follicolo pilifero. Gli studi più recenti hanno però dimostrato come quello giocato dai batteri sia solamente un ruolo secondario. La pillola contraccettiva viene impiegata come rimedio per l’acne in soggetti con diagnosi di ovaio policistico. In questi casi la terapia estro-progestinica risulta infatti essere molto efficace poiché agisce su una delle cause primarie alla formazione dell’acne.

L’American Academy of Dermatology (AAD) ha stilato delle linee guida per il trattamento farmacologico dell’acne, così riassumibili:

  • per l’acne comedonica sono indicati i retinoidi topici, da associare ad antimicrobici per uso topico o orale quando l’acne è mista o prevalentemente infiammatoria
  • un efficace trattamento topico è il perossido di benzoile
  • la terapia antibiotica topica (clindamicina o eritromicina) è consigliata solo in combinazione con il perossido di benzoile
  • la terapia antibiotica sistemica è raccomandata per la gestione di acne infiammatoria moderata e grave e resistente ai trattamenti topici
  • l’uso di antibiotici sistemici dovrebbe essere limitato al minor tempo possibile (non più di 3 mesi), seguita da perossido di benzoile o da un retinoide topico per il mantenimento
  • i contraccettivi orali combinati sono efficaci nel trattamento dell’acne infiammatoria nelle ragazze e nelle donne con ovaio policistico
  • l’isotretinoina orale è raccomandata solo per il trattamento dell’acne nodulare grave, dell’acne moderata recalcitrante o dell’acne che produce cicatrici o disagio psico-sociale poiché è un farmaco con non pochi effetti collaterali.

Un altro utile trattamento contro l’acne è rappresentato dal micropeeling, a base di acido glicolico e acido salicilico a bassa concentrazione che viene steso sulla pelle. L’effetto ottenuto è una desquamazione degli strati più superciali della pelle con liberazione e disinfezione dei follicoli pilosebacei da parte di comedoni e batteri.

Acne, come prevenirla

Per prevenire o ridurre il progredire dell’acne è necessario mettere in atto una serie di accorgimenti:

  • evitare l’utilizzo di creme irritanti o aggressive sulla pelle sensibile o soggetta all’acne
  • evitare l’utilizzo di creme e pomate a base oleosa o molto grasse su pelle acneica
  • non strofinare o grattare la zona colpita dall’acne
  • non schiacciare i brufoli
  • struccare sempre la pelle con un buon detergente prima di andare a dormire
  • asciugare delicatamente la pelle del viso dopo ogni lavaggio
  • seguire una dieta sana e ben bilanciata
  • non esagerare con gli alimenti ad alto indice glicemico
  • attenzionare un ciclo mestruale irregolare ed eventualmente ricolgersi al ginecologo
  • effettuare sedute di peeling chimici specifici

E’ importante inoltre ricordare che i farmaci devono sempre essere prescritti dal medico e di  seguirne rigorosamente posologie e prescizioni.

Acne e alimentazione

Come già detto, non esiste ad oggi una correlazione evidente tra alimentazione e comparsa di acne, soprattutto a causa della multifattorialità a cui è dovuta la malattia. L’unica correlazione significativa, anch’essa ancora in fase di validazione, sembrerebbe soltanto quella con alimenti ad alto indice glicemico.

Esempi di alimenti ad alto indice glicemico sono:

  • glucosio
  • maltosio
  • datteri
  • pane bianco
  • cornflakes
  • miele
  • patate
  • zucca
  • crackers
  • melone
  • cocomero
  • bibite zuccherate
  • croissant
  • biscotti
  • saccarosio e zucchero di canna
  • succhi di frutta addolciti con saccarosio
  • prodotti di pasticceria
  • dolciumi

L’eccessiva assunzione di questi alimenti determina un picco dei livelli d’insulina che, a sua volta, aumenta la sintesi di androgeni e di IGF-1. Questi ultimi poi si comportano come stimolatori alla produzione di sebo e tra l’altro l’IGF-1 partecipa anche alla ipercheratinizzazione dello strato corneo favorendo così l’accumulo di cheratina all’interno del follicolo pilifero. Ridurre i cibi ad alto contenuto glicemico ridurrebbe così la possibilità di manifestazioni acneiche o del loro aggravamento.